Marco Baciocchi Photography

Marco Baciocchi Photography Nulla è normale, se lo si sa vedere bene. A picture is worth a thousand words.

Fotografia d'autore dal carattere unico.
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Ritratti, eventi, foto sportive e di opere d'arte
Fine Art: fotoquadri, ArtFrame
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Separatamente: creazioni artistiche con IA
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Qui pubblico tutte e 3 le tipologie "Tutte le opere fotografiche pubblicate a mio nome in questa pagina sono di mia proprietà esclusiva e protette dalla legge sul diritto d'autore (Art.2575 c.c)"

Due mondi entrano nella stessa sfera e smettono di distinguersi. La fotografia porta il vetro, la sua carne nera e i rif...
31/08/2026

Due mondi entrano nella stessa sfera e smettono di distinguersi. La fotografia porta il vetro, la sua carne nera e i riflessi veri; l'altra mano, quella artificiale, semina il mandala che fiorisce dal buio. Non si vede più dove finisce lo scatto e comincia la generazione: restano solo petali d'oro sospesi nella notte. Perché due mondi non si sommano: si fondono là dove nessuno sa più dove finisce l'uno e comincia l'altro. Dove tutti cercano la traccia della macchina, qui la meraviglia comincia dove le due origini si perdono l'una nell'altra.

Il vicolo non porta da nessuna parte: porta dentro. Un solo lampione decide dove finisce il buio e comincia l'oro, e la ...
22/08/2026

Il vicolo non porta da nessuna parte: porta dentro. Un solo lampione decide dove finisce il buio e comincia l'oro, e la pietra risponde con un calore che il giorno non conosce. Le piante scendono dai muri come pensieri, i panni stesi trattengono un respiro. Perché il vicolo non si apre a chi guarda: si accende per chi ha il coraggio di stringersi al buio. Dove tutti passano oltre, qui la stretta di due muri diventa soglia — e la notte, invece di chiudere, apre.

Lo spigolo è la vera facciata. San Petronio non si offre di fronte, ma di taglio: qui il gotico incompiuto sale come una...
18/08/2026

Lo spigolo è la vera facciata. San Petronio non si offre di fronte, ma di taglio: qui il gotico incompiuto sale come una lama di pietra e marmo, colonne che si arrampicano verso un cielo trattenuto. La luce cade obliqua e sceglie cosa mostrare — l'oro dei mattoni da una parte, l'ombra dall'altra. Perché la pietra non ti aspetta di fronte: si rivela allo spigolo, dove la luce decide chi merita l'altezza. Dove tutti fotografano il portale, qui la meraviglia comincia dall'angolo che nessuno guarda.

La nebbia non nasconde: sceglie. Sul colle, San Luca affiora dall'oro sospeso come un ricordo che torna a fatica, cupola...
15/08/2026

La nebbia non nasconde: sceglie. Sul colle, San Luca affiora dall'oro sospeso come un ricordo che torna a fatica, cupola e pietra rosata che galleggiano sopra un bosco d'autunno. Sotto, gli ulivi salgono in ordine paziente, foglie che ardono di ruggine. Perché la nebbia non cancella il santuario: lo restituisce a chi sa vederlo dove il contorno si arrende. Dove tutti cercano la cattedrale nitida, qui la meraviglia comincia dove la forma si perde — e appena si intravede, pesa più di ogni cosa mostrata intera.

La simmetria non è ordine: è forza trattenuta. Il Duomo si erge frontale, mole di marmo che sale in geometrie bianche e ...
11/08/2026

La simmetria non è ordine: è forza trattenuta. Il Duomo si erge frontale, mole di marmo che sale in geometrie bianche e nere fino alla cupola rossa che sfida il cielo. I ponteggi non nascondono — rivelano un corpo vivo, un cantiere di secoli che ancora respira. Perché la cattedrale non cerca il tuo sguardo: attende quello che la vede intera, anche di spalle. Dove tutti fotografano la facciata, qui il retro diventa altare, e la meraviglia comincia da un punto di vista che nessuno aveva scelto.

La materia non si apre da sola: è la luce a fenderla. Due lame di acciaio salgono nel buio, e tra loro cola un oro sotti...
08/08/2026

La materia non si apre da sola: è la luce a fenderla. Due lame di acciaio salgono nel buio, e tra loro cola un oro sottile, verticale, che incide la notte come una lama incide il silenzio. Perché l'acciaio non nega il fuoco: lo trattiene, e lo lascia salire soltanto dove la notte accetta di aprirsi. Sotto, il pavimento vira al freddo, azzurro di ghiaccio — e il contrasto è tutto. Dove altri vedono metallo, qui pulsa un fuoco che aspettava d'essere visto.

Il chiostro non custodisce il silenzio: lo genera. Sotto le travi scure il legno respira secoli, e le colonne si allinea...
04/08/2026

Il chiostro non custodisce il silenzio: lo genera. Sotto le travi scure il legno respira secoli, e le colonne si allineano come un pensiero che torna sempre allo stesso centro — il pozzo, cuore d'acqua e di pietra. La luce entra obliqua, sceglie un arco, ne dimentica un altro. Perché il chiostro non recinta il vuoto: lo educa, arco dopo arco, finché diventa silenzio. Dove il passo si ferma, comincia la forma che aspettava d'essere vista.

La notte non svuota il portico: lo abita. Sotto gli archi di mattone la luce cade a gocce d'oro, e chi cammina diventa o...
01/08/2026

La notte non svuota il portico: lo abita. Sotto gli archi di mattone la luce cade a gocce d'oro, e chi cammina diventa ombra tra le ombre, passo dopo passo verso il buio che chiama. Perché il portico non teme il buio: lo indossa, e ci nasconde dentro i passi di chi ancora non è arrivato. Bologna medievale non dorme — respira sotto i suoi archi, e ogni figura che passa porta con sé un frammento di storia che il selciato custodirà.

Il buio non nasconde: seleziona. Attorno la notte inghiotte tutto, e resta solo il mattone che respira luce, arco su arc...
28/07/2026

Il buio non nasconde: seleziona. Attorno la notte inghiotte tutto, e resta solo il mattone che respira luce, arco su arco, come se il tempo si fosse fermato per farsi guardare. Un varco d'oro tra le foglie scure, e Bologna romanica appare. Perché il buio non cancella la pietra: la sceglie, e le ridà il nome che il giorno le aveva tolto. Dove altri vedono un muro antico, qui pulsa una presenza che aspettava di essere còlta.

Il cielo si è fatto materia. A sinistra la notte trattiene il suo blu, a destra la luce brucia in oro e ambra, e nel mez...
24/07/2026

Il cielo si è fatto materia. A sinistra la notte trattiene il suo blu, a destra la luce brucia in oro e ambra, e nel mezzo le nuvole non passano: si trasformano. Non è un temporale, non è un tramonto — è l'istante in cui l'aria diventa pittura. Perché il cielo non si ripete mai: si offre a chi sa fermarlo prima che cambi. Dove tutti alzano gli occhi distratti, qui c'è la forma che aspettava di essere colta.

Indirizzo

Bologna

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