Botànica - Studi di fotosintesi umane

Botànica - Studi di fotosintesi umane Un progetto fotografico e non solo. Sui calabresi, per la Calabria. Una divoratrice di impressioni poetiche con la passione per l’eterodossia popolare.

Un inscatolatore di visioni quotidiane con una predilezione per gli ambienti chiusi e i volti aperti. Una quattroruote, una macchina fotografica, un registratore e un taccuino. Un viaggio autofinanziato perché i soldi pubblici non si sprecano e quelli privati si lasciano alle lobby - lo stesso vale per la speranza. Un progetto dal titolo "Botànica - Studi di fotosintesi umane", che è insieme luce, immagine, sostanza, identità e appartenenza.

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26/03/2023

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- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟴 - 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎 Oggi, ad  , è una domenica di febbraio gioiosa: ce lo dicono pure  le 𝑧𝑎𝑔𝑎𝑟𝑒𝑙𝑙𝑒 colorate, che...
23/02/2023

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟴 - 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎

Oggi, ad , è una domenica di febbraio gioiosa: ce lo dicono pure le 𝑧𝑎𝑔𝑎𝑟𝑒𝑙𝑙𝑒 colorate, che troviamo appese da casa a casa, da albero ad albero, da lampione a lampione. Una contropartita di linee fluide e dai colori vivaci spezza la 𝑟𝑎𝑡𝑖𝑜 del paesaggio antropico, smorza i toni dell'abbandono e ne rilancia un'eco diversa tra i monti, che pure abbracciano e fanno lo scenario. La fortuna vuole che in cielo il sole non trovi ostacoli, che resti l'unico protagonista di queste festive ore di luce. Ma quaggiù la neve non molla la presa, si attacca alla terra, alla legna, all'asfalto; esercita in cumuli il suo potere chimico e ci tiene ancorati alle soglie della sua stagione, lasciandosi andare soltanto dai tetti, in un pianto incessante di piccoli rivoli.

Qualcosa nell'aria ci dice che è presto per la lunga estasi collettiva, a cui ci prepariamo da giorni; che anzi, è tempo di restare da soli, di adattarsi al contesto, di abituarsi alle nuove visioni d'altura.
Oggi qui si festeggia un tra i più antichi d'Italia e noi, grazie alla mediazione di Rocco e Paolo -Totarella - entriamo nel momento più privato della vestizione dei 𝑃𝑜ł𝑒̈𝑐𝑒̈𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒̈. Una tradizione antica, pagana, da cui ereditiamo le maschere, i riti, le danze, la farsa. Nelle case si stratifica l'abito, si costruisce, scialle sopra scialle, fazzoletto su fazzoletto, la struttura inferiore del Pulcinella bello, che si corona e completa con un copricapo di piume e fiori colorati, attorno a uno specchio circoscritto da perle. Un monumento alla bellezza, alla 𝑣𝑎̀𝑛𝑖𝑡𝑎𝑠, all'ebbrezza, forse alla primavera che avanza.

Fuori e dentro le case l'accoglienza si scioglie in numerosi bicchieri di vino, nelle donne che passano con salumi e taralli, nella condivisione gentile che annulla il nostro crimine di invadenza. Per le strade i Belli danzano al ritmo di una musica popolare e si scontrano con l'irruenza dei loro alter-ego, i Brutti vestiti di nero e di stracci. Una danza degli opposti che si annulla nella presenza dell'Orso, della bestialità che ridisegna una parità tra i diversi, seppure soggiogata dalle catene.
Nel fracasso della festa, del gioco collettivo che mescola le carte, in cui non si distinguono più i volti dalle maschere, le piccole contrade si fanno coraggio, infondono un richiamo che ripristina l'ordine, l'armonia delle cose.
Qui, per caso, troviamo un nuovo ritratto: siede dietro una porticina di legno e da lì ferma il tempo, dal 1960.

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟴 - 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢In tre ore di viaggio, uno non lo immagina nemmeno quanto può riuscire a saccheggiare, tra le im...
21/02/2023

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟴 - 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘢

In tre ore di viaggio, uno non lo immagina nemmeno quanto può riuscire a saccheggiare, tra le immagini che scorrono veloci ai margini delle strade. Una cicogna su un traliccio sorveglia, in una posa relazionale, il suo nido massiccio e diventa per noi un antefatto.
Per arrivare ad passiamo da Trebisacce. Ci addentriamo, attraverso una successione di tornanti che da Albidona ci porta alla nostra meta, nell'anima inalterata del Pollino, lasciandoci alle spalle una lingua di Jonio pizzuta, resa geometrica dalle montagne, che invano tentano di celarla. L'ultima nevicata di questo febbraio finalmente allineato ha nascosto a tappeto la flora boschiva, e il suo candido segno ci accompagna fino alla fine.

Oreste già era stato avvisato - e noi con lui: ad Alessandria gli astemi sono come i bottoni di riserva della camicia darwiniana, non sopravvivono. Subito me ne rendo conto, io non ho scelta. O le gaffes o la vita.

Qui, nel 1959 ci arrivò, per altre vie dissestate, anche 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐃𝐞 𝐒𝐞𝐭𝐚: degli alessandrini documentò l'isolamento, restituendo alla storia fotogrammi di un realismo poetico ma estremizzato e quindi un po' caricaturale. Li chiamò “i 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢”. Un marchio che pesa e caratterizza, ancora oggi.
Ma, vista da queste parti, la dimenticanza ha l'architettura di una fortezza e tutela e mette in mostra un senso anteriore di autenticità.
Un paesaggio di tegole, di tetti spioventi, di rossi sbiaditi macchiati di bianco. Ad ogni numero civico una storia generazionale di mastri d'ascia, di zampognari, di anarchici, di gente comune che fa dei preconcetti, delle visioni, delle sofisticazioni letterarie, una vita soltanto.

Finalmente ci rimettiamo in viaggio.Oggi, l’occasione giusta per ripartire è un carnevale autentico e coloratissimo che ...
19/02/2023

Finalmente ci rimettiamo in viaggio.
Oggi, l’occasione giusta per ripartire è un carnevale autentico e coloratissimo che esplode, al ritmo di danze rituali ancestrali, nel cuore del Pollino. Ad Alessandria del Carretto ci arriviamo invitati da Oreste, prima di tutto fotografo poi aizzatore e capobanda di ciurme non perfettamente equipaggiate, ma soprattutto non omologate.

La peculiarità di questo viaggio è sicuramente la scoperta di essere entrati in una silenziosa via di pellegrinaggio pagano, che non elemosina risonanze ma che anzi trattiene, cattura, non intende restituire gli sguardi.

In questo gioco dei contrari, le maschere non celano: rivelano, invece, una storia popolare, di botteghe di artigiani, di famiglie, di case, di passaggi e di legàmi.

Il maltempo di questi giorni, le festività, le influenze. Ma anche un progetto parallelo che ci sta dando grandi soddisf...
20/01/2023

Il maltempo di questi giorni, le festività, le influenze. Ma anche un progetto parallelo che ci sta dando grandi soddisfazioni, assieme a Domenico Benedetto D'Agostino
Parliamo delle , visitabili al TIP Teatro di Lamezia Terme fino al 5 febbraio.
Una serie di eventi ha rallentato di poco il nostro viaggio ma noi continuiamo a lavorare, a coltivare connessioni, a provare. Torneremo presto in marcia.
Intanto, l’immagine di un work in progress con le pantofole, i biscotti, le tisane.

30 dicembre 2022Avremmo voluto riprendere il viaggio, nel prossimo 2023, raccontandovi storie nuove e positive. Invece c...
30/12/2022

30 dicembre 2022

Avremmo voluto riprendere il viaggio, nel prossimo 2023, raccontandovi storie nuove e positive. Invece ci troviamo davanti all’ennesimo saluto inaspettato e sinceramente sofferto.
Quando siamo partiti col nostro percorso di ricerca, la casa di Giovambattista Molinaro è stata subito una tappa che potremmo dire obbligatoria. Il suo ritratto avrà ora un valore diverso perché contribuirà ad eternare la sua immagine, nella forma inalterabile di un ricordo commosso.

Oggi ci ritroveremo tutti nella chiesa Madre di Sambiase, Lamezia Terme, ore 10.30, per lasciarlo andare oltre. Immaginiamo che, visto il costante esercizio in vita, la sua anima non troverà alcun ostacolo.

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟳 - La nostra settima tappa si lega ad una storia speciale che fa eco ad una miriade di altre storie, che hanno...
28/11/2022

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟳 -

La nostra settima tappa si lega ad una storia speciale che fa eco ad una miriade di altre storie, che hanno il diritto di essere ascoltate e divulgate.
Entriamo in punta di piedi all'interno di un progetto che ha fatto dell'accoglienza e della lotta alla discriminazione e alle disuguaglianze sociali la propria identità, il proprio punto di forza. Comunità Progetto Sud di Don Giacomo Panizza nasce nel 1976 con l'intento di normalizzare, attraverso proposte di integrazione, la vita sociale dei portatori di handicap. Oggi è però il punto di riferimento per moltissime categorie di persone - tossicodipendenti, rifugiati, minori non accompagnati - per molti una casa, il porto sicuro dove approdare e da dove ripartire.
Fortemente radicato anche nel territorio lametino, riqualifica immobili confiscati alla mafia e si insinua all'interno di un contesto urbano e sociale contaminato – come il quartiere Capizzaglie – impartendo, nei paradossi e nella lentezza del quotidiano, esempi di civiltà.

Arriviamo in uno spazio dedicato ai minori non accompagnati attraverso l'intercessione di Federica, che ci presenta il nostro nuovo volto. Qui tutti hanno affrontato da soli, senza famiglia e senza affetti, prima il deserto poi il mare profondo, su quelle imbarcazioni della fortuna di cui sentiamo parlare in maniera aprioristica nei salotti della politica e del giornalismo. Invece questi viaggi spaventosi hanno volti e nomi e storie che ci riguardano tutti, molto più da vicino, perchè in qualche modo ci somigliano e dovrebbero sollecitare la memoria e le coscienze di noi gente del Mediterraneo.

In questi volti che arrivano c'è la fame -qualche volta l'orrore e la violenza- e il sogno di una vita dalle certezze più robuste, nell'Europa che oggi è il nuovo sogno americano. E poi c'è l'entusiasmo di avere il diritto di un obiettivo da perseguire per il futuro, anche se per farlo si passa, poco più che bambini, quasi sempre dalla Libia, che certamente non è un bel posto.

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲 - Questa volta è andata così: gli incontri della sesta tappa di Botànica ci hanno offerto una possibilità div...
14/11/2022

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟲 -

Questa volta è andata così: gli incontri della sesta tappa di Botànica ci hanno offerto una possibilità diversa, quella di essere noi le persone da rintracciare e non gli agenti della ricerca.

L'impressione è stata quella di una rivolta che si è manifestata come una patina traslucida e avvolgente, modificandoci la visione. Tanto che io e Aldo ce lo siamo detti subito, quest'alterazione ce la porteremo addosso per lungo tempo. Certi incontri sono segnanti perchè, fuori dalla densità delle vicende biografiche, alcune persone sono un ricettacolo di mistero e alchimia.

A Capo Rizzuto, frazione di Isola di Capo Rizzuto, la luce del primo pomeriggio è ancora forte ed estensiva. Siamo lontani dalla costa ma non a sufficienza da evitarci l'impatto frontale con quel cordone bluastro di acqua e antichità, l'affaccio sul mar Ionio. Per raggiungere la nostra meta passiamo dal paese ma siamo costretti a chiedere aiuto perchè la via non è localizzabile e la tecnologia non ci viene in soccorso. Una campagna sconfinata, un terreno buono per far crescere il grano ma che qualcuno ha pensato bene di deturpare, costellandolo di pale eoliche. Ce lo stanno dicendo da anni, d'altra parte: la malerba in Calabria ormai cresce altissima e d'acciaio. Il nostro contatto è su questo terreno dal 1999, approdato come un marziano su un disco di luce. Ci arriva con l'intenzione di portare, nel luogo dove “presumibilmente” è nato, un nuovo modello di comunità, e giorno dopo giorno, dopo una lunga preghiera all'aurora, aggiunge altri mattoni alla sua casa, altri orientamenti al suo spazio pitagorico.

Oggi siamo partiti che era pieno giorno e con in macchina una playlist assolutamente improbabile, cantando (non sappiamo come) i New Trolls e Bruno Lauzi. Poi il sole ci ha salutati con note orientali, un tappeto sonoro per riti e preghiere.

𝑀'𝑒̀ 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 - 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑜̀ 𝑖𝑜𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑚𝑖𝑜 ?𝑆𝑜𝑚𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑟𝑒, 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒:𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑏...
09/11/2022

𝑀'𝑒̀ 𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 - 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑜̀ 𝑖𝑜
𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑚𝑖𝑜 ?

𝑆𝑜𝑚𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑎𝑟𝑒, 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒:
𝑎 𝑐ℎ𝑖 𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑏𝑏𝑜 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑡𝑜? 𝐷𝑖𝑡𝑒𝑚𝑖.

𝐼𝑜 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑔𝑖𝑎𝑟𝑑𝑖𝑛𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑜𝑟𝑒;
𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜-𝑐𝑎𝑟𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑎𝑛𝑔𝑢𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜.

𝐺𝑖𝑎̀ 𝑠𝑢𝑖 𝑣𝑒𝑡𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑒𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑎𝑡𝑜
𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑟𝑒𝑠𝑝𝑖𝑟𝑜, 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑙𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑎𝑡𝑜.

𝐿'𝑖𝑚𝑝𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜,
𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑠𝑎𝑝𝑟𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒.

𝑆𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑣𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑛𝑔ℎ𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙'𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒:
𝑟𝑖𝑚𝑎𝑟𝑟𝑎̀ 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑜 𝑑𝑖𝑠𝑒𝑔𝑛𝑜, 𝑖𝑛𝑡𝑎𝑡𝑡𝑜.

Mandel'stam

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟱-Si fa presto a dire Reggio Calabria: unica città metropolitana della Regione, un immenso agglomerato urbano a...
06/11/2022

- 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝟱-
Si fa presto a dire Reggio Calabria: unica città metropolitana della Regione, un immenso agglomerato urbano alle pendici dell'Aspromonte, che si sviluppa lungo la costa orientale dello Stretto di Messina per circa 32 km e verso est, per altri 30 km circa, con zone di mezza costa, collinari e montuose. Approdiamo in una delle sue 30 frazioni dopo circa un'ora e mezzo di viaggio.
Pèllaro è un posto di cui si sente parlare spesso nelle parodie calabresi, e il cui nome ci infonde una certa allegria perchè nel nostro dialetto significa schiaffone (o meglio: schiaffo dato con enfasi tragicomica). Strade poco ordinate, caffetterie, gelaterie, angoli coloratissimi di botteghe dell'ortofrutta. L'affaccio sulla costa è però silenzioso e poetico: siamo lontani dallo sfarzo del chilometro più bello d'Italia. Qui si esibiscono i fichi d'India e un cimitero di barche dove crescono le erbacce e si moltiplicano incredibilmente le reti. Sul bagnasciuga un bambino di undici anni fa abboccare una seppia col suo amo vincente e ci mostra le manine tinte di nero, che bene si coniugano con i sui lineamenti scuri, col suo sguardo profondo di figlio del mare.
Un frammento di realismo potente in uno scenario quasi espressionista, dalle tinte violacee. La persona che incontriamo è finalmente un'altra donna. La sua esuberanza ci fa subito presupporre una momento di grande cabaret. Invece mettersi a n**o è un'operazione che lacera le maschere e rivela le quinte scarne di ogni palcoscenico. La verità è che spesso non siamo quello che mostriamo e raccontarci agli altri con estrema franchezza è un'epifania dolorosa.

Sapevamo sarebbe stato un viaggio lungo (abbiamo tutto un inverno davanti), un continuo work in progress. Un progetto ch...
29/10/2022

Sapevamo sarebbe stato un viaggio lungo (abbiamo tutto un inverno davanti), un continuo work in progress. Un progetto che, potenzialmente, potrebbe non avere una fine.
Lo scopo è cartografare, e farlo recuperando sguardi e parole; una mostra fotografica audio-visiva che cercheremo di portare in giro per la Calabria.

Ve lo avevamo detto? Lo avevate capito?

Intanto stiamo riorganizzando la nostra agenda per la prossima settimana, ci sono state segnalate molte storie “ordinarie”, di quelle che piacciono a noi, perché è la presunta ordinarietà del quotidiano che vogliamo raccontarvi, attraverso i suoi protagonisti eccezionali.
Ringraziamo, per questo, gli amici che ci stanno dando una mano e invitiamo tutti quelli che volessero farlo a contattarci.

"𝑯𝒐 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒊𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒆𝒓 𝒂𝒗𝒂𝒏𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒕𝒆𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒆, 𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒇𝒆𝒓𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒆𝒅𝒐 𝒂...
17/10/2022

"𝑯𝒐 𝒈𝒊𝒂̀ 𝒅𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒊𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒊𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝑷𝒂𝒆𝒔𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒑𝒆𝒓 𝒂𝒗𝒂𝒏𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒕𝒆𝒐𝒓𝒊𝒆 𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒏𝒆 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒆, 𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒇𝒆𝒓𝒊𝒓𝒆 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒆𝒅𝒐 𝒂𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆̀ 𝒄𝒊𝒂𝒔𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒏𝒆 𝒕𝒓𝒂𝒈𝒈𝒂 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒍𝒖𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊."

Non è forse -anche- questo il pretesto che muove lo scatto dietro ogni singola foto di questo viaggio ancora lungo?

Indirizzo

Via Mare Ionio
Cutro
88842

Sito Web

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