22/03/2023
Tutti noi dovremmo essere ghiacciaio
WE ARE GLACIER.
Il ghiacciaio è solitario.
Riposa dove il cielo s’impiglia nella montagna.
Se ne sta disteso e silenzioso ai confini del mondo che quasi ce ne scordiamo e invece c’è e respira.
Il ghiacciaio respira.
In estate il suo alito umido si fa nuvola e la nuvola viaggia sospinta dai venti e si fa pioggia e la pioggia disseta i boschi e gli orti e le piantagioni.
Il ghiacciaio piange.
Lo fa in primavera quando non vuole separarsi dall’inverno. Le sue lacrime sono ruscelli che scivolano a valle e abbeverano le greggi e la selvaggina e noi uomini.
Il ghiacciaio ricorda, e i ricordi li tiene stretti e al sicuro nella sua memoria gelata.
Alle volte il caldo li riporta in superficie e sono talmente perfetti che solo a guardarli ti pare di rivivere il passato e allora noi uomini li raccogliamo e ne facciamo musei.
Il ghiacciaio si muove.
Lo fa lentamente e modella la montagna.
Trasporta minerali che abbandona quando le sue mani si sciolgono e i detriti nutrono la vegetazione.
Il ghiacciaio riflette.
Lo fa sempre.
Riflette la salute del mondo.
Il ghiacciaio è sensibile.
Quando il pianeta sta bene, si gonfia di acqua congelata e di neve e ne regola la temperatura e l’umidità e permette così a tutte le creature di prosperare.
Quando invece il delicato equilibrio dell’atmosfera vacilla lui, senza dir parola perde luce.
Si opacizza.
Si spegne.
Rimpicciolisce fino a scomparire e diventa pozzanghera e lascia la montagna orfana del suo mantello di neve e la terra arida e senza più speranza.
Tutti noi dovremmo essere ghiacciaio.
Attenti ai cambiamenti del clima, legati al nostro passato, rispettosi del domani, come il ghiacciaio; ma soprattutto Sensibili come il ghiacciaio.
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📷 Giuseppe Ghedina Fotografo