11/08/2026
Oggi dai uan del Balkani tour del team Paracoppa. Matteo Muzzi e Davide Ventura ci siamo imbarcati al porto di Ancona la sera del 10/08. Trasferimento autostradale abbastanza tranquillo e non troppo caldo fino al ponte del traghetto dove abbiamo sudato anche lil sangue in soli 15 minuti. Fortunatamente avevamo preso un po di forze al porto, al dove abbiamo mangiato un hamburger di sardone da re, pagando un conto da plebei!
Comunque trasferta e sonni perfetti, pronti per partire alle 6 dal traghetto il gg dopo.
Ovviamente carichi a pallettoni ci mettiamo in strada e arriviamo a quota 1000 mt circa presso il lago di . Il lago e posizionato subito dopo la frontiera con la Bosnia, e con acque di un bel colore verde smeraldo, che solo a guardarle sembravano fresche e terse. E da li finalmente cominciamo a separarci dall'asfalto, e cominciamo a muoverci fuoristrada su dei fondi apparentemente semplici ma da non prendere sotto gamba, da ghiaia alta a polvere e sabbia molto fine.
Tutto bene, comunque e cominciamo ad arrampicarci verso la cima del monte , 2100 mt di altezza, su uno sterrato tutt'altro che banale. Fortunatamente, dopo aver equipaggiato il tuareg con un secondo set di cerchi della equipaggiate all"anteriore con mousse Michelin Dakar, e al posteriore con la Mr. Wolf, sono coperto da forature di ogni genere avendo nella borsa tecnica il kit per la riparazione. E infatti😅dpo 15/20 km, mentre saliamo lungo questo sterrato secco, molto polveroso e soprattutto in mezzo al nulla più assoluto, su un pietrone sento dopo l'urto il rumore classico del palloncino che perde aria... Ma riesco grazie alla mousse ad arrivare in cima... Dove estraggo il kit ripara gomme, come se fosse l'uomo del defibrillatore nella celebre gag di a Zelig... ( https://youtu.be/cHERLbwqRgw?is=YE7-FTCmrAUseVHS ).
Da li si riparte per circa 2100 mt di dislivello in altopiano e picchiate importanti con temperature che passano da 26 a 43 gradi raggiunti a Mostar. Appena entriamo Mostar, vediamo sulla nostra sinistra 2 palazzi, evidentemente lasciati al loro stato di devastazione. Le cicatrici diigliaia di colpi, sono incise nel cemento di queste due strutturw, spettrali, fredde e agghiacciante come la violenza e la morte che hanno testimoniato. E con quello chr sta ancora succedendo in altre parti del mondo, possiamo dire che non abbiamo, come genere umano, imparato un c***o di nulla, su come convivere in pace.
Comunque riusciamo a raggiungere ul nostri B&B, e ci ri sistemiamo per la sera. Siamo a pochissimi mt dallo Stari Most, il ponte Vecchio di Mostar, Distrutto dai bombardamenti il 9 novembre 1993, circondato dal pittoresco bazar ottomano e da botteghe artigianali.
Il ponte ufficialmente era un obiettivo militare: Le forze croate sostenevano che il ponte servisse ai musulmani bosniaci per rifornimenti e soccorsi.in realtà l'obiettivo era prettamente simbolico: L'attacco mirava a cancellare la storia e l'unione tra culture diverse.Risultato immediato: La città è rimasta divisa in due parti nette dal fiume. A ovest i croati cattolici, a est i bosniaci musulmani.
La storia fino a questo punto testimonia l'ignoranza e l'insipienza di chi poteva pensare di minare e distruggere questa parte di mondo con le sue mt eolici identità e culture.
Fortunatamente, si può invece contare sullo sforzo internazionale compiuto per la ricostruzione iniziata nel 1997 e terminata nel 2004. È stata una delle imprese ingegneristiche e culturali più importanti del dopoguerra. Ha dimostrato che la pace e l'unione potevano essere ricostruite.
Il costo totale è stato di circa 15 milioni di dollari.I fondi sono arrivati da Unione Europea, Banca Mondiale ed UNESCO.
Hanno donato soldi anche singole nazioni come Italia, Francia, Turchia, Croazia e Paesi Bassi.L'Italia ha dato un contributo fondamentale sia economico che tecnico.
I subacquei dell'esercito ungherese hanno recuperato i blocchi originali di pietra caduti nel fiume Narenta,mentre, le pietre mancanti sono state estratte dalla stessa identica cava del 1566, situata vicino a Mostar. Gli ingegneri hanno usato solo i metodi tradizionali ottomani del XVI secolo, I blocchi di pietra tenelija sono stati uniti usando incastri di ferro fusi sul posto con il piombo. Il ponte è stato riaperto il 23 luglio 2004, e nel 2005 il ponte e il centro storico di Mostar sono diventati Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
Ora tutta l'area del Bazar e del ponte è una chicca, dove ancora oggi convivono tutte le diverse anime religiose e culturali, in un equilibrio incantevole e carico di storia, sia di guerra che di pace.
E poi siamo andati a letto che domani e già li che ci aspetta!!!