21/08/2026
L’autoritratto non ha una sola funzione, e forse è proprio questo a renderlo così interessante.
Può essere un territorio intimo e autobiografico, uno strumento per interrogare il corpo e l’identità, oppure un modo per parlare di qualcosa che va molto oltre la propria esperienza individuale.
Cindy Sherman utilizza il proprio corpo per mettere in scena identità, ruoli e stereotipi femminili. Francesca Woodman lavora sulla presenza, sull’assenza e sulla relazione del corpo con lo spazio. Julia Kozerski rivolge la macchina verso di sé per attraversare e rendere visibile una profonda trasformazione personale. Arno Rafael Minkkinen inserisce il proprio corpo nel paesaggio, creando una relazione quasi organica tra figura umana e natura.
Sono solo alcuni esempi: autori molto diversi tra loro che mostrano quanto l’autoritratto possa assumere forme, intenzioni e significati differenti.
L’autore è davanti all’obiettivo, ma il soggetto della fotografia non coincide necessariamente con l’autore.
È anche questa ambiguità a rendere l’autoritratto uno strumento così fertile nella ricerca fotografica.
È uno dei territori che esploriamo nel Percorso di fotografia — Viaggio interiore dell’autore. (Modalità mista presenza+online).