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“Molte piccole persone, in piccoli posti, facendo piccole cose, possono cambiare il mondo.” Eduardo GaleanoIl tema del p...
09/06/2026

“Molte piccole persone, in piccoli posti, facendo piccole cose, possono cambiare il mondo.” Eduardo Galeano

Il tema del progetto di ricerca del triennio di quest’anno al era l’anestesia.

L’anestesia nasce in medicina per non farci soffrire. Letta in chiave sociale, rappresenta il nostro tentativo disperato di evitare il disagio, il fallimento o il dolore. E così scrolliamo il nostro tempo, letteralmente, ci intratteniamo costantemente, diamo spazio al consumismo e ci buttiamo dentro anche il nostro pensiero, intasato di informazioni.
Ci sentiamo anestetizzati dal nostro tempo, in cui tutto è estremamente frammento e al contempo interconnesso. Un’epoca che ci vuole divisi, isolati e intorpiditi.

Per questo devo ringraziare ancora una volta questo luogo , i colleghi, compresi quelli ercolanesi di , i ragazzi e ragazze di quest’anno, chi in tutti questi luoghi ci ha accolto e chi adottato, perché si rivelano antidoti validi a questa anestesia di massa.

Abbiamo creato. Insieme in una classe, tra i quartieri di Milano e tra le vie di Ercolano, abbiamo condiviso il mare, le cene improvvisate, le playlist, i pianti di gioia, le serate con un giro in copp u Vesuvio a mezzanotte. Avete condiviso con me i vostri sogni e le vostre paure, e io ho scambiato i miei. Di tutto questo vi sono immensamente grata.

Continuiamo a lavorare come piccole api in questo mondo 💛

Mi sono sempre chiesta cosa volesse dire vivere la Resistenza al mare.Sono nata in Brianza, dove le battaglie furono fer...
29/04/2026

Mi sono sempre chiesta cosa volesse dire vivere la Resistenza al mare.
Sono nata in Brianza, dove le battaglie furono feroci e il sangue si mescolò alla terra delle colline. Sono nata dove la brigata Puecher trovò rifugio tra i boschi, in una geografia fatta di nascondigli e sguardi verticali. Sono nata dove la mia bisnonna, che sognava di fare la maestra di matematica, nascose due ragazzi nel fienile, mentre mia nonna, piccola e minuta, portava loro un pezzo di pane e un po’ di polenta per restare vivi.
Sono nata dove mio nonno materno, per un soffio, non finì sul carro di chi andava a morire. Sono nata con l’attesa di mio nonno paterno, prigioniero in India, che da lontano scrisse queste parole: «Siate calmi e sereni sempre, specialmente in questi giorni di travaglio per la Patria nostra in cui ognuno la sua parte, il suo dovere». Lui tornò solo nel 1946, come a dimostrare che la libertà non ha per tutti lo stesso orologio.
Quest’anno il 25 aprile mi ha trovata al mare, vicino a Venezia. Ho conosciuto la storia della brigata Piave e ho capito che non è diversa dalle nostre: stessi ponti saltati, stessi assalti, stessi segreti.
Ma qui, al mare, la Resistenza dovette fare i conti con l’orizzonte n**o, con la nebbia che ti avvolge ma non ti nasconde. Qui la libertà è un fatto orizzontale, esposto, limpido.
Ho capito che il 25 aprile durò tanti giorni: i giorni necessari a imparare a guardare l’orizzonte senza averne paura.

La storia di Pedemontana ha sempre avuto a che fare con i confini.È una storia carsica, ogni tot anni riaffiora in super...
11/03/2026

La storia di Pedemontana ha sempre avuto a che fare con i confini.
È una storia carsica, ogni tot anni riaffiora in superficie, e ora sta arrivando al suo compimento […]

“L’autostrada non rispetta i confini comunali come non lo fece la diossina” mi dicono dal Bosco delle Querce.

La rielaborazione collettiva del disastro non ha età, cerca il ricambio tra generazioni e porta con sé paure ataviche.

1- il grande Pioppo, l’unico superstite vegetale del disastro di Seveso del 1976. Rielaborazione digitale su fotografia d’archivio ottenuta grazie al progetto “Ponte della memoria”.

2- Virginia, cittadina di Seveso, abbraccia il grande Pioppo 2022.

3- “verranno riportate a Seveso le tute bianche. I bambini li chiamavano astronauti” frammento video dal breve documentario “Quando la storia non insegna” tratto dal libro “Seveso Memorie da sotto il bosco” di Massimiliano Fratter.

4- via dei Vignee nel 2022. Oggi qui sono tornate le tute bianche.

5- la bonifica con le tute bianche. foto d’archivio consumata, 2022.

6- vasca di Meda, qui, dopo il disastro sono stati interrati tutti i muri, gli oggetti, gli animali, i ricordi degli abitanti della zona A. Foto d’archivio consumata, 2022.

7- bambini giocano sulla collina nata sopra alla vasca di Meda, 2023.

Il 67% del territorio italiano è “Italia di mezzo”: non è area metropolitana, né area interna. È l’Italia di provincia, ...
24/01/2026

Il 67% del territorio italiano è “Italia di mezzo”: non è area metropolitana, né area interna. È l’Italia di provincia, dove abita il 62% della popolazione.

Su invito del .dastu.polimi ho lavorato alla campagna fotografica sul territorio della Bassa bergamasca.

Da questa collaborazione nasce “Ora qui è terra soda”, il mio saggio fotografico, che entra a far parte della collana Ritratti dell’Italia di mezzo edita da

Nelle prime 2 fotografie:
- Un cavallo nel parco fotovoltaico Agroenergia 2.5, Isso (BG)
- Cascina Ravaiola, Arzago d’Adda (BG)

Potete trovare una selezione di questo lavoro e degli altri 12 territori nella mostra collettiva al Campus Leonardo, insieme ai fotografi Enrico Bedolo, Tomaso Clavarino, Cédric Dasasson, Giovanni Hänninen, Peppe Maisto, Paolo Mazzo, Michele Nastasi, Gioia Onorati, Andrea Pertoldeo, Filippo Romano e Andrea Simi.

📍 Dove: Spazio CRAFT, via Ampère 20 (Milano) Fino al 13 febbraio

Aggiornamenti nei prossimi post

Indirizzo

Cassago Brianza
23893

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