12/10/2020
La socializzazione, questa (mi)sconosciuta.
No, la socializzazione non è la puppy class.
E non è buttare il proprio cane dentro all'area cani per farlo partecipare alle riunioni di condominio.
E non è nemmeno trascinarselo al mercato ortofrutticolo per fargli prendere confidenza con cose e persone tra una signora che gli pastrugna la testa e un carrellino che gli pesta la coda.
Tutto in nome della regola "così si abitua". Che magari si abitua pure, ma è un po' come abituarsi al traffico facendosi due ore ogni mattina imbottigliati in tangenziale, tutto bene fino a quando non fermi l'auto sotto a un cavalcavia, scendi e fai una strage.
Probabilmente la dicitura "animale sociale" ha contribuito a creare un po' di confusione. Il termine sociale viene usato nella biologia di un animale per indicare il fatto che le sue abitudini di comportamento comprendono relazioni frequenti con un gruppo, che sia familiare o allargato.
Non significa essere amici dell'universo in modo indiscriminato, ma al contrario saper discriminare.
Pure i macachi sono animali molto sociali, ma se provi a introdurre una scimmia in un gruppo estraneo, la fanno fuori in 5 secondi.
La socialità di un cane è la sua capacità di cogliere opportunità da alcune relazioni, ma anche di evitarne delle altre. E' l'abilità di sviluppare competenze che gli permettano di capire il tipo di comunicazione giusta da adottare nei diversi contesti.
Ad esempio che non puoi fare brutto ad ogni quadrupede nel tuo raggio visivo, perché prima o poi qualcuno reagisce male.
Ma la comunicazione giusta non lo è in base alla nostra idea di cane politicamente corretto che intrattiene rapporti di diplomatica cortesia con tutto quanto il resto del mondo.
La comunicazione è giusta quando è efficace, congruente e adeguata rispetto agli obiettivi di chi la mette in atto.
Efficace, quando raggiunge lo scopo.
Congruente, quando non viene male interpretata.
Adeguata, quando il suo livello di intensità è commisurato alla situazione.
Gli animali sociali che non vivono sotto l'egida dell'uomo non hanno alcun bisogno di un percorso di socializzazione, semplicemente perché il contesto ecologico gli fornisce modelli da seguire, azioni da imitare ed esperienze continuative attraverso cui imparare le regole del gioco.
Con i nostri cani dovremmo provare a fare la stessa cosa, dandogli la possibilità di scegliersi, piacersi, stringere amicizie e alleanze ben selezionate e durature nel tempo. E' un po' come i migliori amici, se ne hai una cinquantina c'è qualcosa che non va.
Ma anche lasciare spazio a confronti e scontri per risolvere conflitti.
Un cane dotato di un'intelligenza sociale non è né Ghandi né Gengis Khan, ma sa decidere quando imporsi e quando farsi da parte.
Per tutto questo però ci vuole tempo, autonomia e un tessuto sociale canino in cui cucire relazioni.
Socializzazione significa creare le condizioni giuste per costruire amicizie.