10/07/2026
5 Persone vestite di nero che ridono più degli invitati. Tranquilli, siamo noi.
Il nero non è una divisa e non è una questione di stile. Con quaranta gradi all’ombra, te lo assicuro, non è nemmeno una scelta intelligente. È una scelta funzionale.
Vestiti così ci mimetizziamo. Spariamo dentro la scena, non finiamo nell’inquadratura del collega che sta girando dall’altra parte della sala, restiamo neutri in ogni foto in cui potremmo comparire per sbaglio. E dentro quel nero cerchiamo la comodità, perché ci muoviamo dalla mattina a notte fonda e il corpo deve poterci seguire.
Poi però succede una cosa che il nero non spiega. A fine giornata i genitori, gli amici, i parenti ci chiedono da quanto tempo conosciamo gli sposi. Come se fossimo invitati anche noi.
In parte è vero. Quando arriva il giorno del matrimonio ci conosciamo già da un anno. Ieri ho chiesto ai nostri sposi perché avevano scelto Juna, tra una risata e l’altra. Mi aspettavo una risposta sulle foto. Mi hanno risposto: perché sai ascoltare.
Ecco. Il nero serve a sparire dalla scena. L’ascolto serve a restarci dentro.
Con amore, Juna.