23/12/2022
Un anno fa, esattamente oggi, festeggiavamo la conclusione di questa grande fatica. 2287 mq di area gioco, più di 500kg di vernice e tanti collaboratori giovani, giovanissimi e meno giovani. A quanto mi risulta è la più grande area da gioco dipinta al mondo (almeno fino ad un anno fa...), però vorrei parlarvene in altri termini.
Non avrei mai immaginato, che da lì che ho iniziato a fare graffiti writing e poi Street art, cioè dal lontano 1995, sarei arrivata a dipingere superfici orizzontali di questa portata.
Grazie alla sensibilità dell'artista Paolo "Baro" Baraldi di Bergamo, sono stata coinvolta nello Streetartball Project, prima all'EmiPlayground - Il CaЯpetto a Casnigo (BG) dedicato a Emiliano e poi al campo di Garbagnate (MI) dedicato a Alessio "Koeman" per l'Associazione Alessio Koeman Allegri
regalandomi non solo l'opportunità di realizzarli ma anche esperienze di vita belle forti. Dedicare un'opera a delle persone scomparse ti avvicina irremediabilmente al sacro, quel sacro molto intimo lontano dal credo, non è semplice mettere insieme tutte le tessere umane e emotive che poi andranno a comporre l'opera finale facendo da tramite, da imbuto e braccio operativo.
Diventi un filtro, più o meno fitto come le trame di una tela, metti un po' da parte l'io è lo tramuti in noi (mantenendo integre le varie personalità che compongono quel noi, compresa la tua).
Oltre all'esperienza umana incredibile, un bagno di realtà, che ti avvicina a persone sconosciute ma unite, che vivono un percorso doloroso e lo concentrano ognuno a modo suo in un momento di creatività catartica, e alla fine è lì: un'opera corale in un area gioco da rivivere.
Poi è arrivato Quiete a San Vito Lo Capo (TP). Quando ho visto tutta l'area mi sono emozionata, ho dapprima temuto poi amato l'idea di dipingerlo tutto, chiunque, arrivato a un certo punto del proprio percorso personale e creativo, l'avrebbe desiderato.
Adoperarsi perché questo avvenisse, è diventata un'impresa non proprio di tutti i giorni, ma collaborando si può fare, e lo abbiamo fatto!
Con Eis.ma.nn e Arianna Maggio (curatrice del SUA festival) e l'aiuto del Comune di San Vito Lo Capo, abbiamo convogliato tante piccole forze, che messe insieme e coordinate sono diventate una grossa forza. Penso appunto ai bambini e ragazzi del posto, al buon Achille, allo Street art ball project, al personale del Comune, alla Chimiver Panseri SpA, ai ragazzi del Liceo Artistico Trapani Michelangelo Buonarroti e a quelli dell'Ipseoa "I & V Florio" Erice che ci hanno dato una grossa mano e supporto in questa impresa.. Questo è il potenziale che tutti noi abbiamo!
Perché scrivo queste cose? Perché vorrei finalmente dire che la Street art non è solo come il mainstrem la vorrebbe dipingere, non è solo coreografia, non è solo denuncia, non è solo pop, non è solo marketing, ma può essere anche un percorso educativo alla portata di tutti e racconti, esperienze, storie di vita che si intrecciano, collaborazione, partecipazione.
A me piace questa street art, perché sono attratta soprattutto dai processi che conducono alle opere, perché sono convinta che queste esperienze sono un tesoro inestimabile.
Buone feste a tutti!