02/04/2020
Stare a casa ci ha costretto a rallentare con i ritmi serrati della quotidianità. Si rallenta...e tutto ciò che ci è sempre sembrato scontato acquista un valore differente. Non ci riconosciamo più e scopriamo che si può guardare cosa c’è fuori con un occhio diverso.
Ed ecco che una finestra diventa un modo per guardarsi dentro, conoscersi meglio e ritrovarsi diversi.
I bambini rappresentano il futuro, ci dicono. In questi giorni sono costretti in casa e, per chi è fortunato, ha la vicinanza di mamma e papà, con cui può passare il tempo, collezionare storie e fare domande: ma cosa accade realmente nelle loro teste? All'improvviso si son visti privare di ogni relazione sociale, dalla scuola alle attività ricreative, al parco giochi e non possono neanche incontrare i loro nonni. Alla fine a loro dovremo rendere conto e raccontare semplicemente la verità: a noi non resta, quindi, che documentare e portare il segno. Prendiamoci il tempo di parlare e spiegare cosa succede oggi.
C'è chi è in quarantena e lavora da casa; si chiama lavoro "agile" e per chi ha bambini è agile davvero, nel senso che ci fa affinare una certa destrezza nel gestire le domande e le mille necessità di bambini chiusi in casa ormai da un mese e il lavoro che deve necessariamente andare avanti.
Poi ci sono le storie che affollano i palazzi del progetto C.A.S.E.; tra queste anche quelle di chi è costretto a rimanere a casa e guardare da una finestra andar via in ambulanza figli, nonni, madri e padri e non potergli neanche stringere la mano...