02/04/2024
É si
"Quando si inizia a fotografare si è fotorroici. Scattare col digitale non costa nulla, non è come con la pellicola che ti costringeva a economizzare gli scatti. E così si fotografa di tutto e, presi dall’entusiasmo, tutto si pubblica. Così Facebook si riempie di immagini banali, prese male, con il sole che anziché essere un astro rotondo è un buco, uno strappo bianco orrendo. La scheda di memoria si riempie di gatti, di rotoballe, di piatti di minestra e di patate fritte.
Poi, col tempo, vedendo comparire qua e là le splendide immagini di qualche bravo fotoamatore inizia pian piano a spuntare una timida fogliolina dello spirito critico. E finalmente le schifezze che prima ti sembravano capolavori, ti iniziano ad apparire per quello che realmente sono: schifezze. E così inizi ad usare l’accessorio più importante per un fotografo: il cestino. A furia di cestinare quando sei al computer, quando sei in giro a scattare, un attimo prima di premere il bottone ti rendi conto che quella immagine poi la getteresti nel cestino e decidi di risparmiarti un inutile lavoro. Il dito si alza e il pulsante di scatto tira un sospiro di sollievo. E così, man mano che il tuo spirito critico cresce e la timida fogliolina diviene una piantina sempre più robusta, sono sempre meno le pressioni sul pulsante di scatto e il cestino inizia a patire la fame mentre le immagini che posti sono sempre più valide. Diminuisce la quantità mentre aumenta la qualità. Più si impara a fotografare e meno si fotografa così che, quando sei diventato bravo, ma proprio bravo, finalmente smetti di scattare."
Testo di Enrico Maddalena