12/10/2025
Ci sono spettacoli che si guardano, e poi ci sono quelli che si sentono dentro.
Quello di Paolo Ruffini appartiene alla seconda categoria.
Nel suo spettacolo ha portato sul palco la magia del credere in Babbo Natale e la purezza dello sguardo dei bambini, ma soprattutto la sincerità di un uomo che, dietro un sorriso, rivela un cuore ricco di emozioni.
Ha raccontato di suo padre, di quella mancanza che non smette mai davvero di farsi sentire.
E quando ha detto: “E se un giorno mi dovessi incontrare, ti prego Babbo, abbracciami ancora forte come facevi quando ero piccolo”, il teatro si è riempito di silenzio e di respiro.
Un momento sospeso, in cui tutti, adulti e bambini, si sono ritrovati.
Perché Paolo non racconta solo storie: regala emozioni vere, quelle che arrivano dritte al cuore, che fanno riflettere, sorridere e commuovere allo stesso tempo.
È difficile farlo, difficilissimo.
Ma lui ci riesce con una naturalezza disarmante, con quella sensibilità che appartiene solo a chi sa ascoltare e a chi non ha paura di mostrarsi fragile.
In questo spettacolo ha dato voce ai bambini, ma anche agli adulti che dentro di sé ne custodiscono ancora uno.
E forse è proprio questa la sua magia: ricordarci che, anche quando cresciamo, abbiamo ancora bisogno di credere nei sogni, e di qualcuno che ci abbracci forte.
Ci sono emozioni che non si possono raccontare, ma solo custodire: in un ricordo, in uno sguardo, in una fotografia.
Il Babysitter a teatro.💙
Paolo Ruffini grazie