18/06/2026
Oggi, mentre leggevo la notizia di Sara, partita per festeggiare il suo addio al nubilato a Mykonos e che sabato avrebbe dovuto sposarsi, mi sono fermato a riflettere.
Spesso pensiamo che le tragedie arrivino sotto forma di una malattia, di qualcosa che ci dà il tempo di capire, di reagire, di combattere. Ma la vita, a volte, segue strade diverse. A volte cambia tutto in un istante. Senza preavviso. Senza una seconda occasione. Senza nemmeno il tempo di rendersene conto.
Queste storie fanno male proprio perché ci ricordano quanto siamo fragili e quanto spesso diamo per scontato il domani.
Anch’io, anni fa, ho ricevuto una seconda possibilità. Una fuga di monossido durante la notte avrebbe potuto scrivere una storia molto diversa da quella che sto vivendo oggi. Se sono qui a raccontarlo è perché qualcosa, il destino, la fortuna, o se preferite un miracolo, ha deciso diversamente.
Per questo credo che la vera lezione non sia vivere nella paura, ma nella consapevolezza.
Dire quel “ti voglio bene” che rimandiamo.
Fare quella telefonata che continuiamo a posticipare.
Abbracciare di più.
Perdonare quando possibile.
Godersi una cena, una risata, un tramonto, senza aspettare l’occasione perfetta.
Perché nessuno di noi conosce la data dell’ultima pagina del proprio libro.
E allora forse la morale è semplice: vivere ogni giorno non come se dovessimo avere paura che sia l’ultimo, ma come se fosse abbastanza prezioso da meritare di essere vissuto davvero. ❤️