21/10/2026
COME SCONFIGGERE IL DIAVOLO: I CONSIGLI DEL COMPIANTO ESORCISTA PADRE GABRIELE AMORTH
Padre Amorth, il celebre esorcista italiano, ci ha spiegato come tenere Satana lontano da noi.
Troppi cristiani non credono nel diavolo; basti pensare a quel cardinale che, un giorno, allarmò padre Gabriele Amorth – noto esorcista ed esperto di mariologia – esclamando:
«Non sono altro che superstizioni!»
Altri, al contrario, vedono il diavolo ovunque, dedicandogli un’attenzione malsana. In questo «testamento spirituale», redatto verso la fine della sua vita (all’età di 90 anni), padre Amorth riporta la questione nella giusta prospettiva. Dio, afferma nel libro-intervista curato dal confratello Angelo De Simone, è infinitamente «più bello del diavolo» e infinitamente più attraente. È un vero peccato che tanti cattolici facciano apparire il Dio dell’Amore come qualcosa di respingente… il che, naturalmente, significa fare il gioco del diavolo.
Siamo figli di Dio: questa è la buona novella che ogni cristiano dovrebbe irradiare. Come possiamo evangelizzare senza trasmettere l’Amore di Dio?
Come possiamo trasmettere un tale fuoco se ci limitiamo a essere semplicemente «religiosi» (cosa che, in un modo o nell’altro, siamo tutti, persino l’ateo più incallito!) senza però restare stretti al cuore di Gesù?
1.) SOTTO LA PROTEZIONE DI MARIA
Il diavolo esiste certamente e, sebbene in un numero limitato di casi, può arrivare a «possedere» delle persone. Padre Amorth ha dedicato gran parte della sua vita a liberarle. È inoltre nella posizione ideale per individuare «le tracce e le opere devastanti del diavolo» all’interno della nostra società. Eppure, questo “esperto” di Lucifero si guarda bene dal farne un’ossessione e offre il seguente consiglio riguardo alle inevitabili tentazioni e cadute che costellano la vita di un cristiano: “Se esiste un modo sicuro per sottrarsi all’influsso del diavolo, è quello di lasciarsi attrarre dalla bontà e dalla bellezza che promanano dalle persone buone e dal nostro Dio e Padre”. Egli ha imboccato la via maestra, seguendo l’esempio di Maria e ponendosi sotto la sua protezione.
Non c’è nulla di ironico in questo discepolo di Padre Pio: egli non minimizza affatto il male, il peccato o l’Inferno. Tuttavia, come la “piccola” Teresa, sa che saremo giudicati sull’amore. Eppure, fin dalla caduta di Adamo ed Eva, “la ragione profonda che impedisce la comunione con Dio è, sempre di nuovo, la paura di Dio; una paura che ci impedisce di sentirci amati come figli”. È questa la menzogna mortale dell’angelo delle tenebre: “Dio non ti ama”. Si tratta del “peggiore dei mali”, fonte di tutti gli altri: “Non aver conosciuto il Padre”. Senza l’amore del Padre, “la legge non è che un peso gravoso”.
2.) PIENA FIDUCIA NELL’AMORE DEL PADRE
Nel corso di tutta la sua vita, fino alla cima del Golgota, Cristo ci mostra come resistere a Satana e vincere il male: confidando totalmente nel Padre, abbandonandoci al suo amore. Ciò non avviene senza la nostra partecipazione, senza una vigilanza costante, ogni giorno e per tutta la vita, volta a “trasformare la nostra condizione di servi nell’identità gratificante di figli”. In questo cammino, il diavolo fa la sua parte: “…la sua presenza e la sua azione nel mondo ci mantengono all’erta, affinché ci prepariamo alla battaglia”. Il Figlio desidera associarci alla sua lotta vittoriosa contro Satana e le sue opere, per essere, insieme a Lui, vincitori nelle mani del Padre.
Il cristiano è chiamato a intraprendere questa lotta come un altro Cristo, non rispondendo colpo su colpo a chi compie il male, bensì offrendo una testimonianza pacifica della verità: “La nostra battaglia non è contro creature di carne e sangue, ma contro gli spiriti maligni che popolano questo mondo tenebroso”. Non prendiamocela con le persone che “non hanno avuto l’opportunità di conoscere il Padre”, ma obbediamo piuttosto a Cristo e seguiamo le indicazioni che Paolo diede ai cristiani di Roma: vinciamo il male con il bene, perché “la vendetta genera altra vendetta; non spezza la catena del male, ma la perpetua e l’aggrava”.
3.) UMILTÀ, FEDE E PREGHIERA
In definitiva, la più temibile trappola diabolica è la tiepidezza, l’indifferenza e l’intorpidimento spirituale che ci fanno sprofondare, a poco a poco, nelle tenebre. Come possiamo evitarli, insieme alla schiera di tentazioni sataniche? I rimedi sono noti da duemila anni: umiltà, fede, preghiera (il Rosario), frequenza ai Sacramenti (la Messa, il sacramento della Riconciliazione), una vita cristiana vissuta in conformità al Vangelo, opere di carità e il perdono dei propri nemici. E, ancora, seguire l’esempio di Maria, ponendoci sotto la sua protezione.
-Tratto da *Dio è più bello del diavolo. Testamento spirituale*, di Padre Gabriele Amorth, San Paolo Edizioni.