28/08/2026
IL CENTENARIO 💜
Ho vissuto quasi i ¾ dei 100 della mia Fiorentina. Anni di passione, amore, gioie e delusioni. Non mi rimane difficile immaginare di riviverle tutte, alcune in particolare le rammento al volo. Al primo scudetto avevo appena 13 mesi e molto probabilmente non partecipai a nessun festeggiamento 😀. Un’estate di metà anni ’60, mi trovai a passare con babbo in lambretta per le vie di Acquapendente e ad un certo punto babbo rallentò per far attraversare un gruppo di persone. “Babbo Fermo” gridai. Erano i giocatori della Fiorentina, Hamrin, Albertosi, De Sisti, e tutti gli altri che riconobbi dalle foto sulle figurine. Non era facile allora per noi lontano da Firenze vedere di persona i nostri miti. Dopo qualche anno arrivò il secondo scudetto, con tanto di sfilata finale per le vie di Grosseto con un tifoso del Torino che mi pagò da bere al caffè Italiano. Un’altra grande gioia vissuta dal vivo, la vittoria della Coppa Italia del 1975 allo stadio Olimpico contro il Milan. Ma quello che ancora oggi ricordo con più emozione ed entusiasmo, è un fatto eccezionale avvenuto nel 1969. La Fiorentina era in ritiro anche quell’anno ad Acquapendente e mio fratello come sempre mi portò a vedere la prima uscita contro una squadra dilettantistica locale. Già negli anni precedenti ero entrato in campo, ma quell’anno avvenne una cosa eccezionale. Al cancellino, mio fratello si presentò come giornalista di Alé Fiorentina, con mandato di intervistare un giovane della rosa, Vasco Marinelli. Io ero dietro a lui e per un attimo fui fermato dall’addetto di turno: “e te?” Sono il fratello risposi velocemente guadagnando l’accesso.
Una volta in campo, ebbi modo di vedere ancora una volta da vicino i miei idoli, ma questa volta con la bellissima maglia con sul petto lo scudetto tricolore sormontato dal giglio. Iniziò la partita che seguii aggirandomi ai bordi del campo per poi verso la fine avvicinarmi alla panchina viola dove sedeva Bruno Pesaola, il mitico “Petisso”. La panchina era andata man mano svuotandosi per via delle tante sostituzioni, i massaggiatori erano impegnati con i giocatori usciti e ad un certo punto tanto feci che mi sedetti lateralmente accanto al mister. Il Petisso fumava in continuazione, un paio di tiri ad una sigaretta, poi gettata a terra per accenderne quasi subito un’altra. Spesso si alzava per guidare i suoi ragazzi con quella sua caratteristica voce roca, dando loro del Lei. In particolare ricordo ancora un grido rivolto a Claudio Merlo “Vada Secco, vada”. Purtroppo non ero in lista e il Petisso non poté farmi subentrare 😢, ma per una manciata di minuti mi ero sentito anch’io Campione d’Italia 😉. A fine partita riuscii ad intrufolarmi anche negli spogliatoi, cose con il calcio di oggi impensabili, in attesa di rimediare i desiderati autografi.
Nel 2022 sono ripassato un pomeriggio ad Acquapendente e con la mente ho ripercorso quegli attimi lontani: il cancellino, gli spogliatoi e forse anche quella panchina. Lo stadio era stato ristrutturato e le panchine sostituite con quelle moderne, ma da una parte era ancora sistemata una vecchia panchina in ferro. Nella mia immaginazione me la sono rifatta “mia”. Quella stessa dove 53 anni prima mi ero seduto col grande Petisso. AUGURI FIORENTINA💜