08/11/2025
Ancora con questa storia dell'arcobaleno? 🤢 Dimentica i ponti mitologici e i simboli di speranza. Quello che stiamo osservando in questa foto è semplicemente un fenomeno ottico che si verifica ogni volta che la luce solare (policromatica) incontra una massa di goccioline sferiche sospese in atmosfera.
Il raggio luminoso viene rifratto (piegato) entrando nella goccia, riflesso sulla sua superficie interna e rifratto nuovamente uscendo. Poiché l'angolo di rifrazione dipende dalla lunghezza d'onda (cioè dal colore), la luce bianca si disperde nel suo spettro cromatico: Rosso, Arancione, Giallo, Verde, Blu, Indaco, Violetto.
Il massimo di luminosità per questo arco primario si verifica per un angolo di circa 42° rispetto alla direzione antisolare (cioè con il sole alle spalle dell'osservatore).
Perché c'è Quel Buio? È la banda di Alessandro.
Il contrasto evidente tra il cielo luminoso all'interno dell'arco e quello scuro immediatamente all'esterno non è un "emozione", ma la Banda di Alessandro (o arco scuro).
Questa zona di cielo appare più scura perché, a causa della geometria ottica della doppia rifrazione e riflessione, le goccioline d'acqua non deviano la luce verso l'osservatore con quell'angolazione. È una zona di minima intensità luminosa compresa tra l'arcobaleno primario (42°) e il meno comune arcobaleno secondario (circa 50-51°).
Quindi, non è magia. È fisica del livello base e una perfetta dimostrazione della minima diffusione luminosa tra due angoli di massima intensità. Un banale calcolo di rifrazione e riflessione. Ma fa lo stesso delle belle foto, ammettiamolo.