02/01/2026
RESTI IN ESPANSIONE DI UN'ANTICA SUPERNOVA
Effetti a seguito di uno degli eventi più energetici e catastrofici dell'universo.
Circa 1000 anni fa, testimonianze asiatiche raccontano di una stella visibile anche di giorno.
Oggi pensiamo che quella visione inconsueta in realtà si trattasse dell'evidenza di una supernova; un evento di colossale portata energetica che a seconda delle dimensioni della stella "morente" da vita ad una stella di neutroni (Pulsar) o ad un buco nero.
Quello che ho osservato negli ultimi giorni del 2025 è il residuo di quel collasso e rimbalzo esplosivo che videro nella sue prime fasi in Cina e Giappone mille anni fa; gas e polveri che si stanno espandendo alla velocità di oltre mille chilometri al secondo nello spazio interstellare.
In particolare la mia osservazione ha selezionato due elementi abbondanti e ben rilevabili in questa sorgente astronomica: l'ossigeno due volte ionizzato e l'idrogeno ionizzato in transizione elettronica 3 -> 2.
Per ottenere questo segnale basta dotarsi di due filtri in commercio con banda passante molto stretta e costruiti centrando l'apertura sulla linea spettrale che identifica l'elemento in emissione; in questo caso un filtro per l'idrogeno alpha e l'ossigeno terzo.
Di tutta la banda vengono selezionati solo due piccolissimi segmenti ma che rappresentano le carte d'identità dei due gas in un determinato stato.
L'idrogeno emette un fotone che nel visibile possiamo dire essere rosso mentre l'ossigeno terzo tra il verde e il blu.
A questo punto abbiamo a disposizione due segnali monocromatici ottenuti con lo stesso tempo di esposizione e con parametri di ripresa fotografica uguali.
Basta solo assegnare per coerenza l'idrogeno al rosso e l'ossigeno al verde e al blu senza alterarne le proporzioni per poter ottenere un'immagine ed individuare la distribuzione spaziale dei due gas. Le zone più rosa/sfumate e chiare sono aree dove vi è più sovrapposizione dei due elementi; ve ne sono altre dove un elemento è più presente rispetto all'altro e questo lo si capisce dalla colorazione.
interessante anche notare il colore delle stelle che non è quello che vedremmo ad un telescopio con i nostri occhi o da una macchina fotografica senza filtri selettivi.
Le stelle, corpi neri quasi ideali, emettono uno spettro continuo dipendente dalla temperatura superficiale. Tuttavia, nell’immagine filtrata appaiono ciano o rossastre, poiché il filtro seleziona solo porzioni limitate dello spettro. È comunque possibile distinguere stelle più calde (cian) da quelle più fredde (rossastre).
Riprese dalla Val Imagna l'ultima settimana del 2025.