Ilbiancoenero

Ilbiancoenero La comune passione per la forza narrativa del bianco e nero e la poetica del colore. Nel 2015 ricordiamo l’esposizione della collettiva nella Sala S.

Giulio Obici, Franco Solina, Arturo Crescini, Piero Vistali, Giuseppe Palazzi, Eros Fiammetti, Vincenzo Cottinelli, Gino Ferri, Fabio Maione, Michele Mottinelli, Michele Gusmeri, Marco Febbrari, Donata Bini, Claudio Rizzini, Licia Maione, Carla Cinelli, Domenico Parigi, Fabio Cattabiani, Grazia Ippolito, Luca Chistè, Andrea Mirenda, Renato Mazzoncini, Benedetto Macca, Rosetta Zampedrini, Tiziana

Arici, Giovanna Pedroni, Marcellina Andreoli e Walter Almici. La comune passione per la forza narrativa del bianco e nero e per la sua capacità di espressione poetica (senza preclusioni verso il colore, quando non evasivo o meramente decorativo) ha cementato, negli anni ’60, un piccolo sodalizio di fotografi: il Gruppo Tre Archi, che vide una feconda stagione di produzione: mostre collettive e rassegne nazionali (fra le quali due volte il Premio Brescia). Autori come Vistali, Palazzi, Fiammetti, Crescini, Cottinelli, per citare i più assidui, perseguivano una fotografia colta, più impegnata, più in sintonia con i tempi, lontana da “l’ideologia dei circoli sempre più evidentemente condizionati - come direbbe Italo Zannier- dalla competitività fotoamatoriale dopolavoristica e lontani ormai dall’impegno culturale”. I propositi di allora continuano e si rinnovano con il biancoenero, associazione per la fotografia, nato sulla scia del Tre Archi e dei suoi fondatori (dal 2001 in forma associativa con atto notarile), che riprende la consuetudine degli incontri di discussione e confronto, allargandosi a nuovi amici che ne condividono ragioni e metodi. Ciascuno ha nel frattempo seguito i propri percorsi creativi ed espositivi, ma sempre guidato dalla consapevolezza che il fotografo deve essere testimone sincero, non compiaciuto, con uno sguardo attento alla realtà. I soci hanno pubblicato complessivamente sedici libri fotografici in bianco e nero e realizzato decine di mostre personali in Italia e all’estero. Alcuni di loro pubblicano abitualmente su quotidiani e settimanali nazionali e stranieri. Mostre Collettive del gruppo: si tengono tutte in Brescia, e testimoniano la libertà di espressione dei componenti, a partire da quelle di maggio e dicembre 1997 e dalla più completa del febbraio 2002. Nella collettiva Brescia, un mondo, del maggio 2003, si presentava (anche con un piccolo catalogo) un lavoro di ricerca sulla realtà bresciana, sulla complessità e specificità dei problemi urbani e sociali, sulla diversità di classe e di cultura. Da ricordare: Storie, Memorie, Visioni del febbraio 2004; quella del giugno 2007 nella Galleria UCAI con lavori diversi di nove soci; del 2008, intitolata Quel colpo di luce, tenuta nel Museo Diocesano; dell’ottobre 2009, L’immaginario del reale nello spazio espositivo dell’Auditorium di Santa Giulia, Museo della Città, con 13 espositori; del giugno 2011 Punto di Vista nel padiglione Spazioenergia di Ambiente Parco. Filippo e Giacomo a Brescia. Nel novembre 2002, la retrospettiva di Giuseppe Palazzi (1895-1994) con immagini di rara bellezza e intensità, un pezzo di storia della fotografia italiana, una sorprendente figura di artista di statura internazionale, di cui si è dato conto in un prestigioso volume illustrato. Nel febbraio 2003 l’antologica del premio Memorial Giacomelli in collaborazione con il Circolo fotografico Sannita e l’Agenzia Grazia Neri, una rassegna di reportages su temi sociali ad opera di autori italiani ed europei (Anelli, Berg, Cottinelli, Delbrouck, Mueller, Rizzi, Sluban, Sykes, Turine) con catalogo. Nel dicembre 2005 la retrospettiva del neorealista bresciano Piero Vistali (1922-2001) con un bel catalogo riprende l’analisi del passato, un altro capitolo di storia della fotografia bresciana e nazionale. Nel 2017 onoriamo uno dei “padri fondatori”, Arturo Crescini (1931-2013), con una sua retrospettiva al Salone Vanvitelliano e un catalogo delle sue fotografie. In collaborazione con la galleria La Stanza delle Biciclette: nel maggio 2006 Il Profilo delle Nuvole di Luigi Ghirri, 40 stampe della Collezione Riello; nel dicembre 2006, d’intesa coi Rencontres d’Arles, Di Guerra in Guerra, 80 immagini della libanese Randa Mirza, Premio Rencontres d’Arles 2006 con catalogo; nell’ottobre 2007 per le celebrazioni del 60° anniversario (1947) dell’Agenzia MAGNUM Photos: A critical Vision, retrospettiva del reporter Chris Steele-Perkins; nel 2009 la personale di Antonella Gandini, con le sue misteriose stampe sul tema "A proposito dell’apparenza"; e poi Omaggio a Tiziano Terzani di Vincenzo Cottinelli; nel 2010 Pietro Masturzo con il suo lavoro Teheran Echoes, vincitore del World Press Photo Award 2009; nel 2011 opere grafiche del socio Walter Almici. Nel 2014 comincia il progetto fotografico commissionatoci dalla Fondazione del Teatro Grande di Brescia, che sfocerà nel 2018 in un pregiatissimo libro "Teatro Grande - Piano sequenza". Nel 2015 il Biancoenero ritrova tutti i suoi associati per la grande collettiva negli spazi della sala S.Filippo e Giacomo a Brescia. Si diradano gli incontri, ma a partire da Marzo del 2020 la pagina social, che avete sotto i vostri occhi, diventa un esposizione virtuale permanente, che continua tutt'ora con la rassegna dei Martedì del Biancoenero e negli Eventi Speciali, dedicati a grandi temi sociali affrontati dai nostri associati.

Vi invitiamo a un appuntamento dedicato alla memoria della nostra città: il 27 maggio 2026, presso la Sala Libretti del ...
23/05/2026

Vi invitiamo a un appuntamento dedicato alla memoria della nostra città: il 27 maggio 2026, presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia (previa prenotazione), si terrà la presentazione del libro realizzato dalla nostra associata Carla Cinelli in collaborazione con la Fondazione Negri.
L'opera si propone di fare chiarezza e raccontare la verità su uno dei momenti più tragici della storia bresciana. Attraverso i provini e le fotografie scattate dagli unici reporter presenti in piazza quel giorno – proposti nel volume senza censure visive –
Le immagini documentano con drammatica fedeltà i fatti, restituendo alla collettività una testimonianza storica di fondamentale importanza.

I MARTEDI DEL BIANCOENERO:NEL CUORE DI UN'ITALIA FERITA_CARLA CINELLIPer non dimenticare...Carla Cinelli⚫️⚫️⚫️⚫️⚫️⚫️    ...
28/04/2026

I MARTEDI DEL BIANCOENERO:
NEL CUORE DI UN'ITALIA FERITA_CARLA CINELLI
Per non dimenticare...
Carla Cinelli
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Evento imperdibile venerdì 21 Novembre dei nostri Michele Gusmeri e Walter Almici.
19/11/2025

Evento imperdibile venerdì 21 Novembre dei nostri Michele Gusmeri e Walter Almici.

Con dolore e gratitudine oggi salutiamo il nostro Presidente, Eros Fiammetti, un Maestro della fotografia e dell’anima, ...
26/07/2025

Con dolore e gratitudine oggi salutiamo il nostro Presidente, Eros Fiammetti, un Maestro della fotografia e dell’anima, un uomo che ha saputo vedere oltre il visibile e restituircelo in immagini che parlano ancora — e parleranno a lungo — del nostro tempo, della nostra terra, di ciò che siamo stati.

Fondatore del Gruppo dei Tre Archi e anima del Biancoenero, Eros ha attraversato la vita bresciana con uno sguardo lucido, partecipe, profondamente umano. Con la sua visione limpida, ha raccontato l’umanità nel suo quotidiano, nei suoi silenzi, nei suoi gesti più autentici. Fotografava per dare voce a ciò che spesso passa inosservato: le emozioni taciute, le storie semplici, la verità nascosta nei volti. Ogni suo scatto è un atto di ascolto e rispetto, un frammento di tempo trasformato in memoria, in poesia visiva.
Diceva: «Le opere più vere e profonde nascono dalla mente: la macchina fotografica arriva dopo.» In queste parole c’è tutto il senso della sua arte: un pensiero prima dell’immagine, un’etica prima dell’estetica, uno sguardo che non si limitava a osservare, ma comprendeva, accoglieva, restituiva senso.

Oggi noi tutti del Biancoenero, e con esso tutta Brescia, perdiamo una guida, un testimone, un amico.
Grazie, Eros, per averci insegnato a guardare con rispetto, con intelligenza, con cuore.
Ora il tuo sguardo è luce, per sempre.
Eros Fiammetti

GOFFREDO FOFI (1937-2025) LA SCOMPARSA DI UN MAESTRO LUMINOSO E SEVEROGoffredo Fofi è stato un saggista, attivista, gior...
14/07/2025

GOFFREDO FOFI (1937-2025) LA SCOMPARSA DI UN MAESTRO LUMINOSO E SEVERO
Goffredo Fofi è stato un saggista, attivista, giornalista e critico cinematografico, letterario e teatrale italiano. L’ho conosciuto negli anni ’70 tramite Grazia Cherchi. La sua visione di intellettuale impegnato puntava a costruire una rete alternativa alla cultura del consumismo e dell'omologazione culturale. Pacifista e socialmente impegnato con Danilo Dolci in Sicilia, si è occupato di letteratura, politica, cinema, questioni del lavoro, migrazione, lotte sociali. Riviste da lui fondate e/o dirette: Positif (Parigi), Quaderni Piacentini (con Grazia Cherchi e Piergiorgio Bellocchio) Ombre Rosse, Linea d’Ombra (dove ho collaborato per anni fornendo immagini e testi), Lo Straniero, Gli Asini, La Terra vista della Luna, Dove sta Zazzà e altre. Mi mancherà il suo rigore etico, la sua scrittura ricca. Assolutamente schivo e ritroso, l’ho fotografato quasi sempre rubando gli scatti mentre era impegnato in conversazioni o dibattiti, salvo un’occasione in casa sua nel 1997 e l’incontro programmato dei tre “Piacentini” al Parco Solari di Milano, nel 1988, che ha generato scatti speciali (unici di loro tre insieme).

GOFFREDO FOFI (1937-2025) LA SCOMPARSA DI UN MAESTRO LUMINOSO E SEVERO
Goffredo Fofi è stato un saggista, attivista, giornalista e critico cinematografico, letterario e teatrale italiano. L’ho conosciuto negli anni ’70 tramite Grazia Cherchi. La sua visione di intellettuale impegnato puntava a costruire una rete alternativa alla cultura del consumismo e dell'omologazione culturale. Pacifista e socialmente impegnato con Danilo Dolci in Sicilia, si è occupato di letteratura, politica, cinema, questioni del lavoro, migrazione, lotte sociali. Riviste da lui fondate e/o dirette: Positif (Parigi), Quaderni Piacentini (con Grazia Cherchi e Piergiorgio Bellocchio) Ombre Rosse, Linea d’Ombra (dove ho collaborato per anni fornendo immagini e testi), Lo Straniero, Gli Asini, La Terra vista della Luna, Dove sta Zazzà e altre. Mi mancherà il suo rigore etico, la sua scrittura ricca. Assolutamente schivo e ritroso, l’ho fotografato quasi sempre rubando gli scatti mentre era impegnato in conversazioni o dibattiti, salvo un’occasione in casa sua nel 1997 e l’incontro programmato dei tre “Piacentini” al Parco Solari di Milano, nel 1988, che ha generato scatti speciali (unici di loro tre insieme).

I MARTEDÌ DEL BIANCOENERO:AREA 51 - ROZZANO_CLAUDIO RIZZINIE’ la storia di Gennaro Speria, meglio conosciuto come “Genny...
17/06/2025

I MARTEDÌ DEL BIANCOENERO:
AREA 51 - ROZZANO_CLAUDIO RIZZINI
E’ la storia di Gennaro Speria, meglio conosciuto come “Genny lo zio” ex detenuto nato vicino a Secondigliano, Napoli. Un’adolescenza di povertà poi il contrabbando di si*****te, lo spaccio, i furti. Dentro e fuori dal carcere fino alla decisione di cambiare vita e andare al Nord verso Milano. Gennaro conosce la sofferenza e la disperazione, la voglia di riscatto sociale e di redenzione. Nel cuore di Rozzano, un quartiere tra i più problematici della periferia milanese l’ex detenuto apre Area 51, uno spazio ricavato da un officina meccanica nella quale cerca di coinvolgere i ragazzi del quartiere togliendoli dalla strada. Nel 2016 Area 51 diventa un’associazione apartitica no-profit. Nel 2019 Gennaro costruisce una croce di legno e la porta in spalla in un epico viaggio da Rozzano a Roma dove al secondo tentativo ottiene udienza da Papa Francesco che mette la sua firma sulla croce e la benedice. Una croce che non è quella di Gesù ma di Barabba, il ladrone che cerca redenzione. Nel periodo del covid Genny “lo zio” inizia a raccogliere cibo e vestiario da offrire ai più bisognosi. Con il sostegno di associazioni e privati e con una decina di volontari oggi arriva a sfamare quotidianamente famiglie e persone sole. A migliaia si mettono in fila fin dalle prime ore del mattino per ricevere un pacco di pasta, del pane, verdura fresca. Genny si prende carico anche dell’inserimento sociale di persone con problemi con la legge prendendole in affidamento per servizi socialmente utili salvando molti di loro dalla strada e dal carcere. Rozzano e Pioltello sono tra i comuni più popolosi di Milano, quelli che hanno un maggiore numero di famiglie disagiate. La croce appesa in fondo alla stanza di Area 51 è muta testimone delle storie e dei drammi che questa situazione sociale comporta ma anche di un esempio tangibile di redenzione e solidarietà. Gennaro la riporterà a Roma per l’ultimo saluto a Papa Francesco.
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Martedì 27/5 alle ore 21 in diretta
26/05/2025

Martedì 27/5 alle ore 21 in diretta

📸 28 maggio 1974 – Brescia, Piazza della LoggiaUn racconto e memoria visiva di una giornata che ha segnato la storia del nostro Paese.Attraverso gli scatti ...

Dopo Milano e Cesano Boscone il reportage "La linea della palma", del nostro Claudio Rizzini, in mostra a Lainate. Il la...
17/05/2025

Dopo Milano e Cesano Boscone il reportage "La linea della palma", del nostro Claudio Rizzini, in mostra a Lainate. Il lavoro presenterà una trentina di immagini fine art con alcuni inediti legati agli ultimi fatti di cronaca.

17/05/2025

“Metamorfosi contemporanee. Viaggio tra luci e ombre”
LE PAROLE DEL MONASTERO. Mostra fotografica al Monastero di San Pietro in Lamosa

Un viaggio visivo nell’adolescenza, età di transizione e trasformazione, dove ogni cambiamento è frattura e rinascita.

Cinque fotografe – Elena Givone, Chiara Fossati, Marilisa Cosello, Marta Giaccone e Lucia Buricelli – raccontano luci e ombre del crescere, tra incertezza, ribellione e libertà.

📸 A cura di Silvia Mazzucchelli
🗓️ Inaugurazione sabato 17 maggio ore 18:30
📅 Mostra visitabile fino al 29 giugno
🕒 Orari:
Martedì > Venerdì: 15.00 – 18.00
Sabato e Domenica: 10.00 – 12.00 | 15.00 – 18.00
📍 Monastero di S. Pietro in Lamosa | Ingresso libero

Info: [email protected] – 338.4936964

IL 25 APRILE DEL BIANCOENERO:CLAUDIO RIZZINI_DOPO UN RACCOLTO NE VIENE UN ALTRO.All’alba del 28 Dicembre 1943, al poligo...
25/04/2025

IL 25 APRILE DEL BIANCOENERO:
CLAUDIO RIZZINI_DOPO UN RACCOLTO NE VIENE UN ALTRO.
All’alba del 28 Dicembre 1943, al poligono di Reggio, un reparto fascista fucila per rappresaglia i fratelli Cervi, partigiani, contadini e antifascisti. Sono sette fratelli. Il loro ruolo era di vitale importanza per l’organizzazione partigiana tra l’Appennino e la pianura dove si stavano formando le prime formazioni gappiste dopo l’8 Settembre 1943. Con Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio e Ettore morirà anche Quarto Camurri, un disertore che si era nascosto nella casa colonica dei Cervi. Una casa che nel podere in affitto dei Campi Rossi a Gattatico, nel cuore della pianura reggiana, racconta la storia dei fratelli Cervi e dei loro genitori, Alcide e Genoeffa. La storia di una famiglia contadina con una forte spinta progressista all’innovazione legata a una modernizzazione dei mezzi di lavoro e ad una coscienza di classe che porterà i Cervi all’emancipazione sociale e politica che diventerà precoce opposizione al regime fascista. Una casa che diventerà un luogo sicuro per antifascisti, partigiani feriti e prigionieri di guerra stranieri scappati dai nazifascisti. Oggi Casa Cervi è ancora questo e le stanze, gli oggetti appartenuti ai suoi abitanti, il paesaggio delle terre basse della pianura reggiana attorno, ci tramandano le parole del capostipite, Alcide Cervi pronunciate il giorno dei funerali dei suoi sette figli: -”Dopo un raccolto ne viene un altro, bisogna andare avanti. I miei figli hanno sempre saputo che c’era da morire per quello che facevano e lo hanno continuato a fare.”

Indirizzo

Gusmeri Fine Art/Via XX Settembre, 58/a
Brescia
25121

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