Catania in foto

Catania in foto Si tratta di Foto di Catania.

28/07/2023

Catania capoluogo di provincia della regione Sicilia. FONTANA DELLE CONCHIGLIE, Piazza Cutelli. Fu Costruita negli anni 50 del XX sec. Su disegno di Domenico Cannizzaro. E' costituita da una vasca circolare, dove sono collocate quattro valve in conformità a un obelisco posto al centro. La fontana, è posta al centro, su una delle sinuose sezioni ritagliate nella piazza, rivestite da un gradevole prato e aggraziate da piante e fiori, che rendono la piazza accogliente e creano un'incantevole, e sfarzoso effetto scenico. Il monumento è costituito da una vasca bassa e quadrangolare impiantata su una base che accoglie all’interno un robusto plinto, su cui si eleva un piccolo obelisco, sulla cui base sono poste le quattro grandi conchiglie che caratterizzano e assegnano il nome alla fontana. La vasca presenta vari ugelli che, in maniera disomogenea, sollevano getti d'acqua verso l'alto creando un elegante effetto artistico. La fontana è esteticamente simile a quella collocata in precedenza nella stessa piazza, poiché presenta lo stesso elemento che la caratterizzava, in altre parole un obelisco, innalzato nel 1862 per ricordare la visita avvenuta nello stesso anno dai tre figli del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II.

28/07/2023

Una lunga fila di archi in pietra che ricordano un antico acquedotto; portali dalle geometrie simili a quelle dei vetusti templi greci; un giardino dai profumi variegati: un luogo arcaico e dimenticato? No, stiamo parlando di Piazza I Vicerè. La piazza, costruita tra il 1995 e il 1998, non ha infatti nulla di arcaico, ed è anzi un luogo frequentato oggi da grandi e piccini (soprattutto questi ultimi!). Essa è situata a Catania, nella zona di Canalicchio ed è attigua al castello di via Leucatia, quasi a formare un unico complesso. In realtà, il castello affonda le proprie origini nei primi anni del ‘900 e le stanze al suo interno hanno visto, nel corso degli anni, moltissimi avvenimenti: basti pensare che per decenni abbia aleggiato nel circondario la voce della presenza di spiriti, i quali abitavano il castello. Finché quest’ultimo non è divenuto proprietà del Comune di Catania, divenendo un centro culturale ed una biblioteca. Piazza I Vicerè è invece una costruzione di fattura più recente: progettata dall’architetto Ivan Castrogiovanni negli anni ‘90, rappresenta oggi un luogo d’incontro e di svago per molti catanesi, grazie ad una superficie di 10.000 mq, che comprende un largo spiazzo pavimentato in pietra lavica ed un parco dotato di una varietà di piante profumate. Inutile dire che la piazza è il luogo ideale per passeggiate in bici o sui pattini.
Tuttavia, la piazza richiama, per alcuni aspetti, elementi del passato. Dal nome che porta, ispirato all’opera “I Vicerè”, di Federico De Roberto, per arrivare alla struttura architettonica, ispirata alle geometrie seicentesche per quanto riguarda gli archi e settecentesche per i 3 portali di ingresso.

28/07/2023

Catania capoluogo di provincia della regione Sicilia. Parrocchia Nostra Signora di Lourdes. La chiesa, dall'impianto centralizzato, è costituita da un prisma a base ottagonale sovrastato da volta a falde inclinate. Lo spazio centrico, raccordato ad un vestibolo e ad un'abside di forma parallelepipeda, presenta oggi una dilatazione perimetrale di tutto il costruito, abside esclusa. La fabbrica, seguendo l'orografia, presenta in facciata un podio gradonato, a conclusione del quale si situa il vestibolo d'ingresso con la grande porta a battenti bronzei, che immette allo spazio sacro. In facciata, al di sopra del vestibolo, si apre una grande finestra ottagonale, mentre su ciascuno dei fianchi se ne aprono tre esagonali di più ridotta dimensione, tutte con vetrate policrome, al pari dell'alto lanternino a sezione quadra. Lo schema planimetrico ad unica aula ottagonale, raccordata al presbitero e all'abside trapezoidale; circoscrive l'aula su cinque lati un più basso e recente corpo di fabbrica, che include il preesistente vestibolo. Sacrestia e ambienti parrocchiali si attestano tutt'intorno alla zona absidale. Le coperture a falde multiple in cemento coibentato su tutto il costruito architettonico, piana e a due falde con rivestimento in coppi sugli ambienti recentemente edificati. Nell'aula la pavimentazione è in cotto, geometricamente suddivisa e lateralmente circoscritta da lastre di pietra lavica sia bocciardata che lucida e da mattonelle in graniglia di marmo; in lastre di pietra lavica, mattonelle di ceramica e cotto nell'area presbiteriale; solo mattonelle in ceramica negli uffici, negli ambienti parrocchiali e in sacrestia.

28/07/2023

Catania, capoluogo di provincia della regione Sicilia. LA FONTANA DELL'ELEFANTE è un’opera monumentale realizzata tra il 1735 e il 1737 dall'architetto Giovanni Battista Vaccarini. È collocata al centro in Piazza del Duomo della città. Il suo elemento principale è una statua di basalto nero che raffigura un elefante, chiamato comunemente u Liotru e considerato l'emblema della città siciliana. La fontana dell'Elefante è stata realizzata da Vaccarini nell'ambito della ricostruzione della città etnea dopo il terremoto dell'11 gennaio 1693. In modo acritico è stato affermato che l'architetto palermitano si ispirò all'Obelisco della Minerva di Gian Lorenzo Bernini. In realtà l'iconografia dell'elefante sormontato da un obelisco con palla sulla sommità è documentata nell'Hypnerotomachia Poliphili (Venezia, 1499) attribuita a Francesco Colonna. Il basamento è formato da un piedistallo di marmo bianco situato al centro di una vasca, anch'essa in marmo, in cui cadono dei getti d'acqua che fuoriescono dal basamento. Sul basamento due sculture riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l'Amenano. Al di sopra si trova la statua dell'elefante, rivolto con la proboscide verso la cattedrale di Sant'Agata. Questa statua di epoca incerta era originariamente ricavata da un unico blocco di pietra lavica, ma a seguito del sisma del 1693 si frantumarono le zampe posteriori, restaurate dallo stesso Vaccarini in vista della sua collocazione nella piazza. Durante il restauro l'architetto aggiunse i bianchi occhi e le zanne in pietra calcarea. Ai lati dell'elefante cade una gualdrappa marmorea sulla quale sono incisi gli stemmi di sant'Agata, patrona di Catania. Sulla schiena dell'animale si trova un obelisco egittizzante, alto 3,66 metri, in granito, ipoteticamente di Syene; non ha geroglifici, ma è decorato da figure di stile egizio che non costituiscono una scrittura geroglifica di senso compiuto. Di cronologia incerta, forse era una delle due mete dell'antico circo romano di Catania, l'altro, più frammentario, si trova invece nel cortile del Castello Ursino. Sulla parte sommitale dell'obelisco sono stati montati un globo, circondato da una corona di una foglia di palma (rappresentante il martirio) e di un ramo di gigli (rappresentante la purezza), più sopra una tavoletta metallica su cui vi è l'iscrizione dedicata a sant'Agata con l'acronimo "MSSHDPL" («Mente sana e sincera, per l'onore di Dio e per la liberazione della sua patria»), e infine una croce.

Indirizzo

Via Castello Ursino
Catania
95100

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