La Sbilenka

La Sbilenka Con "La Sbilenka" scattare una fotografia diviene un rituale che si esercita stabilendo contatti ver

La SBILENKA è un progetto fondato e gestito da Luca Baldassari e Maria Luce Benini che nasce dal desiderio di diffondere la cultura fotografica riappropriandosi della lentezza e del piacere meditativo di quest’arte in un ambiente che favorisca l’inclusione, la partecipazione e la condivisione di interessi e saperi attraverso la riscoperta e il recupero di processi e tecniche fotografiche tradizion

ali, alternative e sostenibili. Comunicare attraverso la fotografia richiede diversi tipi di competenze sia tecniche che visive e capacità concettuali, perciò abbiamo pensato di strutturare un’offerta di laboratori didattici che consentano lo sviluppo contestuale di semplici competenze tecniche ed un approccio consapevole allo strumento fotografico favorendone un uso creativo ma anche semplicemente ludico. I nostri workshop prevedono un metodo progettuale e sperimentale indirizzato allo sviluppo delle capacità espressive ed alla acquisizione di conoscenza delle tecniche fotografiche. Sostanzialmente seguiremo l’impronta del fare per capire dove il fine è quello di attivare le capacità per raggiungere una produzione fotografica/artistica che comunichi e descriva contenuti emotivi e visivi complessi e personali.

SENSIBILI PRESENZE con Electra aps Onlus - CLA  · 7 febbraioDurante la giornata del 7, al Centro Onda d’Urto, dentro La ...
08/02/2026

SENSIBILI PRESENZE con Electra aps Onlus - CLA · 7 febbraio

Durante la giornata del 7, al Centro Onda d’Urto, dentro La Comunità che Cura Sé Stessa – per una democrazia radicale, abbiamo scelto ancora una volta di abitare un tempo diverso.

C’è uno scarto preciso, fragile e decisivo, che accade quando una persona si siede davanti alla macchina minutera.
Non è ancora fotografia.
Non è più solo attesa.
È un tempo sospeso in cui ci si espone, senza sapere come si verrà restituiti.

Ma in quello scarto non si espone solo chi viene ritratto.
Anche chi fotografa si mette in gioco.
Si affida allo stesso tempo lento, allo stesso rischio, alla stessa possibilità di fallire.

Forse è proprio questa doppia esposizione – di chi sta davanti e di chi sta dietro – a diventare il motore della relazione:
un campo condiviso in cui la cura non è diretta, ma circola.

La fotografia analogica non chiede performance, chiede presenza.
Costringe a stare. A respirare. A fidarsi.
Poi arriva l’attesa dello sviluppo, e con essa tutto quello che comporta: il non controllo, l’errore possibile, la sorpresa, a volte la delusione, spesso una verità inattesa.

Solo dopo, sistemando le immagini, è emersa quella parola sullo sfondo: SUTURA.
Non l’avevamo cercata.
Eppure sembrava essere sempre stata lì.

Sutura come gesto che tiene insieme ciò che è stato separato.
Sutura come cura, come ferita che non viene cancellata ma attraversata.
Sutura come atto politico minimo e radicale: rimettere in relazione, senza cancellare le tracce.

Forse è anche questo uno dei poteri più profondi della fotografia:
farci ri-vedere ciò che avevamo guardato senza vederlo davvero,
portare alla coscienza ciò che aveva già lavorato dentro di noi.

Sensibili Presenze nasce proprio da qui:
dall’attesa, dall’imperfezione, dalla doppia esposizione dello stare insieme.
Perché la cura non è una dichiarazione, ma una pratica.
E ogni ritratto, prima di essere immagine, è una relazione.

Ritratti lenti per persone rilassate, se hai fretta fatti un selfie.
Se puoi fermarti, siediti.




📸 La Sbilenka torna in piazzae lo fa in collaborazione con il progetto Sensibili Presenze · 2026.Saremo presenti con la ...
02/02/2026

📸 La Sbilenka torna in piazza
e lo fa in collaborazione con il progetto Sensibili Presenze · 2026.

Saremo presenti con la camera minutera per realizzare ritratti di comunità, all’interno di uno spazio dedicato, pensato per favorire incontro, ascolto e relazione.

Sensibili Presenze nasce dall’idea che l’arte possa cambiare il modo in cui ci incontriamo.
Portare la fotografia analogica nello spazio pubblico significa trasformare ogni ritratto in un momento di dialogo tra persone, oltre ogni barriera.
Con la camera minutera, la lentezza diventa spazio di relazione: chi è davanti e chi è dietro la lente si scoprono, si riconoscono, si incontrano davvero.

L’iniziativa si svolge nell’ambito di
“La Comunità che Cura Sé Stessa – per una democrazia radicale”:
tre giorni di seminario e confronto che nascono come spazio di formazione e di ascolto, un tempo e un luogo per sostare nelle domande difficili del nostro presente, mettere in dialogo saperi ed esperienze e riflettere su come costruire e sperimentare forme di democrazia radicale.
In questa prospettiva, fare politica diventa prendersi cura della polis, dello spazio pubblico e delle relazioni.

📍 Centro Giovani Onda d’Urto
📅 Sabato 7 febbraio 2026
🕙 ore 10.00 – 16.00
📌 Villa Severi – Arezzo

Vi aspettiamo.
Con calma. Con attenzione. Con cura.

Indirizzo

Arezzo

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