02/02/2026
Il matrimonio non deve essere per forza qualcosa che “avete già visto”.
Non è obbligato a seguire le regole non scritte che si ripetono ovunque: può diventare un’espressione autentica, personale, costruita su misura.
In questo progetto l’intento era chiaro: allontanare la sposa dagli scenari che, per abitudine, associamo al matrimonio — villa, casa, chiesa, palazzo — e sottrarre tutto ciò che è “contorno”, per cercare un’immagine che trovasse senso nella natura.
Un’immagine più essenziale, distaccata dalle convenzioni sociali, capace di richiamare un matrimonio più etereo, aulico, vero.
Da qui la scelta del contrasto: le montagne scure e materiche del Deserto dei Calanchi in Sicilia e il bianco degli abiti selezionati insieme a Ivana di .
Una dicotomia netta, che non addolcisce ma esalta: la linea, la presenza, l’attitudine.
Il risultato è quello che cercavamo: un’estetica pulita, potente, dove la sposa resta al centro, in una dimensione altra — materica e luminosa, eterea e reale.
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Ringrazio i professionisti che mi hanno seguito in questa avventura :)