Fausta Riva Foto

Fausta Riva Foto fotografia e vita
pece e colori

Mi sono sempre chiesta cosa volesse dire vivere la Resistenza al mare.Sono nata in Brianza, dove le battaglie furono fer...
29/04/2026

Mi sono sempre chiesta cosa volesse dire vivere la Resistenza al mare.
Sono nata in Brianza, dove le battaglie furono feroci e il sangue si mescolò alla terra delle colline. Sono nata dove la brigata Puecher trovò rifugio tra i boschi, in una geografia fatta di nascondigli e sguardi verticali. Sono nata dove la mia bisnonna, che sognava di fare la maestra di matematica, nascose due ragazzi nel fienile, mentre mia nonna, piccola e minuta, portava loro un pezzo di pane e un po’ di polenta per restare vivi.
Sono nata dove mio nonno materno, per un soffio, non finì sul carro di chi andava a morire. Sono nata con l’attesa di mio nonno paterno, prigioniero in India, che da lontano scrisse queste parole: «Siate calmi e sereni sempre, specialmente in questi giorni di travaglio per la Patria nostra in cui ognuno la sua parte, il suo dovere». Lui tornò solo nel 1946, come a dimostrare che la libertà non ha per tutti lo stesso orologio.
Quest’anno il 25 aprile mi ha trovata al mare, vicino a Venezia. Ho conosciuto la storia della brigata Piave e ho capito che non è diversa dalle nostre: stessi ponti saltati, stessi assalti, stessi segreti.
Ma qui, al mare, la Resistenza dovette fare i conti con l’orizzonte n**o, con la nebbia che ti avvolge ma non ti nasconde. Qui la libertà è un fatto orizzontale, esposto, limpido.
Ho capito che il 25 aprile durò tanti giorni: i giorni necessari a imparare a guardare l’orizzonte senza averne paura.

La storia di Pedemontana ha sempre avuto a che fare con i confini.È una storia carsica, ogni tot anni riaffiora in super...
11/03/2026

La storia di Pedemontana ha sempre avuto a che fare con i confini.
È una storia carsica, ogni tot anni riaffiora in superficie, e ora sta arrivando al suo compimento […]

“L’autostrada non rispetta i confini comunali come non lo fece la diossina” mi dicono dal Bosco delle Querce.

La rielaborazione collettiva del disastro non ha età, cerca il ricambio tra generazioni e porta con sé paure ataviche.

1- il grande Pioppo, l’unico superstite vegetale del disastro di Seveso del 1976. Rielaborazione digitale su fotografia d’archivio ottenuta grazie al progetto “Ponte della memoria”.

2- Virginia, cittadina di Seveso, abbraccia il grande Pioppo 2022.

3- “verranno riportate a Seveso le tute bianche. I bambini li chiamavano astronauti” frammento video dal breve documentario “Quando la storia non insegna” tratto dal libro “Seveso Memorie da sotto il bosco” di Massimiliano Fratter.

4- via dei Vignee nel 2022. Oggi qui sono tornate le tute bianche.

5- la bonifica con le tute bianche. foto d’archivio consumata, 2022.

6- vasca di Meda, qui, dopo il disastro sono stati interrati tutti i muri, gli oggetti, gli animali, i ricordi degli abitanti della zona A. Foto d’archivio consumata, 2022.

7- bambini giocano sulla collina nata sopra alla vasca di Meda, 2023.

Il 67% del territorio italiano è “Italia di mezzo”: non è area metropolitana, né area interna. È l’Italia di provincia, ...
24/01/2026

Il 67% del territorio italiano è “Italia di mezzo”: non è area metropolitana, né area interna. È l’Italia di provincia, dove abita il 62% della popolazione.

Su invito del .dastu.polimi ho lavorato alla campagna fotografica sul territorio della Bassa bergamasca.

Da questa collaborazione nasce “Ora qui è terra soda”, il mio saggio fotografico, che entra a far parte della collana Ritratti dell’Italia di mezzo edita da

Nelle prime 2 fotografie:
- Un cavallo nel parco fotovoltaico Agroenergia 2.5, Isso (BG)
- Cascina Ravaiola, Arzago d’Adda (BG)

Potete trovare una selezione di questo lavoro e degli altri 12 territori nella mostra collettiva al Campus Leonardo, insieme ai fotografi Enrico Bedolo, Tomaso Clavarino, Cédric Dasasson, Giovanni Hänninen, Peppe Maisto, Paolo Mazzo, Michele Nastasi, Gioia Onorati, Andrea Pertoldeo, Filippo Romano e Andrea Simi.

📍 Dove: Spazio CRAFT, via Ampère 20 (Milano) Fino al 13 febbraio

Aggiornamenti nei prossimi post

Appunti da Ercolano 2025 Primi di aprile Delle idee che sopravvivono al tempoSulla pelle di una città vesuvianaHanno il ...
13/04/2025

Appunti da Ercolano
2025 Primi di aprile

Delle idee che sopravvivono al tempo

Sulla pelle di una città vesuviana

Hanno il Vesuvio nell’anima!

Fotografare è un dialogo.

Raccontare significa bilanciare
Senza negare la complessità della realtà
[…]

Firenze Pre e post Rinascimento
12/02/2025

Firenze
Pre e post Rinascimento

Fin da piccola mi sono sempre chiesta perché ai funerali non si facesse una grande festa. Perché non si celebrasse la vi...
18/01/2025

Fin da piccola mi sono sempre chiesta perché ai funerali non si facesse una
grande festa. Perché non si celebrasse la vita di una persona piuttosto che la sua morte.

Fausta hai voglia di seguire Giampietro durante le prove pratiche agli esami?
Così ho iniziato a collaborare con te nel 2019. Di quei giorni ho due ricordi vivi e sono la fiducia incondizionata che mi hai dimostrato dal primo momento e le pause a chiacchierare di montagne.

Controllo sul calendario, cerco una data in particolare. È il 15 gennaio 2024.

Esattamente un anno fa ero invitata nella tua classe. Avevi insistito tanto perché parlassi agli studenti del secondo anno e raccontassi loro il mio percorso dopo la laurea in geografia e la specializzazione in fotografia al Bauer.

Avevo preparato gli appunti, con tante postille per non tralasciare niente, il pc davanti, le foto da mostrare. Mi è bastato guardarti per riuscire a sentirmi a mio agio. In quella giornata sono riuscita a parlare a braccio, fermandomi, riflettendo, chiedendo. Proprio come fai tu.
Posso dire “come fai tu?” Perché per me, e non solo per me, continuerai a esistere in ogni lezione di fotografia di paesaggio, negli sguardi dei tuoi colleghi e dei tuoi amati studenti.

Hai sempre capito le necessità dei giovani, quella di essere ascoltati, di ricevere continui influssi da altri giovani, non mettevi mai il tuo lavoro in prima pagina, mettevi sempre loro per primi.

15 gennaio 2025
Oggi non abbiamo dato spazio alla morte. Oggi abbiamo celebrato la vita.

Ciao Giampi, grazie♥️

1- fotografia di Giampietro Agostini
2- noi che ti abbracciamo al
3,4- la tua home page

Venezia la mattina, quando un gatto decide di attraversare il Rio dei Marcanti per raggiungere il giardino nascosto all’...
14/11/2024

Venezia la mattina, quando un gatto decide di attraversare il Rio dei Marcanti per raggiungere il giardino nascosto all’interno della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, entrando dalla porta di ingresso e facendosi notare da tutti. 
Di lì a poco scopro che il gatto è di una signora veneziana che vive lì vicino e che ogni giorno percorre quel tragitto perché il giardino è diventato la sua area di caccia e gioco. Ed è proprio quel gatto a ricordarmi quanto vivere una città entrando nelle sue abitudini quotidiane sia vitale per provare a comprenderla, per viverla e quindi innamorarsi. Ci si innamora dei luoghi come ci si innamora delle persone, di questo ormai ne sono certa, e ogni volta è una scoperta, un segreto da condividere.

Venezia, Novembre 2024

L’innocenza degli oggetti / 2024
26/10/2024

L’innocenza degli oggetti / 2024

“Oggi non siamo persone normali, da oggi siamo fotografi!” con queste parole Gianfranco, 10 anni, ha dato il via ai labo...
05/07/2024

“Oggi non siamo persone normali, da oggi siamo fotografi!” con queste parole Gianfranco, 10 anni, ha dato il via ai laboratori di fotografia che, insieme ai numerosi eventi culturali proposti, stanno trasformato il Bosco delle Querce di Seveso in un palcoscenico di narrazione e memoria.

Non un semplice bosco, ma un luogo segnato dalla Storia: il disastro chimico dell’ICMESA del 10 luglio 1976. Eppure, proprio da lì è nata una storia di rinascita. Nel 1984 l’area è stata bonificata e trasformata in un parco naturale di quasi 50 ettari, un monumento alla memoria collettiva e un polmone verde di oltre 50.000 alberi, simbolo tenace di nuove radici.

Avvicinarsi a questo territorio è stata un’esperienza intensa e ricca di sorprese. Il Bosco delle Querce è vivo e vuole continuare a esserlo. Durante questo anno di laboratori abbiamo studiato come la fotografia possa essere uno strumento potente, un antidoto all’indifferenza che ci circonda, quanto possa al contempo raccontare, far divertire e creare ponti tra passato, presente e futuro.

Tutto questo è stato possibile solo grazie alla collaborazione di un gran numero di persone, che ringrazio tanto.
Stefano compagno di avventura
Beatrice che ha creduto fin dall’inizio nel progetto
Cristina Minà, irrefrenabile energia
L’amministrazione comunale, che ha sostenuto l’iniziativa
Il che mi ha accolta

“Oggi non siamo persone normali, da oggi siamo fotografi!” con queste parole Gianfranco ha dato il via ai laboratori di ...
05/07/2024

“Oggi non siamo persone normali, da oggi siamo fotografi!” con queste parole Gianfranco ha dato il via ai laboratori di fotografia che, insieme ai numerosi eventi culturali proposti, stanno trasformato il Bosco delle Querce di Seveso in un palcoscenico di narrazione e memoria.

Non un semplice bosco, ma un luogo segnato dalla Storia: il disastro chimico dell’ICMESA del 10 luglio 1976. Eppure, proprio da lì è nata una storia di rinascita. Nel 1984 l’area è stata bonificata e trasformata in un parco naturale di quasi 50 ettari, un monumento alla memoria collettiva e un polmone verde di oltre 50.000 alberi, simbolo tenace di nuove radici.

Avvicinarsi a questo territorio è stata un’esperienza intensa e ricca di sorprese. Il Bosco delle Querce è vivo e vuole continuare a esserlo. Durante questo anno di laboratori abbiamo studiato come la fotografia possa essere uno strumento potente ma anche un antidoto all’indifferenza che ci circonda, quanto possa al contempo raccontare e fare da ponte tra passato, presente e futuro.

Tutto questo è stato possibile solo grazie alla collaborazione di un gran numero di persone, che ringrazio tanto.
Stefano compagno di avventura
Beatrice che ha creduto fin dall’inizio nel progetto
Cristina Minà, irrefrenabile energia
L’amministrazione comunale, che ha sostenuto l’iniziativa
Il che mi ha accolta

Indirizzo

Cassago Brianza
23893

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