19/05/2020
Un piccola riflessione tecnica
Nella mia esperienza professionale nel mondo dei rilievi con drone mi è capitato che alcuni dei miei clienti (spesso colleghi tecnici) mi dicano: "mi serve un (piccolo) rilievo di quest'area (100Ha), ma non posso pagare molto perchè siamo in una fase ancora preliminare della progettazione ed ho pensato che il drone potrebbe costarmi meno".
Quando poi gli propongo il mio preventivo si stupiscono perchè il costo è analogo a quello chiesto da chi normalmente sviluppa per loro i rilievi con tecniche "più consolidate"...
Ho perso molti lavori per questo motivo e mi sono chiesto come mai: in definitiva credo che sia perchè con alcuni colleghi non condividiamo le riflessioni che faccio di seguito e che sono scaturite, oltre che dalla mia esperienza, anche da un interessante articolo del presidente dell'ordine dei geologi in rifermento al proprio lavoro.
La fase di progettazione preliminare rappresenta un momento strategico nella definizione di un'opera, specie (ma non solo) di un'opera pubblica: il progetto preliminare stabilisce infatti i profili e le caratteristiche più significative degli elaborati per i successivi livelli di progettazione. Un livello di progettazione particolarmente importante per lo sviluppo e la guida alle soluzioni tecniche successive per il raggiungimento del miglior progetto esecutivo per l'opera.
Normalmente tale fase non viene però valutata in maniera corretta dalla committenza (e in alcuni casi anche dagli stessi professionisti) che la ritiene spesso esclusivamente un passaggio formale necessario, ma non strategico (lo stesso codice dei contratti contempera l'omissione di questa fase), affidando alla progettazione definitiva ed esecutiva la risoluzione delle complessità connesse alla realizzazione dell'opera stessa. Senza una corretta pianificazione preliminare però si corre il rischio che le successive fasi di progettazione subiscano gli errori o le omissioni "strategiche" commesse da una progettazione preliminare in alcuni casi inadeguata o inesatta, che non soddisfa alcun requisito di compatibilità, produttività, prevenzione dei rischi, sostenibilità, soddisfazione del Cliente e persino di immagine (requisito tanto importante per i valori della società in cui viviamo)!
Composti troppe volte da una semplice relazione tecnica e da qualche disegno CAD a scala inadeguata, il progetto preliminare quasi mai possiede le necessarie caratteristiche di coerenza con il contesto esterno, di conformità delle scelte e, non ultima, di raggiungimento degli obiettivi ai quali l’opera è destinata. È la prima grande anomalia che caratterizza la filiera della progettazione e della realizzazione dell’opera, ma è anche quella che ne condiziona pesantemente le attività successive, proprio perché, non determinandosi sulla base di un corretto approccio multidisciplinare, non può che essere fonte di errori e sprechi.
Il rilievo fotogrammetrico che si effettua in queste occasioni sconta anch'esso da una parte la scarsità di considerazione (disponibilità di risorse economiche compresa) e dall'altra si scontra comunque con la necessità di fornire al progettista in ogni caso un risultato accurato ed affidabile. Spesso infatti si utilizza il rilievo svolto durante la progettazione preliminare come base per lo svolgimento delle altre fasi, senza curarsi del livello di approfondimento necessario e, in alcuni casi, lamentandosi della difficoltà di utilizzare gli stessi dati per livelli di approfondimento successivi.
In questa fase, più che in altre, il rilievo fotogrammetrico appare molto più adeguato di quello effettuato con la strumentazione tradizionale (stazione totale, GNSS) perchè la quantità di informazioni che si raccolgono "volando col drone" va oltre la forma geometrica degli elementi, coinvolgendo la relazione tra gli stessi e le caratteristiche proprie dei singoli oggetti e dello scenario rilevato, consentendo una visione più completa del "tessuto" su cui il progettista compone la complessità multidisciplinare della progettazione.
Una nuvola di punti solida, correttamente georiferita, ed adeguatamente accurata può essere generata solo da un rilievo fotogrammetrico svolto rigorosamente anche in fase preliminare. Questa consente tuttavia al progettista la libertà di "scalare" la propria modalità progettuale tenendo debitamente in conto del particolare e del contesto, ma anche la libertà di modificare completamente il proprio intero approccio progettuale in quanto il rilievo, contenendo un'elevatissima quantità di informazioni non focalizzate su un unico obiettivo, consente allo stesso di "spostare" il proprio asse strategico progettuale anche dopo la prima analisi dell'obiettivo (o degli obiettivi) a lui affidato dalla committenza.
Credo che il mondo del rilievo fotogrammetrico (e laserscanner) avranno davvero uno sviluppo solo quando i colleghi progettisti si accorgeranno della reale potenza dei dati che vengono loro messi a disposizione da noi e quando noi riusciremo a fargli capire che non siamo solo "piloti di droni".