Giulio Obici, Franco Solina, Arturo Crescini, Piero Vistali, Giuseppe Palazzi, Eros Fiammetti, Vincenzo Cottinelli, Gino Ferri, Fabio Maione, Michele Mottinelli, Michele Gusmeri, Marco Febbrari, Donata Bini, Claudio Rizzini, Licia Maione, Carla Cinelli, Domenico Parigi, Fabio Cattabiani, Grazia Ippolito, Luca Chistè, Andrea Mirenda, Renato Mazzoncini, Benedetto Macca, Rosetta Zampedrini, Tiziana
Arici, Giovanna Pedroni, Marcellina Andreoli e Walter Almici. La comune passione per la forza narrativa del bianco e nero e per la sua capacità di espressione poetica (senza preclusioni verso il colore, quando non evasivo o meramente decorativo) ha cementato, negli anni ’60, un piccolo sodalizio di fotografi: il Gruppo Tre Archi, che vide una feconda stagione di produzione: mostre collettive e rassegne nazionali (fra le quali due volte il Premio Brescia). Autori come Vistali, Palazzi, Fiammetti, Crescini, Cottinelli, per citare i più assidui, perseguivano una fotografia colta, più impegnata, più in sintonia con i tempi, lontana da “l’ideologia dei circoli sempre più evidentemente condizionati - come direbbe Italo Zannier- dalla competitività fotoamatoriale dopolavoristica e lontani ormai dall’impegno culturale”. I propositi di allora continuano e si rinnovano con il biancoenero, associazione per la fotografia, nato sulla scia del Tre Archi e dei suoi fondatori (dal 2001 in forma associativa con atto notarile), che riprende la consuetudine degli incontri di discussione e confronto, allargandosi a nuovi amici che ne condividono ragioni e metodi. Ciascuno ha nel frattempo seguito i propri percorsi creativi ed espositivi, ma sempre guidato dalla consapevolezza che il fotografo deve essere testimone sincero, non compiaciuto, con uno sguardo attento alla realtà. I soci hanno pubblicato complessivamente sedici libri fotografici in bianco e nero e realizzato decine di mostre personali in Italia e all’estero. Alcuni di loro pubblicano abitualmente su quotidiani e settimanali nazionali e stranieri. Mostre Collettive del gruppo: si tengono tutte in Brescia, e testimoniano la libertà di espressione dei componenti, a partire da quelle di maggio e dicembre 1997 e dalla più completa del febbraio 2002. Nella collettiva Brescia, un mondo, del maggio 2003, si presentava (anche con un piccolo catalogo) un lavoro di ricerca sulla realtà bresciana, sulla complessità e specificità dei problemi urbani e sociali, sulla diversità di classe e di cultura. Da ricordare: Storie, Memorie, Visioni del febbraio 2004; quella del giugno 2007 nella Galleria UCAI con lavori diversi di nove soci; del 2008, intitolata Quel colpo di luce, tenuta nel Museo Diocesano; dell’ottobre 2009, L’immaginario del reale nello spazio espositivo dell’Auditorium di Santa Giulia, Museo della Città, con 13 espositori; del giugno 2011 Punto di Vista nel padiglione Spazioenergia di Ambiente Parco. Filippo e Giacomo a Brescia. Nel novembre 2002, la retrospettiva di Giuseppe Palazzi (1895-1994) con immagini di rara bellezza e intensità, un pezzo di storia della fotografia italiana, una sorprendente figura di artista di statura internazionale, di cui si è dato conto in un prestigioso volume illustrato. Nel febbraio 2003 l’antologica del premio Memorial Giacomelli in collaborazione con il Circolo fotografico Sannita e l’Agenzia Grazia Neri, una rassegna di reportages su temi sociali ad opera di autori italiani ed europei (Anelli, Berg, Cottinelli, Delbrouck, Mueller, Rizzi, Sluban, Sykes, Turine) con catalogo. Nel dicembre 2005 la retrospettiva del neorealista bresciano Piero Vistali (1922-2001) con un bel catalogo riprende l’analisi del passato, un altro capitolo di storia della fotografia bresciana e nazionale. Nel 2017 onoriamo uno dei “padri fondatori”, Arturo Crescini (1931-2013), con una sua retrospettiva al Salone Vanvitelliano e un catalogo delle sue fotografie. In collaborazione con la galleria La Stanza delle Biciclette: nel maggio 2006 Il Profilo delle Nuvole di Luigi Ghirri, 40 stampe della Collezione Riello; nel dicembre 2006, d’intesa coi Rencontres d’Arles, Di Guerra in Guerra, 80 immagini della libanese Randa Mirza, Premio Rencontres d’Arles 2006 con catalogo; nell’ottobre 2007 per le celebrazioni del 60° anniversario (1947) dell’Agenzia MAGNUM Photos: A critical Vision, retrospettiva del reporter Chris Steele-Perkins; nel 2009 la personale di Antonella Gandini, con le sue misteriose stampe sul tema "A proposito dell’apparenza"; e poi Omaggio a Tiziano Terzani di Vincenzo Cottinelli; nel 2010 Pietro Masturzo con il suo lavoro Teheran Echoes, vincitore del World Press Photo Award 2009; nel 2011 opere grafiche del socio Walter Almici. Nel 2014 comincia il progetto fotografico commissionatoci dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia, che sfocerà nel 2018 in un pregiatissimo libro "Teatro Grande - Piano sequenza". Nel 2015 il Biancoenero ritrova tutti i suoi associati per la grande collettiva negli spazi della sala S.Filippo e Giacomo a Brescia. Si diradano gli incontri, ma a partire da Marzo del 2020 la pagina social, che avete sotto i vostri occhi, diventa un esposizione virtuale permanente, che continua tutt'ora con la rassegna dei Martedì del Biancoenero e negli Eventi Speciali, dedicati a grandi temi sociali affrontati dai nostri associati.