08/01/2025
Alla Direzione Generale per la Giustizia (DG JUST)
Commissione Europea
1049 Bruxelles, Belgio
Alla Direzione Generale per la Concorrenza (DG COMP)
Commissione Europea
1049 Bruxelles, Belgio
Al Parlamento Europeo
Ufficio del Parlamento Europeo
1047 Bruxelles, Belgio
Oggetto: Segnalazione di violazione dei diritti fondamentali e concorrenza sleale da parte di Meta (ex Facebook)
Egregi Signori,
Mi rivolgo a Voi in qualità di cittadino europeo preoccupato per le implicazioni sociali, politiche ed economiche delle pratiche gestite dalle grandi piattaforme tecnologiche, in particolare Meta (ex Facebook), riguardo alla diffusione di disinformazione e alle violazioni dei diritti fondamentali dei cittadini europei.
Le attività di Meta hanno un impatto diretto sul benessere dei cittadini, minando la libertà di accesso alle informazioni veritiere, favorendo la diffusione di fake news e creando un ambiente di disinformazione che confonde e disorienta il pubblico. In un contesto già segnato da tensioni geopolitiche e da un clima globale che rischia di sfociare in conflitti, tali pratiche possono essere interpretate come un ostacolo al diritto dei cittadini di accedere a informazioni autentiche e di formarsi opinioni libere e informate.
Violazioni rilevanti e articoli del Trattato UE coinvolti:
Libertà di espressione e di informazione (Articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea) Il comportamento di Meta limita l'accesso a notizie verificate, ostacolando il diritto dei cittadini a ricevere informazioni accurate, come sancito nell'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE, che tutela la libertà di espressione e di informazione. La gestione delle informazioni da parte di Meta non solo non protegge da disinformazione, ma contribuisce attivamente a diffonderla, con gravi conseguenze per la corretta informazione dei cittadini.
Protezione dei consumatori (Direttiva 2005/29/CE - Pratiche commerciali sleali) Le azioni di Meta, tra cui la manipolazione dei contenuti attraverso algoritmi che favoriscono la diffusione di contenuti sensazionalistici e disinformativi, possono essere considerate pratiche commerciali sleali, che violano la protezione dei consumatori. Il Regolamento 2019/1150 (Platform-to-Business Regulation) stabilisce che le piattaforme online devono comportarsi in modo trasparente e giusto verso gli utenti, evitando pratiche che possano compromettere l'integrità dell'informazione.
Regolamento (UE) 2016/679 - GDPR La gestione delle informazioni personali e l'uso di dati sensibili per finalità che non sono sempre chiare agli utenti rappresentano una violazione della protezione dei dati personali, come stabilito nel GDPR. Le politiche di Meta per la raccolta e l'utilizzo dei dati possono essere considerate come una violazione dei diritti dei cittadini europei in merito alla privacy e al controllo delle proprie informazioni personali.
Concorrenza sleale (Articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea - TFUE) Le pratiche di Meta, che includono la concentrazione del potere informativo in una singola piattaforma e la manipolazione degli algoritmi per favorire determinati contenuti, creano una distorsione della concorrenza. Tali pratiche limitano l'accesso a informazioni veritiere e indipendenti e, di conseguenza, ostacolano la libera concorrenza tra media e piattaforme informative.
Richiesta di intervento:
Chiedo pertanto un'indagine approfondita da parte delle autorità competenti riguardo alle pratiche di Meta e l'adozione di misure correttive, che potrebbero includere sanzioni per la violazione delle normative europee, al fine di tutelare il diritto dei cittadini a ricevere informazioni veritiere e proteggere i consumatori da pratiche scorrette.
Proposte di intervento:
Maggiore trasparenza sugli algoritmi utilizzati per la selezione e la promozione dei contenuti, in modo che i cittadini possano ricevere informazioni non manipolate.
Regolamenti più severi sulla disinformazione, con un controllo accurato delle piattaforme per evitare la diffusione di fake news, soprattutto in periodi di crisi politica e sociale.
Incentivazione della concorrenza tra le piattaforme, per garantire un'adeguata pluralità informativa e impedire la concentrazione del potere informativo nelle mani di poche entità, che possano influenzare l'opinione pubblica a proprio favore.
Confido che le Vostre Direzioni possano prendere in considerazione questa segnalazione e intraprendere azioni che possano salvaguardare la libertà dei cittadini e il corretto funzionamento della società democratica europea.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni e per un eventuale incontro.
Cordiali saluti,
Paolo Brigadeci