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26 aprile 1986. Una data che ha cambiato il mondo. ☢️A 40 anni (quasi) dal disastro di Chernobyl, il tempo non ha cancel...
26/04/2026

26 aprile 1986. Una data che ha cambiato il mondo. ☢️

A 40 anni (quasi) dal disastro di Chernobyl, il tempo non ha cancellato le ferite, ma ha trasformato il paesaggio in un silenzioso, potente testimone di ciò che è accaduto.

Il libro “Chernobyl” di (edito da ) non è solo una raccolta di fotografie: è un viaggio necessario nella memoria. Attraverso il suo obiettivo, Mittica ci guida tra le rovine di Pripyat e nelle vite sospese di chi è rimasto, regalandoci uno sguardo crudo, umano e profondamente necessario. È un documento di resilienza, un monito sul presente e un atto di rispetto verso la storia.

Se volete approfondire questo lavoro straordinario, non mancate alla (Notte della Fotografia) di Piacenza tra due settimane”.

📍 Segnate in agenda l’appuntamento: la cultura passa attraverso le immagini che ci interrogano.

Avete già letto il libro o seguite il lavoro di Mittica? Raccontatecelo nei commenti. 👇



il libro è disponibile sul sito

Photo @ Pierpaolo Mittica

06/04/2026
Accade questo.Che certi sguardi non se ne vanno. Restano lì, sospesi tra i rami di un giardino nel Michigan, impigliati ...
05/04/2026

Accade questo.
Che certi sguardi non se ne vanno. Restano lì, sospesi tra i rami di un giardino nel Michigan, impigliati in un’adolescenza che non ha mai fine.

Le vergini su***de. Non è solo un film di Sofia Coppola. È un respiro interrotto. E ora, questo libro di Mack Books — che raccoglie le foto di scena — è come ritrovare i cocci di un cristallo bellissimo che sapevamo già destinato a rompersi.

Si sfogliano le pagine e si sente il rumore del vento tra le tende. Si sente l’odore della lacca, del rimmel, della noia feroce di chi è troppo giovane per morire e troppo lucido per vivere. Le foto non documentano. Le foto accadono. Sono schegge di una luce bionda, malata, bellissima.

È la grammatica della malinconia.
È il catalogo di un mistero che i ragazzi del quartiere hanno provato a decifrare per anni, senza mai riuscirci. Perché certe storie non si spiegano. Si guardano e basta.

In silenzio.

LeVerginiSuicide Aesthetic

Agnieszka Sosnowska’s debut monograph, För, is an intimate portrait of the artist’s life and community in a remote corne...
28/03/2026

Agnieszka Sosnowska’s debut monograph, För, is an intimate portrait of the artist’s life and community in a remote corner of East Iceland. Sosnowska was born in Poland and raised in Boston. Coming of age between two countries and disparate cultural identities, she felt neither fully Polish nor American during her youth. It wasn’t until adulthood that she moved to Iceland and found the place where she truly belongs. Here, Sosnowska lives a quiet life, residing on a farm with her husband and working as a teacher in a rural k-12 school. In this tight knit world, she uses a large format view camera to photograph the land and people with tenderness and unwavering commitment. Set amidst the harsh elements and rugged beauty of the Nordic landscape, För is a book of gratitude and love – a story about finding home and a chosen family that carry through the seasons of life.

Photo @ Agnieszka Sosnowska

Con “For”, la fotografa Agnieszka  Sosnowska ci conduce attraverso un’Islanda spogliata dal superfluo. Edito dai visiona...
24/03/2026

Con “For”, la fotografa Agnieszka Sosnowska ci conduce attraverso un’Islanda spogliata dal superfluo. Edito dai visionari di Trespasser, questo volume non è un semplice libro fotografico, ma un oggetto tattile che racchiude il silenzio, il ghiaccio e la materia.

Le immagini di Agnieszka non gridano; sussurrano la vastità. Tra queste pagine, l’isola diventa una composizione di forme pure e contrasti profondi, dove l’occhio si perde nel bianco per ritrovare l’essenziale.

Un’opera essenziale per chi ama la fotografia d’autore che sa farsi poesia visiva e l’editoria indipendente curata nei minimi dettagli.

Photo @ Agnieszka Sosnowska

Esistere è un atto politico.In un mondo che cerca costantemente di restringere i confini della “bellezza” in spazi angus...
20/03/2026

Esistere è un atto politico.

In un mondo che cerca costantemente di restringere i confini della “bellezza” in spazi angusti e standardizzati, “Kiss It”di Abbey Trayler Smith esplode come un manifesto di libertà. Edito dai maestri di , questo volume non è solo fotografia: è una rivendicazione.

Attraverso un uso della luce che ricorda la pittura classica, Abbey Trayler Smith trasforma la carne in scultura e la presenza fisica in un paesaggio monumentale. Non c’è traccia di scuse o di timidezza in queste pagine; c’è la celebrazione radicale di corpi che occupano lo spazio con fierezza e dignità.

Il messaggio sociale è dirompente: educare lo sguardo a riconoscere il valore e l’incanto in ogni forma, superando i filtri della percezione comune per abbracciare una realtà onesta, tangibile e potente.
Un’opera che ci sfida a guardare oltre, a decolonizzare la nostra idea di estetica e a celebrare la pura, magnifica essenza dell’essere.

Il potere della fotografia è proprio questo: dare voce e visibilità a ciò che la società cerca di rendere invisibile.
Qual è la vostra opinione sul ruolo della fotografia nel cambiare la percezione sociale? Parliamone nei commenti. 👇

PhotographyAsArt ArtManifesto ContemporaryArt VisualActivism IdentityPhotography

Il libro è disponibile su www.shelfiecafe.it e al bookshop della biennale di fotografia femminile di Mantova

Esistere è un atto politico.In un mondo che cerca costantemente di restringere i confini della “bellezza” in spazi angus...
18/03/2026

Esistere è un atto politico.

In un mondo che cerca costantemente di restringere i confini della “bellezza” in spazi angusti e standardizzati, “Kiss It”di Abbey Taylor Smith () esplode come un manifesto di libertà. Edito dai maestri di , questo volume non è solo fotografia: è una rivendicazione.

Attraverso un uso della luce che ricorda la pittura classica, Abbey Taylor Smith trasforma la carne in scultura e la presenza fisica in un paesaggio monumentale. Non c’è traccia di scuse o di timidezza in queste pagine; c’è la celebrazione radicale di corpi che occupano lo spazio con fierezza e dignità.

Il messaggio sociale è dirompente: educare lo sguardo a riconoscere il valore e l’incanto in ogni forma, superando i filtri della percezione comune per abbracciare una realtà onesta, tangibile e potente.
Un’opera che ci sfida a guardare oltre, a decolonizzare la nostra idea di estetica e a celebrare la pura, magnifica essenza dell’essere.

Il potere della fotografia è proprio questo: dare voce e visibilità a ciò che la società cerca di rendere invisibile.
Qual è la vostra opinione sul ruolo della fotografia nel cambiare la percezione sociale? Parliamone nei commenti.

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Il nuovo numero di gente dí fotografa è disponibile anche sul sito www.shelfiecafe.it
13/03/2026

Il nuovo numero di gente dí fotografa è disponibile anche sul sito www.shelfiecafe.it

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25123

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