Camera Penale di Lucca

Camera Penale di Lucca Aderente all'Unione delle Camere Penali Italiane. Associazione tra Avvocati e Praticanti Avvocati

Il coordinamento delle camere penali Toscane con i suoi presidenti:Serena Caputo(Pisa)Daria Bresciani (Pistoia)Elena Aug...
06/08/2026

Il coordinamento delle camere penali Toscane con i suoi presidenti:

Serena Caputo(Pisa)
Daria Bresciani (Pistoia)
Elena Augustin (Prato)
Michela Rossi (Siena)
Massimiliano Arcioni (Grosseto)
Michele Alongi (Livorno)
Duccio Baglini (Firenze)
Andrea Frosali (Arezzo)
David Cappetta (Massa)

e il sottoscritto Marco Treggi (Lucca),
in qualità di coordinatore delle Camere Penali Toscane e con Laura Antonelli in qualità di Tesoriere di UCPI,

vi invitiamo tutti venerdì 28 agosto alla Versiliana di Marina di Pietrasanta a partecipare a questo evento di politica giudiziaria sul post referendum: quali sono oggi le prospettive future della giustizia, un tema che molti si chiederanno e che merita parlarne.

Modera Eros Baldini
Ne parleranno:
Pietro Paolo Sisto (Viceministro giustizia)
Giulia Boccassi (Vice presidente di UCPI)
Benedetta Galgani (professore ordinario procedura penale Unipi)
Rocco Maruotti (segretario Associazione nazionale Magistrati)

04/08/2026

Violazione del diritto di difesa, arretramento delle garanzie, emergenza carceri e omesse risposte: l’Unione delibera l’astensione.
L’Unione Camere Penali Italiane denuncia l’assenza di risposte istituzionali sulla vicenda delle captazioni illegittime dei colloqui tra detenuti e difensori presso il carcere di Perugia “Capanne”, protrattesi per circa sei mesi in violazione degli artt. 15 e 24 della Costituzione, degli artt. 6-8 CEDU e dell’art. 103 c.p.p.
Nonostante l’impegno assunto dal Ministro della giustizia il 4 giugno 2026 di avviare accertamenti tramite l’Ispettorato generale, a distanza di oltre due mesi non è stata fornita alcuna informazione, né dal Ministro né dal Procuratore generale di Perugia, sollecitati con ripetute richieste. Questa vicenda rientra in un più ampio quadro di arretramento delle garanzie, che include lo stallo della riforma sul sequestro di dispositivi digitali, i tentativi di ampliare l’uso delle intercettazioni, l’estensione dei poteri preventivi di polizia anche verso i minori, la proposta di modifica dell’imputabilità minorile e la persistente emergenza da sovraffollamento carcerario (139,5% di capienza reale, 33 suicidi nel 2026).
Sulla base di tali premesse, la Giunta delibera l’astensione dalle udienze penali dal 23 al 29 settembre 2026, chiedendo al Ministro della giustizia di rendere noti gli esiti degli accertamenti sui gravissimi fatti di Perugia, sollecita Governo e Parlamento a riprendere le riforme garantiste e ad affrontare l’emergenza penitenziaria, riservandosi ulteriori iniziative politico-istituzionali.

La Camera Penale di Lucca ha deliberato lo stato di agitazione perché non è piu tollerabile questa situazione.La pena no...
18/07/2026

La Camera Penale di Lucca ha deliberato lo stato di agitazione perché non è piu tollerabile questa situazione.
La pena non ha solo una funzione punitiva, ma deve tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale del condannato, come sancito dall'Articolo 27 della Costituzione Italiana. Il percorso si articola attraverso lavoro, istruzione, relazioni familiari e misure alternative per abbattere il rischio di recidiva.
Tutto il resto non è più tollerabile. Punto!

Si mettano i materassi l'uno sopra l'altro, fino all'esaurimento degli spazi'La cinica risposta del Prap Toscana e l’esi...
10/07/2026

Si mettano i materassi l'uno sopra l'altro, fino all'esaurimento degli spazi'
La cinica risposta del Prap Toscana e l’esigenza di far posto ai nuovi giunti nelle carceri sovraffollate.

La nota emanata dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Toscana rappresenta un documento di drammatica e conclamata ferocia, una dichiarazione di resa che certifica il crollo strutturale del sistema carcerario, la codificazione burocratica di un trattamento che calpesta i diritti umani fondamentali.

Il sequestro e l'improvvisa chiusura, per gravi carenze igienico-sanitarie, di ben sette sezioni del carcere di Sollicciano a Firenze hanno costretto l'amministrazione a redistribuire centinaia di reclusi in un territorio già saturo. Di fronte all’inerzia istituzionale e alla mancata volontà di attenuare la patologica condizione di emergenza dei nostri istituti attraverso l'attivazione di percorsi di deflazione giuridica, arriva dal Prap Toscana l'ordine perentorio di stipare i corpi oltre ogni limite ragionevole, autorizzando esplicitamente, come soluzione estrema, la collocazione di brande o materassi direttamente sul pavimento delle celle. Ammassati, l’uno sopra l’altro.

Così si svela la sostanziale accettazione di un'insopportabile compressione dei minimi requisiti di vivibilità di cui ogni individuo avrebbe diritto e si accetta che un essere umano possa dormire a terra, in spazi ristretti, umidi e sovraffollati, trasformando la detenzione in una punizione corporale degradante.

La circolare tenta di schermare tale abuso dietro l’ipocrita veste di misura assolutamente provvisoria, ma nella realtà penitenziaria la provvisorietà è la formula retorica usata per normalizzare il degrado e una condizione inumana permanente.

Oltre alla conclamata violazione dei diritti, si intravede la disperazione silenziosa e profonda di chi, in prima linea, il carcere è chiamato a gestirlo. Dietro il rifiuto formale di alcune Direzioni di accettare nuovi arrestati per mancanza di posti si consuma il dramma morale e professionale di funzionari pubblici e comandanti di Polizia Penitenziaria posti nella condizione di operare una scelta e di sopportarne le responsabilità, divisi tra l'obbligo di accogliere chi è privato della libertà dall'autorità giudiziaria e la consapevolezza che ogni ingresso in più in reparti già esplosivi rappresenta una ulteriore violazione dei diritti umani e delle elementari regole di sicurezza, alimentando il rischio di rivolte, o atti di autolesionismo.

Invece di proteggerli, l'amministrazione centrale azzera la facoltà di denunciare l'impossibilità fisica della ricezione, imponendo di basarsi sui dati astratti di un applicativo informatico, (peraltro tarato sui 3 mq pro capite senza sottrarre letti e arredi fissi, in spregio alle direttive Cedu e alla giurisprudenza di legittimità interna e sovranazionale), per andare persino oltre l'evidenza geometrica delle celle. La dignità umana viene così subordinata ai parametri indefiniti di un algoritmo d'emergenza, mentre lo Stato rinuncia a riforme strutturali, abbracciando l'arbitrio e la progressiva erosione della dignità umana. Un comune e amaro destino, ricco di quotidiana disperazione, unisce chi è condannato a subire le celle e chi è condannato a governarle.

In questo scenario di drammatica paralisi ordinamentale, sfibrati da una torrida estate, il prossimo 22 settembre la Corte costituzionale dovrà farsi carico di rispondere, finalmente e senza più infingimenti retorici, a una domanda radicale. Per quanto tempo ancora possiamo tollerare che la carcerazione violi i diritti umani fondamentali, traducendosi in una forma di tortura istituzionalizzata? O invece appare necessario accogliere la questione di legittimità costituzionale pendente – su cui l’Unione delle Camere Penali Italiane, con gli Osservatori Carcere e Corte Costituzionale, ha già depositato un proprio Amicus Curiae – consentendo ai magistrati di sorveglianza di sospendere l'esecuzione di una pena in concreto inumana o degradante?

Roma, 9 luglio 2026
La Giunta
L'Osservatorio Carcere

OTRE L’ AULA: tra media, processo e opinione pubblica! La necessità difendere il principio che non c’è colpevole né vitt...
19/06/2026

OTRE L’ AULA: tra media, processo e opinione pubblica! La necessità difendere il principio che non c’è colpevole né vittima fino alla sentenza passata in giudicato e la necessità di difendere anche la reputazione delle persone sottoposte a processo.

Oggi pomeriggio nell’auditorium della fondazione Banca del Monte, un prestigioso convegno sui processi mediatici, tema attualissimo e di fondamentale importanza.

Ci sono due processi che corrono contemporaneamente quello vero e quello mediatico e per usare una frase del prof. Vittorio Manes che ha illustrato ampiamente la materia: anche il giudice dovrà decidere da che parte sta!
e ormai l’opinione pubblica e’ tutta colpevolista.

La dott.ssa Beatrice Giovannetti, giudice presso il Tribunale di Pisa, ha illustrato la legislazione e la giurisprudenza della materia.
Grazie in particolare all’amico Paolo Pacini giornalista di lungo corso de La Nazione, bravissimo nel descrivere il punto di vista della categoria e alla giornalisti Anna Benedetto per il suo importante contributo sulla deontologia del giornalista.

Grazie al consiglio dell’ordine degli avvocati di Lucca con Flaviano Dal Lago e ad Aiga con Claudia Calamai e Nicolo’ Biagioni.

VENERDÌ 20 Piazza Napoleone, angolo via Bexcheria: MARATONA ORATORIA A LUCCA: una grande manifestazione dell’avvocatura ...
16/03/2026

VENERDÌ 20 Piazza Napoleone, angolo via Bexcheria: MARATONA ORATORIA A LUCCA: una grande manifestazione dell’avvocatura unita per il SÌ al referendum.
Abbbiamo messo in locandina i primi nominativi iscritti perché tutti non entravano. Tutti saliranno sul palco uno dietro l’altro, per spiegare le ragioni del SI e l’inesistenza delle ragioni del no.
Tanti giovanissimi, studenti universitari, persone per bene, a prescindere dalle logiche dei partiti. Il popolo per una riforma giusta.

Grande partecipazione, tanti giovani al nostro convegno per le ragioni del SÌ.
23/02/2026

Grande partecipazione, tanti giovani al nostro convegno per le ragioni del SÌ.

Il senatore (Fdi) e presidente emerito della Repubblica ha fatto tappa a Lucca ed è stato uno dei protagonisti della tavola rotonda organizzata in Sala Tobino, a Palazzo Ducale, che ha visto la presenza di un numeroso pubblico.

20/02/2026
ROMA INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2026.SUL PALCO TANTISSIMI GIUDICI E PM I QUALI UNO PER UNO SONO SALITI SUL PALC...
07/02/2026

ROMA INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2026.

SUL PALCO TANTISSIMI GIUDICI E PM I QUALI UNO PER UNO SONO SALITI SUL PALCO AD ILLUSTRARE LE RAGIONI DEL SÌ

Ritornando da questi due giorni bellissimi, tanti spunti, tante considerazioni e sempre più convinti che la separazione delle carriere sia necessaria per liberare la magistratura dalle correnti e renderla più forte e credibile a tutela dei cittadini.
Sono stati proprio i magistrati saliti sul palco che hanno spiegato le ragioni importantissime della necessità di separare le carriere e di introdurre il sorteggio per spezzare le correnti. Chi meglio di loro può sapere dei problemi della magistratura?

17/01/2026

Inizia anche a Lucca la campagna referendaria del comitato Giustizia Si, il comitato per il si al referendum sulla separazione delle carriere promosso dal Partito Liberaldemocratico e presieduto dall'avvocato Giammarco Brenelli.

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