Warm Modernity

Warm Modernity Progetto di studio sull'architettura indiana dopo la Partition
La mostra “Warm Modernity.

Curatela_Maddalena d'Alfonso
Supervisione_Rahul Mehrotra
Fotografie_Marco Introini
Direzione artistica_Stefano Mandato


Un Protocollo redatto nel lontano 1945 da Otto Koenigsberger, declinato in quasi cento casi in India e ripreso in più di mezzo mondo, detta regole ed economie per la pianificazione del prototipo di città processuale, e ci racconta che la così detta “Architettura Partecipata” v

olta all'inclusione interculturale ha origine nei territori post-coloniali tra India e Africa. Indian Architecture, building Democracy” frutto di una ricerca Italo-Indiana durata 5 anni, illustra le conseguenze della scelta democratica nell'India indipendente, la sua esistenza fattuale e i suoi esiti globalizzati, attuali ancor oggi. Nell'installazione, sono presentati 4 esempi di Democratic New Towns - Jamshedpur, Buhbaneswar, Faridabad e Chandigarh- esito dell'intreccio tra le esperienze di Frey, Drew e Le Corbusier e le idee dei loro omologhi indiani, Varma, Doshi, Correa, Rewal. Le città vengono descritte analiticamente e documentate attraverso fotografie dello stato di fatto, integro come i quartieri moderni tutelati in Europa. I piani attuati dall'India nel processo di democratizzazione sono da considerarsi il primo passo nell'adozione di un ordinamento inclusivo da parte delle nuove Sovranità Nazionali membri dei Paesi non Allineati.

Indirizzo

Milan
20121

Sito Web

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