Camera del Lavoro di Augusta CGIL

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Confederazione Generale Italiana del Lavoro
Pagina della Camera del Lavoro Cgil di Augusta

24/08/2026
Il Circolo Auser e la Camera del lavoro Cgil di Augusta, profondamente addolorati, si stringono nel ricordo di Pippo all...
18/08/2026

Il Circolo Auser e la Camera del lavoro Cgil di Augusta, profondamente addolorati, si stringono nel ricordo di Pippo alla sua famiglia.
Pippo è stato un amico speciale, una presenza che ha saputo lasciare un segno profondo nel cuore di tanti.
Oggi il dolore per la sua scomparsa è grande, ma ancora più grande è l’affetto che rimane nei ricordi, nei sorrisi, nelle ore condivise e in tutti quei momenti che ne hanno fatto una persona unica.
Per noi e per tutta la comunità Auser è stato molto più di un amico, è stato parte della nostra famiglia.
"Ci mancherai, Pippo, ma continuerai a vivere nei nostri cuori, nella musica, nell’amore e nell’energia che abbiamo condiviso.
Buon viaggio, amico speciale. Non ti dimenticheremo mai"
RIP

17/08/2026

Cgil Siracusa chiede controlli e prevenzione lungo la filiera degli appalti. In Sicilia 29 denunce di infortunio mortale al 31 maggio 2026, 2 a Siracusa.

16/08/2026

FIRMA QUI LA PROPOSTA DI LEGGE
👉https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500000

Rafforziamo la responsabilità in solido del committente nei casi di appalto illecito, applicazione di un CCNL non attinente alla reale attività svolta o sotto inquadramento. Questo vale anche in caso di lavoro dipendente o autonomo per una piattaforma digitale, o di lavoro contemporaneo per più committenti (c.d. “pluricommittenza”). In caso di appalto illecito assegnato da una pubblica amministrazione, non potendo per legge assumere i lavoratori in appalto (per obbligo di concorso presso la P.A.), si propone un risarcimento pari a 24 mensilità.

Firma nei banchetti in piazza o digitalmente la proposta di legge di iniziativa popolare.

Approfondisci i contenuti su 👉 https://bit.ly/3Rc9ewR

16/08/2026

🟥 Siracusa, 15 agosto 2026 - Sicurezza sul lavoro, ancora una morte nel siracusano: basta vittime, la Sicilia non può essere una zona franca

CGIL Siracusa: «Non si può morire lavorando. Servono controlli, prevenzione e responsabilità lungo tutta la filiera degli appalti»
Ancora una morte sul lavoro. Ancora un lavoratore che non farà ritorno a casa.
La vittima è Giuseppe Biundo, 53 anni, autotrasportatore originario di Gela, deceduto ad Augusta mentre svolgeva la propria attività lavorativa all’interno di un’azienda impegnata nello smaltimento dei reflui.
La CGIL di Siracusa esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia e ritiene che, davanti all’ennesima morte sul lavoro, che segue quella dei due lavoratori deceduti a San Vito Lo Capo il 13 agosto, non sia più sufficiente fermarsi al cordoglio.
I numeri raccontano una situazione di emergenza che non può essere derubricata a fatalità. In Sicilia, al 31 maggio 2026, risultavano 29denunce di infortunio con esito mortale, rispetto alle 22 registrate alla fine di aprile. Solo nel mese di maggio sono quindi entrati nelle statistiche 7 nuovi casi mortali.
Secondo l’elaborazione dell’Osservatorio Vega sui dati INAIL, nei primi cinque mesi del 2026 i decessi in occasione di lavoro in Sicilia, hanno raggiunto l’indice di incidenza di 17,5 morti ogni milione di occupati, dato significativamente superiore alla media nazionale di 11,2.
Dentro questo quadro c’è anche Siracusa, con 2 morti in occasione di lavoro nei primi cinque mesi del 2026.
Numeri che assumono un peso ancora maggiore in un territorio come quello siracusano, caratterizzato da raffinerie, petrolchimico, metalmeccanica, manutenzioni, logistica, trasporto e da una presenza massiccia di imprese appaltatrici e subappaltatrici.
È proprio nella frammentazione della filiera produttiva che non possono essere scaricate responsabilità e rischi.
La sicurezza deve essere la stessa per tutti i lavoratori, indipendentemente dall’impresa per cui lavorano, dal contratto applicato o dal livello di appalto e subappalto nel quale sono inseriti.
Non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non può esistere una sicurezza diversa a seconda della tuta che si indossa o del nome scritto sul contratto.
Questa ennesima tragedia, al di là delle responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, impone di verificare con rigore come era stato organizzato il lavoro, quali procedure erano state adottate, se i rischi erano stati correttamente valutati e se tutte le misure di prevenzione erano state effettivamente applicate.
Per la CGIL, una morte sul lavoro non può essere archiviata come un evento inevitabile. La sicurezza è innanzitutto organizzazione del lavoro, formazione, manutenzione, prevenzione, controllo e piena assunzione delle responsabilità, non può essere considerata un costo, un adempimento burocratico o un ostacolo alla produzione. La sicurezza viene prima di tutto.
Nel polo industriale siracusano, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori operano all’interno di impianti, cantieri e aziende dell’indotto, è necessario innalzare immediatamente il livello dei controlli e della prevenzione, soprattutto nelle attività a maggiore rischio e lungo tutta la catena degli appalti.
Non possiamo accettare che precarietà, pressione sui tempi, frammentazione delle responsabilità e massimo ribasso finiscano per essere pagati dai lavoratori con la propria sicurezza e, nel peggiore dei casi, con la propria vita.
La CGIL di Siracusa chiede che venga fatta piena luce sulla dinamica dell’incidente e che tutte le autorità competenti svolgano fino in fondo il proprio ruolo. Qualora emergano violazioni o responsabilità, dovranno essere adottati tutti i provvedimenti necessari.
Ma questa tragedia pone anche una questione più generale: quanto vale la sicurezza del lavoro nel nostro sistema produttivo?
Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo che una persona ha perso la vita. Occorre rafforzare i controlli, la prevenzione e la vigilanza, intervenendo prima che il rischio si trasformi in tragedia. Un lavoratore deve poter tornare a casa ogni giorno. Sempre.
La sicurezza non è una concessione dell’impresa, né una richiesta sindacale. È un diritto fondamentale.

CGIL Siracusa

Un Ferragosto nero, anzi rosso sangue. Un altro lavoratore è morto sul lavoro, ancora una volta una vita spezzata mentre...
15/08/2026

Un Ferragosto nero, anzi rosso sangue. Un altro lavoratore è morto sul lavoro, ancora una volta una vita spezzata mentre si lavorava. Non possiamo continuare a chiamarle fatalità: sono morti che impongono responsabilità, prevenzione e sicurezza. Basta morti sul lavoro. Il lavoro deve dare dignità, non togliere la vita.

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15/08/2026

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Augusta
96011

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