24/01/2021
📖 {Citiamo un consiglio di lettura di Evelina Loffredi} ⬇️
"La rappresaglia germanica a Ospitaletto di Marano sul Panaro.13 Agosto 1944. Vita e morte di Maria Savigni " di Nello Bozzini.
Quando avevo dodici anni ho letto il Diario di Anna Franck e da allora ogni anno leggo uno o più libri o un diario che parlino di quel terribile periodo, per conoscere, fare rivivere e onorare le persone protagoniste di uno dei periodi più tristi della nostra storia.
Quest'anno non ho guardato lontano, ho cercato nella storia locale del comune dove abito, perché, purtroppo, quelle dei campi di concentramento non sono le uniche crudeltà commesse dai nazisti. Le popolazioni occupate erano angariate da esecuzioni di ostaggi e da eccidi in contrasto con le Convenzioni di Ginevra cui la stessa Germania aveva aderito.
Così ho scoperto la storia di Maria Savigni, una ragazzina sedicenne che abitava la frazione di Ospitaletto che fu seviziata e uccisa nella più crudele barbarie. Anch' ella scriveva un diario, come Anna Franck, ma purtroppo a differenza di quest'ultima il suo diario non è sopravvissuto alle fiamme che i tedeschi appiccarono alla sua casa per fare " Terra Bruciata". Questo libriccino è il frutto di una ricerca decennale che Nello Bozzi ha fatto negli archivi o intervistando le persone del luogo, dopo che è rimasto colpito dal suo nome con età posto su una lapide a ricordo dell' eccidio nella frazione di origine della giovine.
E la breve vita di questa ragazzina non può essere disgiunta dal periodo storico e dagli eventi bellici che hanno portato a quel 13 Agosto 1944 all' uccisione di 13 persone civili e innocenti. In questo libriccino ho incontrato anche i nomi e i volti di Geo Ballestri e di Mario Allegretti, a cui sono intitolati nella vicina Vignola una strada ed una scuola. Da oggi non saranno più per me solo dei nomi di strade o dell' istituto, ma avranno una loro dignità che prevede un tacito ringraziamento postumo alle loro eroiche vite.
Ma in queste pagine si fa menzione anche dell' eccidio delle fosse ardeatine, paragonando la crudeltà di entrambi gli interventi di esecuzione, e lo si fa snocciolando la storia di Luigi Gagioli, uno dei tre modenesi morto nella strage nazifascista dell' Ardeatina, insieme a Bussi Armando e Zirconi Augusto. Le loro foto che ci guardano dalle pagine del libro stampano meglio la loro storia nella memoria. Purtroppo di Maria Savigni non si ha nessuna foto.
Nulla le è sopravvissuto, neanche una tomba. Quindi questo libro è il non vano tentativo "di farla rivivere oltre il flusso del tempo come portatrice di un messaggio ai giovani affinché i più deboli e i più indifesi come lei non siano più oggetto di violenza".
Sono consapevole che soprattutto i giovani di oggi dovrebbero conoscere questa storia e che a scuola bisognerebbe partire dalle storie locali per fare emergere rispetto, onore e consapevolezza dei luoghi che si vivono e si calpestano. Non sono a conoscenza di vie o edifici pubblici intitolati alla sua memoria, ma se così non fosse, mi augurerei venisse fatto presto. Solo così il suo nome non finirà nell' oblio o per essere sbiadito come succede su una lapide.