Giancarlo Malandra Fotografia & Video

Giancarlo Malandra Fotografia & Video C'è chi guarda solo la tecnica e si chiede "come", altri più curiosi che invece si chiedono "perché".

La mostra ospita anche due mie fotografie, una di Arquata del Tronto e una di Santa Maria in Platea a Campli.Un grande o...
23/08/2026

La mostra ospita anche due mie fotografie, una di Arquata del Tronto e una di Santa Maria in Platea a Campli.

Un grande onore essere stato contattato dal Commissario straordinario Ricostruzione Sisma 2016, e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS. che hanno richiesto i due scatti scelti per la mostra.

Con la memoria torno a quei luoghi feriti ai quali mi sono accostato come davanti ad una reliquia, con rispetto, dolore ma anche con quella carezza indicata nel titolo della mostra.

Le immagini ricordano ad ognuno di noi la fragilità dell'umano e la forza di ricostruire. Vi invito a visitare il Meeting e in particolare la sala dell'esposizione.

L’Abruzzo e il Teramano protagonisti al Meeting di Rimini nel racconto della rinascita dei territori colpiti dal terremoto del 2016. È stata presentata oggi, 23 agosto, la mostra “L’Abisso e la Carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)”. Tr...

Due mie fotografie sono state selezionate dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 per la mostra “L’abisso...
23/08/2026

Due mie fotografie sono state selezionate dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 per la mostra “L’abisso e la carezza” al Meeting 2026 di Rimini.

Due foto, di Arquata del Tronto e di Campli, che raccontano della devastazione del terremoto del 2016 e della rinascita.

Link nel primo commento.

La mostra fotografica con le fotografie che ho realizzato per il progetto "Terre d'acqua e di storia", promosso dal BIM ...
05/08/2026

La mostra fotografica con le fotografie che ho realizzato per il progetto "Terre d'acqua e di storia", promosso dal BIM Teramo, sarà visibile al molo sud del porto di Giulianova.

Giovedì 6 agosto 2026
Ore 19.30

VILLALAGO Il borgoL’antico borgo fortificato Villa de Lacu è un piccolo capolavoro di natura e di storia: in posizione a...
24/07/2026

VILLALAGO Il borgo
L’antico borgo fortificato Villa de Lacu è un piccolo capolavoro di natura e di storia: in posizione arroccata sul monte Argoneta, gode della vista sulle montagne che lo circondano, sul lago di Scanno, sull’invaso artificiale di san Domenico e sulla scenografia incantevole dell’area protetta e delle anguste e selvagge Gole del Sagittario.

È chiamato “paese delle acque” perché possiamo ammirare acqua limpida ovunque, con il lago di Scanno, il lago Pio e i fiumi Sagittario, Giordano e Sega, un paradiso di uccelli acquatici e di boschi di cerri e faggi, in cui si muovono in libertà cervi, cinghiali, volpi e orsi soprattutto, con i quali la comunità convive da sempre con saggezza; gradinate, vicoli e piazzette panoramiche si intrecciano alle case disposte ad anfiteatro su precipizi e dirupi, un insieme pittoresco che sembra una sorta di presepe sospeso nel tempo.

VILLALAGO The village
The ancient fortified village of Villa de Lacu is a small masterpiece of nature and history.

Perched on Mount Argoneta, it enjoys views of the surrounding mountains, Lake Scanno, the artificial reservoir of San Domenico, and the enchanting scenery of the protected area and the narrow, wild Sagittario Gorges. It’s called the “village of waters” because we can admire clear water everywhere, with Lake Scanno, Lake Pio, and the Sagittario, Giordano, and Sega rivers, a paradise of water birds and turkey oak and beech forests, where deer, wild boars, foxes, and especially bears roam freely.

The community has always coexisted wisely with these animals. Staircases, alleys, and panoramic small squares intertwine with houses arranged in an amphitheater on cliffs and precipices, a picturesque ensemble that seems like a kind of nativity scene suspended in time.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

VILLA SANTA MARIA Chiesa e statua di San Francesco CaraccioloNel cuore del borgo si trovano il Palazzo dei Principi feud...
22/07/2026

VILLA SANTA MARIA Chiesa e statua di San Francesco Caracciolo
Nel cuore del borgo si trovano il Palazzo dei Principi feudatari, costruito nel XVI secolo, e la chiesa di San Francesco Caracciolo: nata come piccola ca****la privata, è inglobata nel piano terreno della residenza ed è riconoscibile dal portale in pietra che si affaccia sulla via adiacente.

L’amore per la cucina è parte della storia del santo, che qui nasce nel 1563: la famiglia organizzava battute di caccia e grandi tavolate per gli amici nobili, e il piccolo Ascanio – prese il nome di Francesco dopo essere guarito miracolosamente dalla lebbra e aver regalato i suoi averi ai poveri per dedicarsi all’opera del Signore – vedeva girare per la villa gli aspiranti cuochi villesi, a cui era consentito l’uso delle cucine del palazzo.

Nominato Patrono dei Cuochi d’Italia, il suo paese natio ha voluto celebrarne la memoria e le gesta caritatevoli attraverso la statua in bronzo dello scultore lombardo Alfredo Vismara.

VILLA SANTA MARIA Church and Statue of San Francesco Caracciolo
In the heart of the village we discover the Palace of the feudal Princes, built in the 16th century, and the church of San Francesco Caracciolo.

Originally a small private chapel, it is still incorporated into the ground floor of the residence and is recognizable by the stone portal that faces the adjacent street. The love for cooking is part of the saint’s history, who was born here in 1563: the family used to organize hunting trips and large banquets for noble friends, and young Ascanio – he took the name Francesco after being miraculously cured of leprosy and giving his possessions to the poor to dedicate himself to the Lord’s work – saw aspiring chefs from the village circulating through the villa, who were allowed to use the palace kitchens.

Named Patron Saint of Italian Chefs, his native village wanted to celebrate his memory and charitable deeds through the bronze statue by Lombard sculptor Alfredo Vismara.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

VALLE CASTELLANA Chiesa di Santa Maria di StornazzanoAppena fuori il piccolo centro abitato, tra la natura rigogliosa e ...
20/07/2026

VALLE CASTELLANA Chiesa di Santa Maria di Stornazzano
Appena fuori il piccolo centro abitato, tra la natura rigogliosa e la sponda del torrente Castellano, incontriamo la chiesa di santa Maria di Stornazzano o dell’Annunziata, fondata probabilmente nell’XI secolo dai Benedettini ma più volte modificata nel corso del tempo, ad eccezione della cripta, che mantiene le caratteristiche dell’originale medievale.

Inconsueto e pregiato è il secondo portale che si apre lungo uno dei lati lunghi: realizzato nel 1512, come si legge in una iscrizione, ha una forma ogivale con splendide cornici in pietra scolpita che mostrano varie figure e allegorie, persino animali fantastici e maschere.

Risalgono al ‘500 anche gli affreschi visibili sulle pareti laterali dell’unica navata, raffiguranti soggetti religiosi a carattere popolare come un’Annunciazione del XVI secolo, una Crocifissione e diverse figure di santi.

VALLE CASTELLANA Church of Santa Maria di Stornazzano
Just outside the small inhabited center, amidst lush nature and on the bank of the Castellano stream, we encounter the church of Santa Maria di Stornazzano or dell’Annunziata, probably founded in the 11th century by the Benedictines but modified several times over time, except for the crypt, which maintains the characteristics of the original medieval structure.

Unusual and valuable is the second portal that opens along one of the long sides: created in 1512, as read in an inscription, it has an ogival shape with splendid carved stone frames showing various figures and allegories, even fantastic animals and masks.

The frescoes visible on the side walls of the single nave also date back to the 16th century, depicting religious subjects of a popular nature such as a 16th-century Annunciation, a Crucifixion, and various figures of saints.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

TORRE DE PASSERI Piazza Plebiscito e chiesa Beata Vergine Maria delle GrazieA Piazza del Plebiscito, nel cuore del paese...
17/07/2026

TORRE DE PASSERI Piazza Plebiscito e chiesa Beata Vergine Maria delle Grazie
A Piazza del Plebiscito, nel cuore del paese, spicca in tutta la sua grazia solida ed essenziale la chiesa dedicata alla Beata Vergine: con il corpo centrale in pietra e intonaco abbracciato da due torri campanarie poste ai lati della facciata come due sentinelle, venne costruita con il contributo economico della comunità alla fine dell’Ottocento sui resti di una chiesa precedente; varcato il bel portone d’ingresso, decorato da battenti di bronzo e inserito in una trabeazione in pietra scolpita, scopriamo l’interno ad aula unica finemente stuccato, comprese le volte a botte e la cupola, con le cappelle ricavate nello spessore murario.

Nella stessa piazza troviamo un’altra interessante eredità del passato: la Casa de Pompeis, un tempo antica bottega di ceramica trasformata in dimora della famiglia, che per una notte ospitò Gioachino Murat, re di Napoli, in visita alla regione.

TORRE DE PASSERI Piazza Plebiscito and Church of Beata Vergine Maria delle Grazie
In Piazza del Plebiscito, in the heart of the village, the church dedicated to the Blessed Virgin stands out in all its solid and essential grace.

With the central body in stone and plaster embraced by two bell towers placed on either side of the facade like two sentinels, it was built with the financial contribution of the community at the end of the 19th century on the remains of a previous church. Past the beautiful entrance door, decorated with bronze panels and set in a carved stone entablature, we discover the finely stuccoed single-room interior, including the barrel vaults and dome, with chapels carved into the wall thickness.

In the same square, we find another interesting legacy of the past: Casa de Pompeis, once an ancient ceramic workshop transformed into the family’s residence, which for one night hosted Joachim Murat, King of Naples, during his visit to the region.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

TOCCO DA CASAURIA Chiesa di Sant’EustachioLe origini della chiesa madre dedicata a sant’Eustachio sfumano nel corso dei ...
15/07/2026

TOCCO DA CASAURIA Chiesa di Sant’Eustachio
Le origini della chiesa madre dedicata a sant’Eustachio sfumano nel corso dei secoli, anche se il Chronicon Casauriense le fa risalire al XII secolo.

La prima struttura venne eretta accanto al castello, nella parte più alta del piccolo centro urbano, ma fu distrutta dal terremoto del 1706 e ricostruita in stile settecentesco.

La distesa di sampietrini chiari della piazza, con un bel rosone decorato al centro, e l’elegante facciata in pietra bianca della chiesa formano un insieme di grande raffinatezza e armonia, che richiama l’interno del luogo di culto: il biancore degli stucchi della volta, della cupola, dei capitelli e delle cornici regala un ambiente luminoso e avvolgente, arricchito da quattro altari nella navata di destra e tre in quella di sinistra e, sull’altare maggiore, dal grande dipinto del patrono sant’Eustachio realizzato nel 1740.

TOCCO DA CASAURIA Church of Sant’Eustachio
The origins of the mother church dedicated to Sant’Eustachio fade in the course of centuries, although the Chronicon Casauriense dates it back to the 12th century.

The first structure was erected next to the castle, in the highest part of the small urban center, but was destroyed by the earthquake of 1706 and rebuilt in 18th-century style.

The expanse of light cobblestones in the square, with a beautifully decorated rose window in the center, and the elegant white stone façade of the church form an ensemble of great refinement and harmony, which recalls the interior of the place of worship: the whiteness of the stuccos on the vault, dome, capitals, and frames creates a bright and enveloping environment, enriched by four altars in the right nave and three in the left one, and, on the main altar, by the large painting of the patron saint Eustachio created in 1740.

“QUI in ABRUZZO”

Fotografie / Photo: Giancarlo Malandra
Testi / text: Roberta Di Pascasio
Edito da / Published by: De Siena Editore

Indirizzo

Via Giardino, 43
Giulianova
64021

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