Le fotografie che hanno fatto la storia

Le fotografie che hanno fatto la storia Un viaggio nel passato attraverso la fotografia. Diffidate dalle volgari imitazioni Tutto il resto è cattiva imitazione

La prima, vera e unica pagina dove vengono raccontati i retroscena delle fotografie più famose della storia.

Palermo 25 maggio 1992, folla ai funerali di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schif...
25/05/2026

Palermo 25 maggio 1992, folla ai funerali di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Fotografia di Tony Gentile.

E' il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo. Il magis...
23/05/2026

E' il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo. Il magistrato antimafia Giovanni Falcone sta rientrando a casa insieme alla moglie, Francesca Morvillo, e ai suoi agenti di scorta.
Il gruppo è composto da una Croma marrone con Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo poi la Croma bianca guidata da Falcone, e in coda una Croma azzurra con Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.
Mentre le tre macchine procedono spedite in direzione Palermo, Giovanni Brusca, in osservazione sulle colline, aziona il telecomando che provoca immediatamente l'esplosione di 400 kg di tritolo sistemati sotto l'autostrada.
La prima auto, la Croma marrone, viene investita in pieno dall'esplosione e sbalzata dal manto stradale, uccidendo sul colpo gli agenti Montinaro, Schifani e Dicillo; la seconda auto, la Croma bianca guidata dal giudice, avendo rallentato, si schianta invece contro il muro di cemento, proiettando violentemente Falcone e la moglie, che non indossano le cinture di sicurezza, contro il parabrezza; rimangono feriti gli agenti della terza auto, la Croma azzurra, che infine resiste.
Si salvano miracolosamente anche un'altra ventina di persone che al momento dell'attentato si trovano a transitare con le proprie autovetture sul luogo dell'eccidio.
La detonazione ha provocato un'esplosione gigantesca e una voragine enorme sulla strada. In un clima irreale e di iniziale disorientamento, altri automobilisti e abitanti dalle villette vicine iniziano a prestare i primi soccorsi tra le macerie della strada sventrata e una f***a coltre di polvere.

Venti minuti dopo circa, Giovanni Falcone viene trasportato sotto stretta scorta di un corteo di vetture e di un elicottero dell'Arma dei Carabinieri presso l'ospedale Civico di Palermo. Ai Vigili del Fuoco rimane il triste compito di estrarre i cadaveri irriconoscibili di Schifani, Montinaro e Di Cillo.

Intanto i media cominciano a diffondere la notizia di un attentato a Palermo. L'Italia intera, sgomenta, trattiene il fiato per la sorte delle vittime con tensione sempre più viva e contrastante, sinché alle 19:05, a un'ora e sette minuti dall'attentato, Giovanni Falcone muore dopo alcuni disperati tentativi di rianimazione, a causa della gravità del trauma cranico e delle lesioni interne. Francesca Morvillo morirà anch'essa, intorno alle 22.

Il 22 maggio 1873 si spegneva Alessandro Manzoni, uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, autore dell’int...
22/05/2026

Il 22 maggio 1873 si spegneva Alessandro Manzoni, uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, autore dell’intramontabile “I Promessi Sposi”, padre del romanzo moderno e unificatore della lingua italiana.
Nella sua lunghissima vita (morì a 88 anni e solo per una caduta che gli provocò un trauma cranico e conseguente meningite) attraversò l’età napoleonica, la Restaurazione e il Risorgimento, ragion per cui possiamo godere di alcune fotografie del grande autore, anche se in età ormai avanzata. Qui ritratto Manzoni aveva ormai 85 anni e il suo aspetto ricalca perfettamente la descrizione che ne fece il figliastro Stefano Stampa: «Manzoni era di statura media sì, ma media piuttosto alta. Posseggo la misura della sua persona ed era pari a metri 1, cent. 72, m. 3… Egli era di corporatura snella, ma null'affatto esile; piuttosto largo di spalle e ben conformato di torso… Con belle braccia e belle gambe, sarebbe parso un uomo tutto ben fatto, se non avesse avuto, non il collo corto, ma le spalle un po' alte verso il capo, ciò che gli dava l'aria un pochino rannicchiata […] La sua testa era tutt'altro che piccola […] Ave[va] da giovane i capelli castagni […] Gli occhi del Manzoni però non erano piccoli, ma di grandezza ordinaria, di colore cilestre tendente al verdognolo. La fronte alta e che indicava l'intelligenza. La bocca non era ampia, ma di grandezza media, e con labbra affilate, su cui ordinariamente appariva quel sorriso ben definito dal Cantù, di chi scherza e non schernisce»

ACCADDE OGGI: 21 maggio 1972. Un f***e rovina a martellate la Pietà di MichelangeloIl 21 maggio 1972, un geologo austral...
21/05/2026

ACCADDE OGGI: 21 maggio 1972. Un f***e rovina a martellate la Pietà di Michelangelo
Il 21 maggio 1972, un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni, László Tóth entrò nella Basilica di San Pietro e verso le ore 11:30, scavalcò d'un tratto la balaustra che separava la folla di visitatori dalla Pietà di Michelangelo. Con una mazzuola pesante circa 5 chili colpì dapprima il capo della Madonna e poi, più volte, il volto e le braccia, lasciando però integra la figura del Cristo. Nel far questo, gridò, in lingua italiana: «Cristo è risorto! Io sono il Cristo!». Venne poi fermato da un vigile che, con l'ausilio di altri sorveglianti, lo portò via, sottraendolo all'iraconda folla che intendeva percuoterlo. Interrogato in seguito, benché durante il vandalismo avesse dato prova di parlare l'italiano, dimostrò di non capire le domande che gli venivano rivolte, affermando di saper parlare solo l'inglese. Secondo altre fonti, invece, ripeté frasi sconnesse per tutti gli interrogatori, con la convinzione d'essere il Cristo: giunse anche a dire «Che ci sta a fare questa statua qui? Cristo sono io e sono vivo, sono il Cristo reincarnato, distruggete tutti i suoi simulacri». Nonostante l'atto, non fu incriminato, ma fu internato in manicomio per due anni (altre fonti dicono un anno, e altre ancora non parlano di un periodo in manicomio). Successivamente venne rimpatriato in Australia.
La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre. Il restauro venne avviato quasi subito, dopo una fase di studio, e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fortunatamente fu possibile reintegrare l'opera fedelmente. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

20 maggio 1910.A Londra, in occasione dei funerali di re Edoardo VII del Regno Unito, si radunarono nove sovrani europei...
20/05/2026

20 maggio 1910.
A Londra, in occasione dei funerali di re Edoardo VII del Regno Unito, si radunarono nove sovrani europei per una foto storica. Questa immagine catturò la presenza di re e imperatori che rappresentavano gran parte dell'Europa all'epoca. In appena 4 anni, sarebbe scoppiata la Prima Guerra Mondiale.
In piedi da sinistra: Re Haakon VII di Norvegia, Zar Ferdinando dei Bulgari, Re Manuele II di Portogallo e Algarve, Kaiser Guglielmo II di Germania e Prussia, Re giorgio I di Grecia e Re Alberto I dei Belgi.
Seduti da sinistra: Re Alfonso XIII di Spagna, Re Giorgio V del Regno Unito, e Re Federico VIII di Danimarca.

Il 19 maggio 1962 presso il Madison Square Garden di New York si svolse una serata memorabile. Il 45esimo compleanno del...
19/05/2026

Il 19 maggio 1962 presso il Madison Square Garden di New York si svolse una serata memorabile. Il 45esimo compleanno del presidente degli Stati Uniti andava festeggiato in grande, soprattutto se poteva essere trasformato in una grande raccolta fondi.
Sembrava che tutta l'America che contava fosse lì, fatta eccezione per Jackie Kennedy, che, saputo dell’esibizione in programma di Marilyn Monroe, scelse di rimanere con i figli.
Molte star si esibirono quella sera, ma quando apparve Marilyn, bellissima e sensuale, la scena fu immediatamente sua e i suoi auguri al Mr. President divennero subito storia.
In quell’occasione qualcuno riuscì ad immortalare Marilyn insieme a John e Bob, l’unica foto conosciuta dove la possiamo vedere insieme ai Kennedy e passano spesso inosservate le foto realizzate con la Divina Maria Callas.
All’epoca Callas era già sentimentalmente legata all’armatore greco Aristotele Onassis, futuro marito di Jackie Kennedy e la fotografia, a distanza di anni, ci svela questo insolito legame che univa queste due dive.

L’autore della fotografia considerata uno dei simboli delle proteste e delle violenze degli anni Settanta, i cosiddetti ...
14/05/2026

L’autore della fotografia considerata uno dei simboli delle proteste e delle violenze degli anni Settanta, i cosiddetti “anni di piombo” si chiamava Paolo Pedrizzetti
La fotografia, scattata durante i disordini di Milano il 14 maggio 1977, ritrae un manifestante in Via De Amicis, con il volto coperto e una pi***la in mano, pronto a sparare ad altezza d’uomo.
Quel giorno, il 14 maggio, durante gli scontri morì l’agente di polizia Antonio Custra.
Grazie alle foto di Pedrizzetti fu possibile risalire agli assassini.

Il 13 maggio 1981, Papa Giovanni Paolo II è in piazza San Pietro per il tradizionale giro tra i fedeli prima dell'udienz...
13/05/2026

Il 13 maggio 1981, Papa Giovanni Paolo II è in piazza San Pietro per il tradizionale giro tra i fedeli prima dell'udienza generale.
Sono le 17.17 quando qualcuno esplode dei colpi di pi***la indirizzati a lui. Il papa viene colpito e si accascia sulla papamobile.
In un lampo, le immagini fanno il giro del mondo.
Il Pontefice appare gravissimo e viene trasportato in ospedale in fin di vita, ma incredibilmente sopravvive dopo un'operazione di oltre cinque ore. Intanto di identifica l'uomo che ha sparato: è Ali Agca, un killer turco.
L'attentatore cambierà ripetutamente versione (dirà di aver addirittura ricevuto aiuti dall'interno del Vaticano stesso per effettuare l'omicidio) rendendo impossibile una chiara visione degli eventi che, a distanza di quarant'anni, rimangono oscuri.
Segrete anche le parole che il Papa scambierà con Ali due anni dopo, durante una visita in carcere.
Il proiettile che ha perforato il torace a Giovanni Paolo II e che avrebbe potuto ucciderlo è ora incastonato nella corona della statua della Madonna di Fatima, celebrata, secondo la tradizione, proprio il 13 maggio.
Sono molte le foto di quel giorno, scattate dai molti turisti e fedeli, ma questa è probabilmente una delle più famose. Si tratta di uno scatto proveniente dall’archivio storico Felici e venne scattata da Giuseppe Felici.
A metà fotografia, a sinistra, possiamo vedere la mano dell'attentatore, mentre impugna la pi***la.

Kenya, 2018. La fine di una specie.Joseph Wachira conforta Sudan, rinoceronte bianco settentrionale, pochi minuti prima ...
12/05/2026

Kenya, 2018. La fine di una specie.
Joseph Wachira conforta Sudan, rinoceronte bianco settentrionale, pochi minuti prima della sua morte, in una straziante fotografia di Ami Vitale.
Con la scomparsa di Sudan questi maestosi animali sono destinati a vivere solo in fotografia, poiché il rinoceronte era l’ultimo esemplare maschio della sua specie.
Attualmente rimangono solo due femmine, ormai anziane, sorvegliate 24/7 per impedire ai bracconieri di ucciderle.

Scattata nel 1948, la fotografia ritrae Steve Strack inginocchiato mentre implora il perdono della moglie Anna Strack fu...
11/05/2026

Scattata nel 1948, la fotografia ritrae Steve Strack inginocchiato mentre implora il perdono della moglie Anna Strack fuori da un tribunale per divorzi a Chicago. La scena cattura un momento drammatico nel loro processo di separazione, dovuto principalmente all'alcolismo abituale di Steve.
Nonostante le suppliche, la coppia divorziò.

ACCADDE OGGI: 9 maggio 1978. Viene ritrovato il ca****re di Aldo MoroDopo una prigionia di 55 giorni nel covo di Montalc...
09/05/2026

ACCADDE OGGI: 9 maggio 1978. Viene ritrovato il ca****re di Aldo Moro
Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di Montalcini le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro di Aldo Moro uccidendolo. Secondo quanto affermato dai brigatisti più di un decennio dopo l'omicidio, Moro fu fatto alzare alle 6:00 con la scusa di essere trasferito in un altro covo. Franco Bonisoli ha invece raccontato che a Moro venne riferito di esser stato graziato (e quindi liberato), una bugia definita dallo stesso brigatista «pietosa», detta per «non farlo soffrire inutilmente»: venne infilato in una cesta di vimini e portato nel garage del covo di via Montalcini. Fu fatto entrare nel portabagagli di una Renault 4 rossa - rubata il 2 marzo 1978 nel quartiere Prati, due settimane prima dell'eccidio di via Fani - e gli dissero di coricarsi e coprirsi con una coperta. Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dieci cartucce uccidendolo. Il corpo di Aldo Moro fu ritrovato nella stessa auto il 9 maggio a Roma in via Caetani, emblematicamente vicina sia a piazza del Gesù (dov'era la sede nazionale della Democrazia Cristiana), sia a via delle Botteghe Oscure (dove era la sede nazionale del Partito Comunista Italiano) Aveva 61 anni.
Papa Paolo VI il successivo 13 maggio officiò una solenne commemorazione funebre pubblica a cui parteciparono le personalità politiche italiane e che venne trasmessa in televisione. Questa cerimonia funebre venne celebrata senza il corpo dello statista per esplicito volere della famiglia, che non vi partecipò, ritenendo che lo stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la vita di Moro, rifiutando il funerale di stato e scegliendo di svolgere le esequie dello statista in forma privata.

Indirizzo

Castellammare Del Golfo

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