01/07/2023
Ciao papà... Mi conosci, non sono mai stato di tante parole, ma ci tengo a riscrivere ciò che ho detto durante il nostro ultimo saluto.
Ciao vento del nord, è così che mi piace chiamarti, nome nato da un racconto che inventasti come ninna nanna e mai terminato perché riuscivi ad addormentarti sempre prima di me... Io ero Ivan il terribile, un guerriero a cavallo che perdendosi tra le montagne gridava: vento del nord, dove sei?
E tu rispondevi: qua..
Io: dove qua?
Tu: qua...
Domanda e risposta si ripetevano finchè crollavi e dopo un po' risvegliandoti mi chiedevi: dove siamo arrivati? Ma nell'incertezza ricominciavi da capo...
Spesso discutevamo su cose futili, e molte volte le discussioni le terminavi tu dicendo: ricorda, io sono stato come te e tu sarai come me...
Da bambino dietro casa avevo paura del buio ed afferrandomi la mano dicesti: finché ci sarò io non puoi aver paura..
Qualche settimana prima che perdessi la parola, mi chiedesti: hai visto "il re leone"?
Non capivo il motivo di quella domanda, sapevi benissimo che lo avevamo visto insieme anni fa.. ho rivisto il film... Ora capisco... "Simba, io non sono morto, io vivo in te!"
Papà, vento del nord è riduttivo, sei stato un uragano..
Per concludere vorrei citare uno scorcio di una poesia scritta di tuo pugno già perfetta ma mi perdonerai, devo modificarne una parte...
"Sti Marascia custarioti, a lu paisi sinn'eru, purtannusi d'appressu lu ricordu... Di questo grande uomo.
Papà, ti ho salutato come hai salutato tuo padre, per nome... "Ciao Paolo"
Negli ultimi mesi bui citai le tue stesse parole tenendoti per mano: finché ci sarò io non puoi aver paura e riuscivo a strapparti attimi di serenità..
Hai avuto la certezza di essere stato come me... Darò il massimo per essere come te.
Grazie..
Ciao papà... Ciao vento del nord...