La Battaglia Di Filottrano

La Battaglia Di Filottrano Pagina ufficiale dell'evento di rievocazione storica della battaglia di Filottrano

DIARIO DI GUERRA: GUERRINO GALLI e ALEXANDER BERGMANN (Rievocazione Storica) - basato su originaliGUERRINO GALLI Oggi so...
29/08/2026

DIARIO DI GUERRA: GUERRINO GALLI e ALEXANDER BERGMANN

(Rievocazione Storica) - basato su originali

GUERRINO GALLI

Oggi sono tornati i tedeschi. Ieri erano passati per guardare il paese, oggi sono arrivati con più roba: una radio e uno strano strumento che hanno portato fin dentro il castello.

Non siamo rimasti in molti. Quando li abbiamo visti arrivare, le donne si sono ritirate nelle case e abbiamo cercato di non dare nell'occhio. Io sono rimasto fuori. Il comandante mi ha chiamato e mi ha fatto molte domande sui monti e sulle strade. Gli ho indicato quello che conosco: per me sono i posti dove ho portato le bestie, dove ho lavorato la terra, dove sono andato tante volte.

Uno dei soldati mi ha chiesto se potevo trovare un posto dove dormire. Non sapevo cosa rispondergli. In casa siamo già stretti e non so cosa sarà domani. Più tardi ho visto il soldato alla fonte. Aveva sete. Mia moglie gli ha portato la brocca e lui l'ha aiutata a riemp***a.

Nel pomeriggio sono tornato al castello. Il comandante guardava verso i monti con quello strumento e parlava alla radio. Poi hanno ricevuto un ordine e hanno cominciato a raccogliere tutto. Se ne sono andati prima di sera. Il comandante mi ha stretto la mano.

Quando li ho visti scomparire lungo la strada, ho provato sollievo.

ALEXANDER BERGMANN

Gebirgsjäger, 100. Gebirgsjäger-Regiment – agosto 1944

Siamo tornati oggi al paese dopo la ricognizione di ieri. Il luogo scelto dall'Oberleutnant è buono. Dal castello la visuale sulla valle è ampia e permette di controllare diverse direttrici.

Ho portato il periscopio sulle spalle per buona parte del percorso. Pesava più di quanto ricordassi. Il resto del materiale è arrivato con noi: la radio, le carte e ciò che serve per organizzare l'osservatorio.

Il paese è quasi vuoto. Gli abitanti ci guardano dalle porte e dalle finestre. Non parlano molto. Posso capirli. Mi è stato ordinato di cercare qualcosa da mangiare e di trovare un posto dove gli uomini potessero passare la notte. Ho parlato con alcune persone. Hanno poco, ma alla fine abbiamo trovato qualcosa.
Ho fotografato il paese ed i camerati.Cerco sempre di ricordare i luoghi attraverso le fotografie.

Nel pomeriggio abbiamo ricevuto un messaggio alla radio. L'osservatorio doveva essere abbandonato. Non mi aspettavo di dover ripartire così presto. Abbiamo smontato tutto e caricato nuovamente il materiale. Questa volta dovremo procedere a piedi per diversi chilometri. Ci siamo messi in marcia al tramonto. Dopo qualche minuto abbiamo sentito i primi colpi in lontananza.

Ho pensato a casa mia.

Alexander Bergmann
Fotografo, 100. Gebirgsjäger-Regiment

28/08/2026
CAPITOLO 3: PARTENZA AL TRAMONTO Dopo il pranzo, l'osservatorio torna lentamente alla propria attività. Il caldo del pom...
28/08/2026

CAPITOLO 3: PARTENZA AL TRAMONTO

Dopo il pranzo, l'osservatorio torna lentamente alla propria attività. Il caldo del pomeriggio avvolge la valle mentre, dal castello, gli uomini continuano ad alternarsi al periscopio e alla radio. Le carte vengono nuovamente consultate e le informazioni raccolte durante la giornata vengono confrontate con le comunicazioni ricevute dagli altri reparti.

Rimane ancora da risolvere la questione del pernottamento. Uno dei soldati viene quindi incaricato di tornare dal contadino incontrato e chiedergli nuovamente la disponibilità a trovare un riparo per gli uomini durante la notte. La richiesta si rivela semplice: il paese è quasi vuoto e Il contadino risponde che i soldati potevano occupare le case libere a patto di mantenersi distante dalla sua dimora. Il soldato inviato promette che avrebbero rispettato il suo volere e gli chiede di segnalargli le case disponibili.

Il soldato accompagna quindi il contadino e sua moglie con la brocca verso la piazza del paese. Il soldato si offre di aiutarla e riempire il recipiente alla fonte. Ancora una volta, per qualche istante, la guerra sembra lasciare spazio alla vita quotidiana.

Al castello, intanto, l'osservazione continua. L'ufficiale scruta la vallata attraverso il periscopio mentre il radio operatore mantiene il collegamento con il comando. Il pomeriggio sembra procedere secondo quanto previsto, quando improvvisamente dalla radio arriva una comunicazione inattesa. Il messaggio contiene un contrordine: le informazioni ricevute dal comando segnalano che il castello, riconoscibile e dominante rispetto alla vallata, potrebbe diventare un obiettivo per l'aviazione alleata qualora la presenza tedesca fosse individuata.

La permanenza dell'osservatorio rischierebbe quindi di esporre non soltanto gli uomini, ma anche l'abitato circostante. L'ordine è immediato: abbandonare la posizione e ripiegare verso un'altra zona di osservazione. Per gli uomini è una notizia inattesa. L'osservatorio è stato appena organizzato e il materiale deve essere nuovamente raccolto. Ancora più difficile è ciò che li attende: non disponendo di mezzi per il trasporto, il reparto dovrà muoversi a piedi per diversi chilometri attraverso le vallate, portando con sé l'equipaggiamento essenziale. L'ufficiale osserva ancora una volta la valle attraverso il periscopio. Poi ordina ai propri uomini di smontare la postazione. Le apparecchiature vengono raccolte, le carte riposte e il materiale preparato per la partenza. Quella che avrebbe dovuto essere una permanenza più lunga al castello si conclude così, poche ore dopo il loro arrivo.

Prima di lasciare il paese, l'ufficiale raggiunge il contadino. I due si salutano senza molte parole. L'ufficiale gli stringe la mano e poi torna dai propri uomini.

La piccola formazione si mette in marcia, lasciando il castello e imboccando i sentieri che attraversano la valle. Allontanandosi, gli uomini cominciano a percepire in lontananza i primi rumori dei combattimenti. Per gli abitanti rimasti, la partenza dei tedeschi porta con sé sentimenti contrastanti.

Rimane la preoccupazione per ciò che sta accadendo e per quello che potrebbe accadere nei giorni successivi, ma anche un certo sollievo: il piccolo castello non diventerà una postazione direttamente coinvolta nei combattimenti né attirerà, con la propria presenza, l'attenzione dell'aviazione alleata sul paese.

Tutto si è svolto nell'arco di una sola giornata: dalla prima ricognizione all'allestimento dell'osservatorio, dall'incontro con gli abitanti alle osservazioni sulla valle, fino all'improvviso ordine di evacuazione. Una giornata apparentemente ordinaria, sospesa per qualche ora tra la vita rurale e una guerra che si avvicinava sempre più.

Pochi giorni dopo, quello stesso paesaggio sarebbe stato attraversato dalla guerra.

Ed è forse proprio questo ciò che rimane alla fine di questa storia: prima ancora delle battaglie, degli eserciti e delle uniformi, ci sono stati luoghi, famiglie e uomini costretti a condividere lo stesso tempo difficile.

La guerra passa attraverso i paesi, percorre le strade, entra nelle case e trasforma luoghi comuni in osservatori, rifugi o campi di battaglia. Per un soldato può essere una posizione da raggiungere o da abbandonare; per chi vive in quel luogo, è la propria casa.

Poi, prima o poi, la guerra se ne va.

Restano i luoghi, le case, le famiglie e la memoria di ciò che è accaduto.

Ma le voci di chi l'ha vissuta rimangono nella valle.

FINE!

CAPITOLO 2: L'OSSERVATORIO NEL CASTELLO Dopo la prima ricognizione l'ufficiale e i suoi uomini fanno ritorno al villaggi...
27/08/2026

CAPITOLO 2: L'OSSERVATORIO NEL CASTELLO

Dopo la prima ricognizione l'ufficiale e i suoi uomini fanno ritorno al villaggio. La loro prima visita era servita a conoscere il territorio e a individuare un punto favorevole per l'osservazione, senza però trasportare con sé l'equipaggiamento più ingombrante.

Ora la stessa pattuglia torna sui propri passi. La piccola colonna entra nuovamente nel paese trasportando il materiale necessario: Il periscopio d'osservazione, l'apparato radio e l'equipaggiamento destinato alla nuova postazione. Il castello, individuato durante la ricognizione, diventa così il punto prescelto per osservare la vallata e mantenere i collegamenti con gli altri reparti tedeschi presenti nella zona.

Una volta sistemato l'osservatorio , l'ufficiale dispone i primi incarichi. Il radio operatore, equipaggiato con la Feldfunksprecher Feldfu.b inizia a trasmettere per circa un paio d'ore tutto quello che l'ufficiale riesce a scorgere osservando le linee nemiche con il suo periscopio.

Ad un certo punto giungono i civili convocati. La coppia di sposi viene interrogata dall’ufficiale e dal sergente. Non si tratta di un interrogatorio violento, ma di un colloquio finalizzato a raccogliere informazioni sul territorio. L'ufficiale parla con il marito, chiedendogli di identificare monti, strade e paesi visibili dalla postazione e di indicare le aree che potrebbero essere occupate dalle forze alleate. Contemporaneamente, il sottufficiale che aveva individuato il villaggio rivolge alla moglie domande sulla situazione della comunità: quanti uomini vi abitassero, dove fossero finiti e se qualcuno si fosse unito alla Resistenza. Durante l'interrogatorio, una delle donne precedentemente convocate viene comandata di portare delle uova; esegue immediatamente il compito e torna poco dopo con un cesto. Tuttavia queste uova non sembrano essere sufficienti.

Terminate le domande, i due abitanti vengono congedati e fanno ritorno alle proprie case.

Al castello, gli uomini fanno il punto della situazione. Le informazioni raccolte vengono confrontate con quanto osservato attraverso il periscopio; il radio operatore trasmette le coordinate e le indicazioni ricevute, mentre l'ufficiale completa la propria valutazione del territorio. Solo allora la tensione della mattinata lascia spazio a un momento apparentemente più ordinario: il pranzo.

Uno degli alpini viene spedito a trovare un luogo abbastanza distante dall'osservatorio per poter mangiare. Lo trova in pochissimo tempo e viene allestito un fuocherello spartano. Contemporaneamente, Il contadino viene comandato di fornire della legna, richiesta che soddisfa immediatamente.

Il secondo cesto di uova - fornito dalla medesima donna di prima - viene consegnato dalla moglie del contadino. I tedeschi possono così consumare un rancio senza troppe noie. In quel frangente Il contadino e il giovane radio operatore hanno modo di parlare; entrambi si confidano sull'importanza dell'amore e della famiglia. Il tedesco ha nostalgia di sua moglie e vuole tornare a casa. Il contadino gli risponde che avrebbe pregato per lui.

Un momento di umanità ed empatia nella crudeltà della guerra.

Continua...

CAPITOLO 1: VOCI DELLE VALLIL'avvicinarsi del fronteMarche, agosto 1944Nell'estate del 1944, nelle campagne marchigiane,...
26/08/2026

CAPITOLO 1: VOCI DELLE VALLI

L'avvicinarsi del fronte

Marche, agosto 1944

Nell'estate del 1944, nelle campagne marchigiane, la guerra era ormai una presenza sempre più vicina. Il fronte avanzava lentamente verso la Romagna e, mentre le forze tedesche si preparavano a organizzare il proprio dispositivo difensivo in vista della Linea Gotica, nei piccoli villaggi la vita continuava a seguire, per quanto possibile, i suoi ritmi consueti. Il lavoro nei campi, la cura degli animali, la raccolta dei prodotti della terra e le semplici attività domestiche scandivano ancora le giornate degli abitanti. Ma sulle strade e lungo i sentieri cominciavano a comparire uomini in uniforme, e la presenza della guerra diventava parte della quotidianità.

È questo il momento che racconta il primo capitolo di «Voci dalla Valle»: l'incontro tra una comunità rurale e l'avvicinarsi del fronte.

Le immagini seguono gli abitanti del villaggio nelle loro occupazioni quotidiane, mentre elementi del 100. Gebirgsjäger-Regiment, reparto di fanteria da montagna della Wehrmacht, attraversano il territorio e prendono contatto con il paese.Equipaggiati per muoversi nel difficile ambiente appenninico, i militari avanzano lungo le strade e i sentieri, osservano il territorio e cercano un luogo adatto nel quale organizzare le proprie attività.

L'ingresso dei militari provoca una naturale agitazione tra gli abitanti rimasti nel paese, senza però trasformarsi in una scena di panico: le persone osservano, si interrogano e cercano di comprendere cosa stia accadendo.

Tra gli abitanti, un uomo sembra essere rimasto praticamente solo nel villaggio. La sua presenza viene notata dai militari e viene convocato dal comandante dei Gebirgsjäger per fornire informazioni sul territorio e sulla situazione della zona. Ne nasce un momento di confronto nel quale il civile cerca di comprendere le intenzioni dei soldati, mentre l'ufficiale, attraverso carte e indicazioni sul terreno, cerca di ricostruire ciò che lo attende oltre il paese.

Parallelamente, la presenza dei militari porta anche una frattura all'interno della stessa famiglia. L'uomo torna dalla moglie e tra i due nasce una discussione: lei vorrebbe seguirlo e non rimanere sola, mentre lui cerca di convincerla a restare. È un momento privato che racconta, attraverso una situazione semplice, l'incertezza vissuta dalle famiglie quando la guerra entra improvvisamente nella loro quotidianità.

Mentre i civili cercano di decidere cosa fare, il comandante riunisce i propri uomini. Davanti alla carta topografica, illustra la situazione e indica la direzione del fronte, le strade e le zone che dovranno essere osservate. I Gebirgsjäger non sono lì semplicemente per attraversare il villaggio: stanno cercando di comprendere il terreno e prepararsi a ciò che sta arrivando.

La dimensione civile e quella militare si trovano così a convivere nello stesso spazio. Da una parte una famiglia che deve decidere se restare o partire; dall'altra uomini che ricevono ordini e cercano di interpretare una situazione che cambia rapidamente.

Non è ancora la battaglia. È il momento che la precede: l'attesa, l'incertezza, l'osservazione e la consapevolezza che il fronte si sta avvicinando. La valle diventa quindi il vero protagonista: una comunità ancora legata alla terra, attraversata da uomini che sanno che qualcosa sta per accadere, mentre gli abitanti possono soltanto intuire ciò che li aspetta.

Continua...

Apprendiamo con dolore e sgomento della scomparsa di Gabriele Gentili storico presidente dell'associazione "The Green Li...
23/08/2026

Apprendiamo con dolore e sgomento della scomparsa di Gabriele Gentili storico presidente dell'associazione "The Green Liners" di Fossombrone alla quale ci stringiamo in questo triste momento. Ricordiamo con commozione e rispetto il profondo amore di "Gabbro" per la Rievocazione Storica, la sua serietà e l'instancabile impegno nelle iniziative e manifestazioni che ha organizzato nel corso del tempo contribuendo ad accrescere e promuovere il reenactment seconda guerra mondiale; fondamentale - ricordardone alcune - il suo ruolo nella "Montegridolfo Liberata" e "Montemaggiore".

Superfluo dire altro se non che la sua assenza lascia un vuoto incolmabile. Ci lascia un amico e un pilastro fondamentale.

Filottrano44ETS esprime le sue condoglianze alla famiglia e tutti i parenti.

Per chi vorrà salutare un'ultima volta Gabriele i funerali si terranno martedí alle ore 15,30 presso la chiesa di S.Agostino di Fossombrone.

Ciao "Gabbro", che la Terra ti sia lieve 🙏
RIP ❤️😔🌹

EPISODI CHE NON DOVREBBERO ACCADERE E UNO DEI TANTI SIGNIFICATI DELLA RIEVOCAZIONE Come Associazione Filottrano44ETS abb...
21/08/2026

EPISODI CHE NON DOVREBBERO ACCADERE E UNO DEI TANTI SIGNIFICATI DELLA RIEVOCAZIONE

Come Associazione Filottrano44ETS abbiamo realizzato, nel 2023, una ricostruzione storica della prima terribile ondata di infoibamenti che colpí l'Istria tra fine settembre e ottobre del 1943. (Trovate le foto nei nostri album).
Un tema che ci sta molto a cuore poiché l'associazione ha sempre voluto ricordare gli innocenti dimenticati della Storia. L'evento è stato molto sentito e rappresenta uno dei più importanti Living History effettuati dalla nostra associazione.

Qualcuno si domanderà: perché si fanno le rievocazioni? Quest'immagine rappresenta una risposta concreta: affinché si apprenda al rispetto dei caduti, di qualsiasi parte. Una foto "goliardico-ideologica" come questa dà un senso maggiore al nostro lavoro: c'è ancora tanto da fare. In non secondario luogo, se il tipo della foto ha agito con la consapevolezza di creare flame mediatico è ancora più grave: non è di queste cose che ha bisogno il nostro Paese.

Se un p***a qualsiasi andasse ad Auschwitz e facesse il saluto a braccio teso verrebbe giustamente denunciato - nei casi diretti arrestato- e messo in prima pagina. (Ricordiamo la becera maglietta Auschwitzland di qualche anno fa)

Come associazione, auspichiamo le dovute condanne da tutte le formazioni politiche e i dovuti "servizi televisivi" di indignazione anche se, dubitiamo fortemente che nelle reti mediatiche saranno effettuati servizi simili. Collettivamente siamo contrari a le gogne mediatiche: sono pessimi esempi di società e ledono le dignità personali ma - in questo caso - c'è davvero qualcosa di cui parlare, e non è tanto il protagonista di questa triste immagine, bensì un problema ben più grande.

I nostri tempi hanno raggiunto un livello talmente becero - soprattutto nella compagine politica - per i quali gli individui sdoganano gli istinti più bassi credendo di essere protetti da chissà quale idea della "libertà di espressione" o leggi. Beh, ci dispiace ma non è così: esiste un qualcosa chiamato "LIMITE".

Essere equilibrati non è facile ed è normale avere preferenze o idee politiche; ma questo NO! Il RISPETTO si deve ai morti proprio per il fatto che hanno rimesso la cosa più importante al mondo: LA VITA!

E come ribadito da sempre: non ci sono vittime di serie A e di serie B. Questa differenza sembra ancora non essere chiara a qualcuno.

Quando un membro di quella fazione la fa' fuori dal vaso, in nome del rispetto democratico e dell'etica umana, sarebbe auspicabile che la medesima compagine politica prendesse le distanze. E QUESTO VALE PER TUTTI: da Ponente a Levante!!

Quindi, a coloro che si preoccupavano dei rimmel e delle sopracciglia delle nostre rievocatrici, facciamo notare che - in tempi non troppo remoti - siamo riusciti a far comprendere l'orrore della guerra grazie ad una manifestazione rievocativa promossa dalla nostra associazione e il luogo ospitante. L'evento è stato così sentito che la gente in loco - impressionata dal livello di realismo messo in scena - ci ha pubblicamente confessato che soltanto grazie a quei venti minuti di "realtà", ha compreso quel che i telegiornali altisonanti non hanno mai lontanamente provato a far sentire: l'orrore e la sofferenza. Vederlo alla TV è una cosa, dal vivo - anche se per finta - è un altro.

Ecco, in conclusione, se il tipo in questione avesse assistito a qualche Rievocazione ben fatta, dove avrebbe provato qualcosa di non troppo simile ma nemmeno troppo distante all'argomento che lo sollazza, forse non avrebbe mai pensato di scattare questa foto. Tutto questo per dire che puoi mettere la X dove preferisci - nel seggio - ma l'esperienza non te la scordi.

Parlateci ancora di maschere e giochini per bimbi mai cresciuti. Poi però, ricordatevi che emergono queste cose e non sarà un commento indignato o uno "Studia!", a cambiare la situazione.

Manifestando la nostra condanna per questo gesto irrispettoso, esprimiamo profonda solidarietà e vicinanza ai gestori e lo staff del Museo di Basovizza.

Marche - Agosto 1944, località sconosciuta.Tre giovani ragazze fotografate durante una pausa del duro lavoro tra le mass...
14/08/2026

Marche - Agosto 1944, località sconosciuta.

Tre giovani ragazze fotografate durante una pausa del duro lavoro tra le masserie ed i campi. Dalle espressioni rilassate e sorridenti si può ipotizzare che le donne si trovino in una zona libera dai combattimenti. Alla fine di un duro ventennio si prospetta un avvenire incerto ma pieno di speranza. La fine della Guerra è vicina e presto si potrà tornare a vivere tranquilli senza la paura costante della morte.

Le donne ritratte posano per un fotografo - probabilmente Alleato o Civile - cercando di dimostrarsi più naturali possibile. Ma dietro quei sorrisi si nascondono tutte le fatiche, le sofferenze, i pesi e le volontà di donne che hanno sostenuto le proprie famiglie nel momento più difficile della Storia fungendo da vere e proprie colonne portanti. Allo smembramento dei nuclei e al crollo di una Nazione, si sostituiscono il calore e l'affetto di un Mondo ormai scomparso ma che omaggiamo con il nostro piccolo tributo.

In memoria dei nostri bisnonni e bisnonne ❤️

Un grande augurio a Massimo Lucioli per l'uscita del suo nuovo saggio storico “LIBERATORS”, edito da Italia Storica!  Un...
02/08/2026

Un grande augurio a Massimo Lucioli per l'uscita del suo nuovo saggio storico “LIBERATORS”, edito da Italia Storica! Un'opera coraggiosa e controcorrente che analizza, documenti alla mano, una pagina complessa e spesso taciuta del nostro secondo dopoguerra: i crimini di guerra degli Alleati in Italia tra il 1943 e il 1947. Grazie Massimo per il tuo costante e rigoroso lavoro di ricerca, che restituisce completezza alla verità storica. Complimenti e ad maiora!

Link acquisto nei commenti

I crimini di guerra degli Alleati verso gli italiani 1943-47 in un'intervista a Massimo Lucioli autore del libro “LIBERATORS “

COMUNICATO FILOTTRANO44ETS Quale Associazione "Filottrano '44 ETS" esprimiamo solidarietà e vicinanza al nostro Presiden...
21/07/2026

COMUNICATO FILOTTRANO44ETS

Quale Associazione "Filottrano '44 ETS" esprimiamo solidarietà e vicinanza al nostro Presidente Giampieri Michele, in questi ultimi giorni attaccato nella sua persona. Coloro che lanciano tali attacchi provengono da una certa parte politica che fa del pluralismo, del rispetto alla persona, della democrazia e dell'antifascismo la loro bandiera, e che in questo caso hanno ammainato. Accuse che non tengono conto della persona in sé, ma che a gamba tesa, gettano insinuazioni verso una persona, strumentalizzando scritti e foto.
Essi fra le altre cose non tengono conto che, dietro la figura del Presidente, ci sono altre persone, c'è un'intera Associazione che si sente attaccata e chiamata in causa.
Siamo costretti a ribadire ancora una volta che la nostra Associazione è totalmente apolitica: accogliamo tutti coloro che comprendono e amano il significato della rievocazione storica, indipendentemente dal loro credo politico.
Le fondamenta di Filottrano '44 ETS, poste alla base anche dallo stesso Presidente, sono la ricerca storica, la ricostruzione storica e il tramandare la Storia, a partire dai dieci drammatici giorni di Filottrano per toccare tematiche che coprono il secondo conflitto mondiale.
Ogni aspetto è tenuto in considerazione per le nostre attività, ogni protagonista ha voce. Ci teniamo a rimarcare la nostra distanza da ogni ideologia totalitaria e antidemocratica senza distinzioni.
In tutti i nostri progetti riconosciamo le responsabilità che furono.
Il revisionismo di natura politico-ideologica che ci viene additato è invece racconto fedele ai fatti e alla Storia, con tanto di prove e fonti ad avvalorare. Quella pietas che ci viene contestata come finta o con un doppio fine, è invece LA PIETAS nella Sua natura più vera e che essi purtroppo non conoscono.
Ci preme inoltre evidenziare come una Messa in suffragio dei caduti tedeschi e polacchi abbia suscitato scalpore e disdegno mentre due anni fa il Comune di Osimo organizzò una cerimonia di tumulazione e ricordo dei caduti tedeschi presso il Monte della Crescia (evento da noi condiviso e al quale il presidente presenziò) accogliendo l'invito di un privato cittadino e dimostrando senso di umanità, lungimiranza e rispetto dei defunti, senza che ciò generasse analoga risonanza mediatica o simili polemiche. Rileviamo quindi un diverso metro di giudizio.

In secondo luogo: la nostra Associazione, ad eccezione di eventi organizzati da enti terzi, programma privatamente i suoi set di ricostruzione storica o altro, le cui foto ed elaborati vengono resi pubblici nei giorni a seguire. Anche in questo caso gli inviti di partecipazione hanno seguito le usuali modalità.

Altra considerazione da farsi è che:
per conoscere e poter parlare efficacemente di un evento bisognerebbe esservi presenti!

In questi 11 anni di attività abbiamo collaborato con molte Associazioni, Comuni e Riviste ottenendo il riconoscimento positivo del nostro essere. In tutti questi anni, in tutte queste situazioni, Associazioni, Comuni e Riviste suddetti non hanno mai visto in noi cose che essi ci notano.

La scorsa Amministrazione Giulioni ci ha dato l'onore di affidarci la custodia del museo Memorial della Battaglia, eredità di Giovanni Santarelli, valorizzando e supportando il nostro operato in più occasioni non solo tramite l'allora Sindaca ma anche attraverso i suoi Assessori, contando sulle nostre capacità e competenze. L'attuale Amministrazione Paolorossi ci ha insignito della Civica Benemerenza con la seguente motivazione: "per l'impegno e la passione profusa negli anni per tenere viva la memoria della Battaglia di Filottrano, contribuendo a offrire ai visitatori del museo della Battaglia conoscenza e consapevolezza coniugando rigore storico, valori e sensibilità educativa".
Questo denota che la nostra Associazione si è resa sempre disponibile a cooperare con qualsiasi Amministrazione sieda in Comune.
Nella gestione del Museo abbiamo sempre svolto il nostro lavoro con dedizione e serietà.

Inoltre i Dottori Giampieri e Lillini (Presidente e Segretario) ancora prima della fondazione di Filottrano '44 ETS erano già coinvolti nelle iniziative in occasione degli anniversari e a supporto di Giovanni Santarelli nella gestione del museo.

Stare a spiegare cos'è o cosa non è Filottrano '44 ETS e la rievocazione storica nell'ambito della seconda guerra mondiale, che non è presente solo a Filottrano ma vive grazie a molte altre associazioni in Italia, in Europa e nel mondo, e questi concetti a chi rapporta unicamente la sua visione del mondo nei parametri politico-ideologici, i quali non ci appartengono, è un'impresa donchisciottesca.

Con il presente comunicato riteniamo conclusa ogni precisazione sulla vicenda.

Segretario Dottor Mirko Lillini (Storico);
Il Vice Presidente, lo Staff e l'Associazione Filottrano '44 ETS

Indirizzo

Filottrano

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