02/09/2026
LA ROMAGNA ALLUVIONATA E MILLIONARIA
Qualche settimana fa è uscito il mio libro sull'alluvione del 2024 "le Paure di Settembre" dove ho ripreso il filo del discorso sul reportage del 2023 "Era di Maggio" sull'alluvione del 2023.
Purtroppo di alluvione in Romagna se ne parla poco, c'è un silenzio sia della politica, ma cosa più grave anche dell'informazione, certo in entrambi i casi c'è sempre qualche eccezione, ma non è sufficiente. In Romagna e soprattutto in provincia di Ravenna si continua a distruggere il territorio come se niente fosse successo.
Il consumo di suolo è continuo, colate di cemento per realizzare quartieri nuovi in aree alluvionate, centri commerciali tanti in più, e contemporaneamente non si è ancora creato un piano serio di prevenzione da future alluvioni che parta dalla montagna e arrivi al mare. Si spendono soldi pubblici per realizzare bacini di laminazione o similari per puro vezzo dei sindaci, i quali vogliono dimostrare che qualcosa si è fatto.
Spesso queste opere non sono collegate a piani emergenziali e fanno sorridere i bacini fatti in pianura i quali una volta riempiti non hanno possibilità di essere vuotati, sono opere insufficienti, specchietti per le allodole, perché se in caso di alluvione l'acqua arrivasse nelle città di pianura, a che serve un bacino solo e che non potrà essere svuotato?
Quello che colpisce di più oggi nel ravennate è questa nuova primavera dell'edilizia, una provincia che invecchia, un calo demografico presente anche qui, ma contemporaneamente si costruisce come se la popolazione dovesse aumentare della metà. Secondo i dati Istat, la crescita resta negativa, nascono circa 2000 bambini e muoiono più di 4000 persone ogni anno, la popolazione resta stabile, circa 387mila abitanti, perché l'emigrazione dall'Italia e dall'estero porta ogni anno più di 2500 circa di nuovi abitanti.
Quindi il modello di questa provincia e regione prevede l'arrivo continuo di migrazione per rallentare la decrescita. Nonostante ciò le case e appartamenti hanno dei costi enormi per gli stipendi italiani, quindi "respingono i giovani". Ad esempio a Lugo, una citta della provincia, si arriva tranquillamente a 3mila euro al metro quadro. Inoltre le case sono costruite ancora come se non ci fosse stata l'alluvione, perché ad esempio si fanno ancora i piani terra? Non sarebbe il caso di evitare?
Questa colata di cemento e di soldi, perché tutti questi cantieri hanno degli investimenti importanti, sembra non interessare alla politica e all'informazione quindi non resta che farsi delle domande e magari un giorno avere delle risposte: Queste case chi le dovrà abitare? Chi se le potrà permettere? Questa ondata di nuovi centri commerciali e supermercati come si sostiene, visto che la popolazione resterà, se va bene, sempre la stessa? Come fa questo settore ad essere così attivo nonostante l'enorme crisi economica, la difficoltà di reperire le materie prime, i continui aumenti?