21/03/2026
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La fotografia di Stefano Buonamici (Milano, 1961) in relazione all'opera di Bruno Innocenti si configura come un'operazione di scavo critico e poetico più che di semplice documentazione d'archivio.
Mentre la fotografia di scultura tradizionale tende a isolare l'oggetto, l'approccio di Buonamici si distingue per alcuni tratti fondamentali:
L'artista nel suo contesto: Buonamici non ritrae solo le opere finite, ma cattura l'intimità del processo creativo. Le sue foto nel suo studio fiorentino restituiscono il legame fisico tra lo scultore e la materia (creta, gesso, marmo), sottolineando la dimensione artigianale e intellettuale del suo lavoro.
Valorizzazione del purismo formale: La fotografia di Buonamici asseconda la ricerca di Innocenti sulla figura umana, utilizzando tagli di luce che esaltano la pulizia delle linee e la sintesi dei volumi tipica dello scultore. Il bianco e nero, La fotografia di Stefano Buonamici (Milano, 1961) in relazione all'opera di Bruno Innocenti si configura come un'operazione di scavo critico e poetico più che di semplice documentazione d'archivio.
Mentre la fotografia di scultura tradizionale tende a isolare l'oggetto, l'approccio di Buonamici si distingue per alcuni tratti fondamentali:
L'artista nel suo contesto: Buonamici non ritrae solo le opere finite, ma cattura l'intimità del processo creativo. Le sue foto di Innocenti nel suo studio fiorentino restituiscono il legame fisico tra lo scultore e la materia (creta, gesso, marmo), sottolineando la dimensione artigianale e intellettuale del suo lavoro.
Valorizzazione del purismo formale: La fotografia di Buonamici asseconda la ricerca di Innocenti sulla figura umana, utilizzando tagli di luce che esaltano la pulizia delle linee e la sintesi dei volumi tipica dello scultore. Il bianco e nero, spesso preferito, accentua la tensione tra pieni e vuoti, rendendo omaggio al "classicismo moderno" del maestro.
Narrazione di un'eredità: Stefano Buonamici opera in un'epoca successiva alla piena maturità di Innocenti, agendo come un interprete che rilegge il passato. Le sue immagini servono a traghettare l'opera di Innocenti verso il pubblico contemporaneo, conferendo alle sculture una qualità vitale e quasi psicologica che va oltre la staticità del monumento.
In sintesi, Buonamici non si limita a "fotografare" Innocenti, ma costruisce un dialogo visivo dove la fotografia diventa lo strumento per rivelare l'anima silenziosa e monumentale delle figure modellate dall'artista.accentua la tensione tra pieni e vuoti, rendendo omaggio al "classicismo moderno" del maestro.
Narrazione di un'eredità: Stefano Buonamici opera in un'epoca successiva alla piena maturità di Innocenti, agendo come un interprete che rilegge il passato. Le sue immagini servono a traghettare l'opera di Innocenti verso il pubblico contemporaneo, conferendo alle sculture una qualità vitale e quasi psicologica che va oltre la staticità del monumento.
In sintesi, Buonamici non si limita a "fotografare" Innocenti, ma costruisce un dialogo visivo dove la fotografia diventa lo strumento per rivelare l'anima silenziosa e monumentale delle figure modellate dall'artista.