02/09/2026
Ho visto molte albe.
Spesso dalla finestra del pronto soccorso dove lavoro, dopo una notte di emergenze e uscite in ambulanza: l’alba segnava la fine del turno.
Alcune albe le ho viste dal finestrino dell’aereo che ci portava in vacanza.
Ma le albe migliori le ho sempre viste in montagna.
Certo, non è facile strapparsi al caldo del letto per andare su. La stanchezza si fa sentire fin dai primi passi, ma è una stanchezza pulita, che rigenera, a differenza di quella sporca che segna la fine di un turno in pronto soccorso.
La luce della frontale illumina il sentiero, rendendo il mio passo sicuro. La userò fino al limite degli alberi. Da lì, la luna piena alle mie spalle mi farà percepire il sentiero.
Giù in basso, le nuvole si stanno colorando di rosso. Il sole non tarderà ad arrivare, colorando l’alba e quel breve tempo dove la luce sarà dove e come desidero.
I camosci, invece, non sono dove vorrei.
Ma si sa, non si può pregare dei selvatici a mettersi in posa.
Salgo ancora, in un pianoro che domina la vallata sottostante. Le architetture umane sono nascoste dalle nuvole quando, ad un tratto, dei camosci con dei piccoli compaiono davanti a me, con le montagne sullo sfondo.
Non scatto molte foto. Il momento è breve, ma me lo godo tutto.
Avrò ancora occasione di fare qualche foto ad un piccolo curioso che mi guarda dall’alto, poi si fa giorno e la luce non è più quella che cercavo.
Mi fermo sul sentiero per far passare una coppia di olandesi che percorrono l’Alta Via numero 1. Chiacchiero con loro, indicando i nomi delle montagne sullo sfondo.
Li saluto e torno in giù, godendomi ogni attimo.
Sul sentiero poi incontro un signore. Non riesco a capire gli anni che ha. Camicia di flanella aperta, a scoprire un petto senza canottiera. Macchina reflex digitale a tracolla.
Mi racconta di quanto è venuto su, la prima volta, su queste montagne, quarant’anni prima.
Gli domando: «Ma quanti anni ha?»
Mi risponde: «80».
Non so voi, ma io ci metterei la firma, ad arrivare ad 80 anni e continuare a vedere albe e camosci sul crinale.
I have seen many sunrises.
Often from the window of the emergency department where I work, after a night of emergencies and ambula