Storia della famiglia Rossi Buonamici

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(terza parte Tomei) Quando i due fratelli raggiunsero la maggiore età tornarono a Lucca e scoprirono che lo zio tutore s...
16/05/2023

(terza parte Tomei) Quando i due fratelli raggiunsero la maggiore età tornarono a Lucca e scoprirono che lo zio tutore si era impossessato di quasi tutto il patrimonio che era destinato a loro, fu allora che Giovanni decise di emigrare all’estero in cerca di fortuna.
Giovanni propose a Felice di lasciare a lui la sua parte di terre ed avere in cambio i soldi per poter andare in Brasile; Stabilitosi definitivamente a San Paolo, Giovanni, chiese spesso a Felice di raggiungerlo e rimanere insieme, Giovanni temeva che se Felice fosse rimasto in Italia, avrebbe potuto uccidere lo zio tutore.

Giovanni Tomei ha vissuto a Rio de Janeiro e ha lavorato come attore al teatro Colombo, in una data incerta ha sposato una ragazza sp****la: Carmen Sanchez e insieme sono andati a vivere a Razende. Giovanni e Carmen si spostano poi a Araraquara, un quartiere di San Paolo, e lui va a lavorare come amministratore presso lo zuccherificio “Tamoio”. La coppia ha 5 figli: Rina, Celide, Orlando, Carlos e Rino. Per necessità la famiglia si sposta a Sao Caetano do Sul, un altro quartiere di San Paolo che offriva più servizi e in cui abitavano alcuni amici. I nipoti di Giovanni e Carmen vivono ancora oggi a Sao Caetano do Sul. Cleide, la figlia di Rina Tomei mi ha raccontato che suo nonno Giovanni era molto colto, conosceva il latino e aiutava i figli e i nipoti quando avevano difficoltà ad impararlo a scuola;
Un giorno Giovanni andò a casa di sua figlia Rina e le disse che stava morendo, Rina gli chiese perché stesse dicendo una cosa del genere e lui le rispose che all’ospedale il prete gli aveva fatto l’estrema unzione in latino e lui aveva capito tutto.
Quando Cleide aveva 9 anni arrivò una lettera dall’Italia su cui era scritto che il fratello di Giovanni, Felice, era morto; Giovanni ne rimase molto scosso, nonostante la lontananza che li separava i due fratelli si sono tenuti sempre in contatto.
Giovanni morì nel 1958 a causa di un cancro ai polmoni.
Giovanni scrisse una poesia per la squadra di calcio Palestra Italia, che rappresentava la colonia italiana di San Paolo, fu successivamente cambiato il nome della squadra in Palmeiras a causa delle alleanze belliche contrastanti tra Italia e Brasile durante il secondo conflitto mondiale.
in foto: a destra Giovanni Tomei, a sinistra Carmen Sanchez e la poesia che scrisse Giovanni per la squadra sportiva

(seconda parte Tomei)Dai racconti ascoltati in famiglia ho saputo che Felice e Giovanni hanno studiato in un seminario d...
13/04/2023

(seconda parte Tomei)
Dai racconti ascoltati in famiglia ho saputo che Felice e Giovanni hanno studiato in un seminario di Roma. Un parroco di Lucca, Don Giovanni di San Pietro a Vico, mi disse che alla fine del 1800, inizio 1900 di seminari a Lucca ve ne erano almeno tre: uno per persone facoltose, uno per persone meno abbienti e un terzo che poteva essere una via di mezzo tra i primi due. Sempre secondo Don Giovanni se Felice e Giovanni erano andati a studiare fino a Roma era molto probabile che fossero stati chiamati o invitati da una figura ecclesiastica imparentata a loro, ma questa è solo un’ipotesi.
In famiglia si raccontava che il mio bisnonno Felice Tomei aveva studiato per divenire prete, ma che poi si era innamorato di una ragazza e per lei aveva lasciato gli studi; del fratello Giovanni si sapeva poco o niente, qualcuno raccontava che era divenuto prete, frate o addirittura vescovo ma ho poi scoperto tutta un altra cosa.
In famiglia si raccontava che dopo la morte prematura di Carlo e di Celide venne assunto un tutore per amministrare i beni di famiglia e per avere in affido i due bambini. Il caso volle che questo tutore, molto probabilmente il fratello di Carlo o di Celide (Giovanni nelle lettere che mandava a Felice parlava di uno zio) abbia fatto in modo di impossessarsi di tutte le ricchezze lasciando i due orfani al verde.
Molto probabilmente il fatto che entrambi i figli di Carlo avessero studiato in un seminario cosi lontano dalla terra natia fa presupporre che ci fosse un motivo per allontanarli.
Il problema della povertà spingerà quindi Giovanni e Felice ad emigrare in sud America.
Dai racconti ascoltati in famiglia ho saputo che Felice emigrò in Argentina e che probabilmente lavorò in una fabbrica di tortellini, non sono però riuscita a trovare nessun documento che possa confermare questo ricordo. Mia nonna Giulia, figlia di Felice, mi ha sempre raccontato invece varie storie sul Brasile, addirittura mi parlava del Mato Grosso come un posto selvaggio e magnifico che aveva attraversato suo padre a cavallo e in un viaggio che nonna fece per arrivare in Argentina mi disse che ad un certo punto l’aereo sorvolò proprio sopra la zona del Mato grosso e lei a quella vista fu presa da forte emozione.
in foto Felice Tomei

(prima parte Tomei) Al momento il capostipite del nostro ramo dei Tomei è Giovanni, nato intorno al 1795 a Loppeglia, Pe...
12/04/2023

(prima parte Tomei) Al momento il capostipite del nostro ramo dei Tomei è Giovanni, nato intorno al 1795 a Loppeglia, Pescaglia, Lucca. Purtroppo la zona di Pescaglia ha molte lacune per la ricerca genealogica, le parrocchie non hanno tutti i registri e i documenti online non sono indicizzati.
Di Giovanni Tomei so che ha sposato Maria Domenica Gaddi, nata intorno al 1795 a Loppeglia, figlia di Michele e Caterina Lipparelli. Nel 1832 Giovanni e Maria Domenica vanno ad abitare a Torcigliano di Monsagrati, in via della chiesa 19. Non so quanti figli abbiano avuto in tutto, mi sono interessata a cercare solo il nostro ascendente diretto, Carlo Giovanni Domenico Michele. Carlo viene battezzato il 28 luglio 1832, il padrino è il nobiluomo Carlo Frediani di Lucca e la madrina la signora Cleobulina Cotenna di monte San Quirico. Cleobulina Cotenna (1810-1874) fu una patriota risorgimentale, trasformò la sua residenza di Monsanquilici (Monte San Quirico) in un luogo ospitale per i patrioti perseguitati come Montanelli, Guerrazzi e Medici. Sfidò con coraggio le persecuzioni e il carcere e affrontò con dignità la povertà derivatale dalla pratica del soccorso ai bisognosi di ogni condizione sociale.
Carlo risulta essere un possidente, ovvero un proprietario di terreni, sposa una sua coetanea, Emilia Tosi, figlia di Bartolomeo e Veneranda Gheri di Tempagnano. Non ho potuto capire se Carlo e Emilia abbiano avuto dei figli per mancanza di documenti, Emilia muore nel 1883 all’età di 51 anni.
Nello stesso anno della morte della moglie, Carlo sposa Celide Galgani, più giovane di lui di 31 anni. Celide è nata il 5 luglio del 1863 a Piegaio da Tertulliano e Santina Stefani.
Carlo e Celide vanno a vivere in una casa a Torcigliano di Monsagrati, secondo i racconti di mia nonna Giulia (nipote di Carlo e Celide) la casa era una villa Patrizia.
A Torcigliano nascono Giovanni, il 20 settembre 1884 e Felice il 12 settembre 1886. Purtroppo Carlo morirà il 30 ottobre del 1887 lasciando due figli in tenera età.
in foto il documento di battesimo di Carlo Tomei

(quinta parte Buonamici)EDIT: la foto precedente di Ettore e Aida era sbagliata.Elena e Michele avranno 7 figli: il prim...
12/04/2023

(quinta parte Buonamici)
EDIT: la foto precedente di Ettore e Aida era sbagliata.

Elena e Michele avranno 7 figli: il primogenito, Adolfo Mario Giovanni nascerà nel 1899 ma purtroppo morirà dopo 8 mesi. Il secondogenito Silvio Ettore Giovanni, chiamato Ettore nasce a Vetteglia nel 1900, emigra in Perù per cercare fortuna o forse per vendere le statuine di gesso, attività molto in uso nella zona di Bagni di Lucca in quegli anni. Ettore in Perù incontra Aida Silvestri, figlia di un migrante di Bagni di Lucca, Alessio Silvestri.
Ettore e Aida si sposano e hanno due figli: Dora Elena nel 1933 e Alberto José nel 1936.
Ettore lavora nella fabbrica di posate e argenterie “Mario Camusso”.
Ettore muore in Perù nel 1972.
Nel 1903 a Vetteglia nasce il terzogenito di Michele e Elena, Silvio Giovanni.
Silvio all’età di 17 anni emigra per gli stati uniti insieme a due ragazzi di Bagni di Lucca: Nello Miglianti di 30 anni e Adolfo Giannetti di 15 anni; Silvio era atteso da suo padre Michele nel quartiere di Buffalo a New York.
Dai documenti di emigrazione risulta che avesse gli occhi marroni e i capelli castani, che fosse alto 1 metro e 80 cm e che avesse una cicatrice sotto la nuca.
Negli stati uniti Silvio ha lavorato come impiegato in una azienda di bibite, come manovale e come venditore di frutta, molto probabilmente insieme allo zio Alfredo Angeletti, fratello di Elena, che è stato anche il suo testimone sui documenti con la domanda per la naturalizzazione americana.
Nel 1940 Silvio sposa Jessie Pauline Kelley, una ragazza di 16 anni più giovane di lui e insieme vivono nella contea di Wood a Parkersburg, in West Virginia.
Silvio e Jessie avranno due figli: Helen Kay nata nel 1940 e Robert Blair nato nel 1949.
Silvio muore il 16 aprile del 1968 a causa di una trombosi coronarica; sul documento di decesso si legge che era separato dalla moglie Jessie. Robert Blair Buonamici mi ha scritto che quando i genitori si sono separati lui era ancora piccolo e a causa di questo allontanamento non ha mai conosciuto il padre; fino al momento in cui io e Robert non ci siamo conosciuti lui non sapeva niente delle sue origini italiane, del paese nativo del padre o dei cugini Lucchesi.
in foto: Ettore Buonamici e Aida Silvestri, Silvio Buonamici e Jessie Kelley

(quarta parte Buonamici) Michele decide di non rimanere negli stati uniti come facevano tantissime persone che all’epoca...
02/03/2023

(quarta parte Buonamici) Michele decide di non rimanere negli stati uniti come facevano tantissime persone che all’epoca emigravano nel nuovo mondo, con il denaro guadagnato torna in Italia e nel 1928 acquista una casa nella periferia di Lucca, a San Marco, in una zona molto tranquilla ma vicino alla città. I vecchi proprietari erano la famiglia Menchini Fabbri di San Cassiano di Controni e Michele la acquistò da loro per 18.000 lire.
Nella nuova casa si trasferisce con tutta la famiglia, eccetto i primi due figli Ettore e Silvio che si erano già stabiliti rispettivamente in Perù e negli Stati Uniti.

(terza parte Buonamici)Il terzogenito di Pietro e Artemisia è Michele, nato nel 1871 alla Traja.Nel 1898 Michele sposa E...
23/02/2023

(terza parte Buonamici)
Il terzogenito di Pietro e Artemisia è Michele, nato nel 1871 alla Traja.
Nel 1898 Michele sposa Elena Angeletti, una ragazza di Vetteglia, nata nel 1875;
Vetteglia è un paese ricordato dall’anno 983 tra le ville dipendenti della pieve di Controni, a causa di restauri e rifacimenti oggi ha perduto molte tracce del suo antico aspetto. Entrando in paese, sulla sinistra si trova un sentiero che scende la collina e si dirige verso nord, il sentiero passa da un boschetto ricco di alberi di castagno e poi attraversa un ruscello che fino agli anni 70 del 1900 serviva ad alimentare un mulino di proprietà di Fortunato Buonamici che oggi purtroppo è ridotto a un rudere. Risalendo di poco dislivello si arriva alla traja, il podere della famiglia Giannini che intorno alla fine del 1800 era stato dato in affitto alla nostra famiglia Buonamici.
Ho immaginato che Michele e Elena si incontrassero attraversando questo verdeggiante breve sentiero che divideva le loro case; insieme costruiranno una famiglia a Vetteglia.
Michele Buonamici emigra per un breve periodo negli Stati Uniti e in Canada.
Non ho trovato documenti antecedenti al 1907 che dichiarino che Michele sia arrivato a Ellis Island, New York, ma facendo riferimento al documento di nascita del suo secondo figlio Ettore risulta che Michele era “assente dal regno” già nel 1900.
in foto uno dei documenti dei passeggeri che passavano da Ellis Island, Michele compare nella quinta riga partendo dal basso

la firma di Michele Buonamici
22/02/2023

la firma di Michele Buonamici

(seconda parte Buonamici)I figli di Leopoldo e Maria Anna diventano grandi e si sposano tra San Cassiano e i paesi confi...
22/02/2023

(seconda parte Buonamici)
I figli di Leopoldo e Maria Anna diventano grandi e si sposano tra San Cassiano e i paesi confinanti, una figlia va a vivere alla località Vizzata e un altra alla località Cocolajo.
Nei documenti di matrimonio o di nascita dei loro figli il cognome Bonamici automaticamente diventa Buonamici.
Pietro Buonamici sposa una ragazza più grande di lui, Artemisia Frodetti e insieme rimangono a vivere alla Traja con i genitori di lui.
Artemisia nasce a Pisa nel 1840, purtroppo per lei la sua vita comincia in modo doloroso perché viene abbandonata circa un mese dopo la sua nascita; viene portata allo spedale dei trovatelli, vicino all’odierno ospedale di Santa Chiara e non vedrà mai più i suoi genitori. All’epoca era una consuetudine abbandonare i neonati presso gli ospedali, i motivi erano molti: solitamente la povertà era la ragione principale, ma spesso si trattava di bambini nati fuori dal matrimonio o figli di ragazze sole, ragazze madri. A volte succedeva che a questi bambini, che venivano definiti trovatelli, veniva lasciato un segno di riconoscimento: una medaglietta, un pezzo di stoffa ecc… in modo che appena la situazione economica o legale si fosse sistemata i genitori potessero tornare a riprenderseli.
Pietro e Artemisia avranno 8 figli, due dei quali moriranno in tenera età.
Il secondogenito Leopoldo nasce nel 1869, probabilmente da ragazzo aveva lavorato come figurinaio, mestiere molto diffuso in tutta bagni di Lucca, e per questo motivo intorno alla fine del 1800 emigra in Spagna per affrescare o decorare una chiesa. Non so ancora chi abbia ingaggiato Leopoldo per questo lavoro che sembra su commissione, e se sia partito da solo o con altri paesani, quello che è quasi sicuro è che si sia trovato bene anche se lontano da casa, infatti nel 1900 sposa una ragazza di Granatula De Calatrava (Ciudad Real), Escolastica Nicolasa Gomez y Gonzales, e insieme avranno due figli: Pedro Vicente nato nel 1901 a Linares (Andalusia) e Basilio, chiamato Antonio, nato nel 1903 a Valdepeñas (Ciudad Real).
Pedro si è poi spostato a Saragozza e Antonio a Madrid e poi a Huesca (Aragona). I due fratelli sono rimasti separati per un lungo periodo e i loro figli hanno potuto conoscere solo dopo molto tempo l’esistenza dei propri cugini.
Il cognome Buonamici in Spagna diventa Buonamisis e ad oggi tutti i Buonamisis spagnoli sono imparentati con noi.
in foto Leopoldo Buonamici (Buonamisis)

(prima parte Buonamici)Il nostro ramo dei Buonamici ha origini nella provincia di Pistoia.Il capostipite è Vincenti Bona...
21/02/2023

(prima parte Buonamici)
Il nostro ramo dei Buonamici ha origini nella provincia di Pistoia.
Il capostipite è Vincenti Bonamici, il cognome è volutamente scritto senza la “u” perché nel pistoiese il cognome in origine è scritto così; verrà aggiunta la vocale successivamente, quando i nostri antenati arriveranno nella provincia di Lucca.
Vincenti nasce a Montecatini terme nel 1722, suo figlio Luigi Pietro Maria, nato nel 1772 avrà 8 figli, il quartogenito sarà Leopoldo Aniceto, che nasce nel 1807 a pieve a Nievole.
Leopoldo Aniceto Bonamici era un lavoratore “giornaliero”, cioè non aveva un impiego fisso ma lavorava a giornata da chi gli procurava lavoro, quasi sicuramente come contadino; probabilmente per questo motivo aveva l’abitudine di spostarsi di paese in paese. Leopoldo nel 1832 sposa Maria Anna Bolognini, anche lei nata nella provincia di Pistoia nel 1807; la coppia avrà in tutto 6 figli: i primi 5 figli di Leopoldo e Maria Anna nascono a Pieve a Nievole, mentre Pietro, l’ultimogenito nasce nel 1845 a Serravalle Pistoiese; sul documento di nascita di Pietro, il mestiere di suo padre Leopoldo risulta “a pigione” ovvero era un contadino che aveva in affitto un podere.
Leopoldo e la famiglia, in una data incerta si spostano da Serravalle Pistoiese a San Cassiano di Controni e probabilmente si trasferiscono subito in una casa di proprietà della famiglia Giannini di cui diventano i contadini, alla località la Traja.
(in foto la casa dove sono nati i nostri antenati)

prima pubblicazione del matrimonio di Michele Buonamici e Elena Angeletti
21/02/2023

prima pubblicazione del matrimonio di Michele Buonamici e Elena Angeletti

17/02/2023

Questa pagina nasce in concomitanza con la stesura del libro sulla storia della famiglia Rossi Buonamici di Lucca, l’obiettivo è quello di raccogliere aneddoti e informazioni che possano arricchire la ricerca che sto realizzando da due anni.

Indirizzo

Lucca
55100

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