22/10/2024
Il 22 ottobre del 1987 moriva mio padre colpito da una pressa sganciatasi da un paranco difettoso. una delle ultime morti bianche del 1987.
In quel giorno gli insegnamenti di mio padre diventavano concreti.
Spirito socialista risorgimentale mi aveva trasmesso il senso dell’onore, il rispetto verso gli altri, il rispetto verso se stessi.
Studiava la sera e mi ricordava tanto quegli operai di fine ottocento che si formavano quando potevano al lume di candela… in solitudine su un vecchio tavolo di cucina.
Era persona inquieta ma mai violento.
Criticava le posizione violente anche su temi politici che viste dalla mia giovane età erano vie possibili.
Quel giorno si sono aperte le porte della catena di montaggio.
In quell’ambiente ho ricevuto la prima lezione… una comunità solidale ti riceve, ti aiuta e ti accompagna nella tua formazione.
Ho avuto molto dai miei compagni di lavoro e spero di aver dato altrettanto a loro.
I morti, ne sono convinto, hanno attraversato una porta ma la loro parola continua a sussurrarci perché sono parte integrante di una realtà superiore.
Continuano il loro viaggio sempre accanto a noi ma con una storia che diventa la storia condivisa del mondo, il tutto che ci accompagna nei nostri viaggi.
Ogni singolo mio gesto, pensiero, emozione passa attraverso gli occhi dei molti che mi hanno dato e mi danno.
Sono diventato regista poi artista digitale e infine (forse) incisore.
Un percorso dal contemporaneo al passato dove gesti antichi sono diventati parte di me del mio modo di vedere e di produrre le opere.
Un po come mio padre che applicava antiche tecniche di lavoro su macchinari all’avanguardia.
Ho imparato dai miei genitori che solo con l’esempio si può cambiare la società in cui si vive e solo con l’errore si diventa persone migliori.
Il cambiamento lo fai da solo davanti alle tue debolezze, davanti alle tue sofferenze, ai tuoi orrori, ai tuoi dubbi ma senza una comunità di persone che perseguono l’amore e l’equilibrio tutto questo non ha senso.
Sono stato fortunato. Siamo stati fortunati.
Io e Ilaria lavoriamo nella cultura, con la cultura, per la cultura… l’amore che ci lega è potente ma da soli in questo cammino saremmo solo delle tiepide fiammelle disperse nella notte.
Le comunità che attraversiamo con il nostro vivere sono un bene profondo che genera un equilibrio… uno scambio di affetti… un amore che è parte integrante di una grande armonia.
Nella foto la prossima incisione dedicata a mio padre.