Settimio Benedusi

Settimio Benedusi Il Ritratto Fotografico Stampato come privilegio democratico.

04/09/2026
04/09/2026
Nel 1982, 44 anni fa, appena arrivato ventenne a Milano dalla natia Imperia, scoprii subito il Plastic, allora appena na...
03/09/2026

Nel 1982, 44 anni fa, appena arrivato ventenne a Milano dalla natia Imperia, scoprii subito il Plastic, allora appena nato.

Nicola Guiducci era il deus ex machina musicale di quel luogo strano, alternativo, territorio di pura avanguardia. La musica era intelligente e sorprendente: si passava dalla classica al jazz, come il brano che sentite in sottofondo, magari con in mezzo i Talking Heads.

Il Plastic sarebbe diventato leggendario, ma allora era solo un parallelepipedo grigio senza fronzoli.

Ben presto diventò la mia seconda casa. Ci andavo praticamente tutte le sere.

Non ricordo di essere mai stato protagonista di nulla. Non partecipavo: guardavo. Mi alimentavo, io provinciale, di tutti quei segnali che raccontavano un mondo “altro”, abitato dall’eccentricità e dalla creatività.

A un certo punto fu naturale portarmi dietro la Pentax K1000, con flash e diapositiva a colori.

Scelta coraggiosa, vista oggi: la diapositiva richiedeva un’esposizione perfetta e la macchina aveva ovviamente il fuoco manuale. Che quasi tutte le fotografie siano giuste mi sembra sinceramente miracoloso.
Ero una pippa agli esordi, con due piedi nel dilettantismo imperiese e un mignolo nel professionismo milanese. Se queste dia sono corrette, probabilmente fu la classica fortuna dell’esordiente.

Ma quello che mi interessava era osservare. Quei vestiti, quelle facce, quell’atmosfera.

Mi interessavano, già allora, le persone. L’umanità.

Perché quello che rendeva speciale il Plastic, oltre alla musica di Nicola Guiducci, erano le persone che lo frequentavano: creativi, musicisti, stilisti e artisti.

Come quel ragazzino alto e magro che una sera fermai chiedendogli di disegnare, sul retro del mio primo biglietto da visita milanese, uno dei suoi omini.

Quel ragazzino si chiamava Keith Haring.

Per più di quarant’anni queste fotografie sono rimaste lì, nelle scatolette con sopra scritto PLASTIC.

Adesso ho finalmente comprato uno scanner.

Eccole qui.

Le notti del Plastic di Milano, 1984.

03/09/2026
Franco!Infinita simpatia, ineguagliabile generosità, grandissima cultura… passare del tempo con te è stato uno dei grand...
29/08/2026

Franco!
Infinita simpatia, ineguagliabile generosità, grandissima cultura… passare del tempo con te è stato uno dei grandi regali che la Fotografia mi ha regalato.

Per anni mi hai mandato su WhatsApp barzellette sporche, fotomontaggi delle nostre foto insieme (qui nel post dopo la prima “originale” un po’ di sue libere interpretazioni…) e varie ed eventuali 🤪😎.

Le estati a Massa Marittima nel workshop da te organizzato (con Oliviero, Giovanni e tutti gli altri amici) sono stati anche (soprattutto?) l’occasione di infinite mangiate/bevute/risate.

Franco Fontana è stato un fotografo che sicuramente ha avuto origine dalla fotografia amatoriale dei circoli fotografici degli anni ‘70, con un’estetica tanto facilmente accessibile e accattivante quanto copiatissima. Apparentemente la sua cifra stilistica è stata quella. Invece è subito diventato un grandissimo professionista, con un pensiero progettuale incredibilmente lucido e rigoroso. Andatevi a cercare la campagna pubblicitaria per la Fiat Panda! Andate a vedere i redazionali di moda fatti per Vogue America! Franco Fontana non è stato solo un grande “esteta” ma soprattutto un grandissimo autore e professionista.

Temo di fare ragionamenti da vecchio, ciò che sto per dire già lo disconosco, vista la innegabile presenza di bravi giovani (sì vabbè 🤪) ma con Franco Fontana si sta per sgretolare definitivamente un tipo di Fotografia e di Fotografi che così non ci sarà e non ci saranno più.
Così come?
Non so trovare una parolina più pertinente di questa: una fotografia SERIA.
Quello che Franco faceva ed insegnava era estremamente SERIO.
Nei suoi mitici workshop non sprecava una parola in belinate inutili, ma faceva lavorare il cervello dei suoi allievi. In maniera SERIA.

Torniamo a noi, caro Franco.
Mangiare tagliatelle e bere lambrusco con te è stata una delle cose per le quali ha avuto senso vivere: a volte la felicità è nelle piccole (grandi) cose.

Ciao Franco. Ti voglio tanto bene.
❤️

28/08/2026

Fantastica Alice da Bergamo alla bottega di Ricordi Stampati al Parasio di Porto Maurizio!
🥰

Ultimo weekend a Imperia, poi si torna a Milano: già aperto il calendario della bottega di via Sacchi!
🤗

27/08/2026

Eugenia oggi in bottega!
🥰

26/08/2026

Il bellissimo Gabriele Leonida oggi in bottega ad Imperia!
🥰

Indirizzo

Via Giuseppe Sacchi 8
Milan
20121

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