Ismaele Bulla

Ismaele Bulla Fashion | Beauty | Adv

Photographer based in Milan - Los Angeles - London - Paris - Moldova.

Ogni sera, quando il crepuscolo vira al blu sopra Varanasi, sui ghat ricomincia la stessa cerimonia che il fiume guarda ...
15/07/2026

Ogni sera, quando il crepuscolo vira al blu sopra Varanasi, sui ghat ricomincia la stessa cerimonia che il fiume guarda ripetersi da generazioni. Un giovane pujari solleva una lampada a più piani, tutta accesa, e disegna lenti cerchi di fuoco nell'aria, il braccio teso, la faccia concentrata di chi compie un gesto molto più vecchio di lui. È l'aarti, l'offerta serale al Gange, al fiume-madre. Intorno la folla si stringe e guarda in silenzio, i telefoni prima alzati e poi, uno dopo l'altro, abbassati, come se a un certo punto certe cose chiedessero gli occhi e non lo schermo. Per qualche minuto restano soltanto il fuoco che gira, l'acqua nera che lo rimanda, e centinaia di sguardi puntati nella stessa direzione. Il Ganga Aarti riunisce sacerdoti, fedeli e osservatori in una sequenza di gesti che si ripete senza apparire mai identica. La forza visiva della cerimonia è immediata, ma è il tempo trascorso tra la folla a modificarne la lettura. Dietro una ritualità accuratamente codificata emerge una partecipazione che non cerca di essere mostrata: semplicemente accade. La fotografia resta ai margini di questo equilibrio, osservando il punto in cui la dimensione pubblica del rito incontra quella profondamente personale di chi vi prende parte.

A Varanasi conviene alzarsi prima del sole. È in quell’ora — prima che arrivino i turisti, prima che le barche si riempi...
30/06/2026

A Varanasi conviene alzarsi prima del sole. È in quell’ora — prima che arrivino i turisti, prima che le barche si riempiano, prima che la città si trasformi nello spettacolo che tutti vengono a fotografare — che il fiume torna a essere soltanto un fiume, e la città soltanto la casa di chi ci vive. Sui gradini larghi che scendono nell’acqua, tre uomini con la fronte segnata di cenere si scambiano poche parole, di quelle che si dicono quando ci si ritrova ogni mattina nello stesso punto da una vita intera. Poco più in là un altro siede da solo, le gambe incrociate, e fissa il Gange con la confidenza con cui si guarda un parente anziano, senza più bisogno di parlargli. E in alto, sull’ultimo gradino, un ragazzo che ha imboccato la strada del sadhu osserva la città che si sveglia: la fronte dipinta, i grani di rudraksha al collo, l’età che avrebbe per essere altrove e che invece è tutta qui. Niente di speciale da fotografare, a dirla tutta — solo la prima ora di un giorno qualunque, lungo un fiume che di giorni così ne ha visti scorrere a milioni, e continua a non avere nessuna fretta. E tu, sei mai stato a Varanasi?

Jodhpur, sull'uscio di casa. Un uomo anziano col turbante arancione e una mala di grani scuri al collo guarda dritto nel...
22/06/2026

Jodhpur, sull'uscio di casa. Un uomo anziano col turbante arancione e una mala di grani scuri al collo guarda dritto nell'obiettivo, senza chiedere nulla. Restano gli occhi, fermi in mezzo alle rughe. Tu guardi qualcuno che sa di essere guardato, e quel qualcuno ti dona la sua presenza.

Indirizzo

Milan

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