28/05/2020
LA STORIA DI RIGHETTO E SGRULLARELLA
( 22° foto ) Di Righetto si sa molto poco. Aveva dodici anni, era biondo e mingherlino ed era rimasto orfano. Era sempre affiancato dal suo cagnolino, che chiamava affettuosamente “Sgrullarella” e nell’estate del 1849, si trovò a partecipare attivamente ai combattimenti della Repubblica Romana. I cannoni battevano in breccia le mura gianicolensi e le bombe cadevano nel cuore della città, portando morte e distruzione. Il ministero della guerra della Repubblica, in considerazione della penuria di munizioni, aveva decretato la possibilità di guadagnare un baiocco e mezzo a libbra per chi avesse consegnato le bombe inesplose, da riutilizzare contro l’esercito nemico. Utilizzando soltanto una pezza bagnata con la quale spegnere la miccia. Righetto, era uno di loro, e raggruppò un esiguo numero di suoi coetanei, divenendo il migliore nella tecnica di artificiere. Il 29 giugno egli si trovava sulla spiaggia del Tevere, denominata la “Renella”, all’altezza di Ponte Sisto, e una granata gli cadde tra le mani, ma non riuscì a spegnere la miccia, perché era troppo piccola e interna alla bomba, così fu inevitabile lo scoppio e il piccolo non poté salvarsi mori’ con lui anche l’inseparabile cane Sgrullarella. Ma la fama di Righetto, eroico ragazzino, si diffuse presto, fra le truppe garibaldine, per le quali divenne un eroico esempio. La statua di bronzo del ragazzino con il braccio sinistro alzato, con il suo cagnolino è una copia della scultura marmorea presente nello scalone d’onore di Palazzo Litta di Milano. E’ stata posta sul Gianicolo dalla Regione Lazio nel 2005. Visitando il Gianicolo si potra’ vedere i busti degli eroi della Repubblica Romana, lo sparo del cannone alle 12.00 , la statua di Garibaldi e Anita e sicuramente una delle vedute piu’ belle di Roma . AMOROMA.