24/10/2026
La grande assente…
La “CONSAPEVOLEZZA” è stata lei la grande assente alla manifestazione di Amantea.
Come diceva qualcuno, bisognava esserci; anche se molte cose ci andavano strette, anche se la coesistenza nello stesso corteo per molti era difficile da sopportare. Bisognava esserci. Peccato, però, aver dovuto ascoltare certe affermazioni e vedere determinate persone, non per una questione di antipatia personale, ma per un'insuperabile incompatibilità di vedute sociali e politiche.
Molti dei presenti sono gli stessi che hanno votato il governo in carica e che, nonostante la piazza di oggi, rivoteranno il centrodestra o formazioni ancora più a destra. Tra la folla c'era chi qualche tempo fa chiedeva il Nobel per la pace a Trump e chi sostiene figure come Vannacci e chi ha votato la lega di Salvini.
L'ipocrisia della politica e il paternalismo sui giovani:
Ho visto tanti politici, o aspiranti tali, usare la manifestazione come pura operazione pubblicitaria per mettersi in mostra. Ho ascoltato queste stesse persone dire ai ragazzi delle scuole di "lasciare fuori la politica", come se manifestare non fosse, di per sé, un atto squisitamente politico. Ho sentito adulti, o pseudo tali, dare consigli su come i giovani dovrebbero comportarsi e reagire, senza neanche chiedere scusa per essere stati tra le generazioni che hanno consegnato loro questo mondo in rovina.
Ai giovani io non mi sento di dare consigli. Auguro solo loro di acquisire consapevolezza di se stessi, del mondo che li circonda e di ciò che accade. Non credete a noi a scatola chiusa, andate oltre i media di regime, documentatevi, studiate e scoprite le cose attraverso le vostre scelte, giuste o sbagliate che siano. Scoprite da soli dove stanno il bene e il male. Chi vi ripete di "non fare politica" ha solo paura che voi possiate farla nel modo giusto, rompendogli le uova nel paniere. Non fatevi usare come semplice cornice siate i veri protagonisti del vostro futuro e della vostra vita.
Le omissioni e i nomi taciuti:
Non ho sentito nessuno ricordare che se oggi siamo a questo punto economico e sociale è anche perché, finché ciò che accadeva nel mondo non ha toccato direttamente le tasche dei singoli, nessuno si è sognato di scendere in piazza. Nessuno ha detto che siamo qui per le pessime scelte del nostro governo, che ha chiuso gli occhi sul genocidio del popolo palestinese e sulle ingiustizie globali per meri interessi di potere e ricchezza, spinti da figure come Trump e Netanyahu.
Ho letto decine di cartelloni di una banalità disarmante, privi di qualsiasi riferimento a chi ci ha portato in questo stato. Quasi mai sono stati pronunciati i nomi dei protagonisti negativi del nostro tempo: a partire da un governo fallimentare guidato da Meloni, Salvini e Tajani, passando per personaggi come Renzi e Vannacci, fino ad arrivare a un'opposizione di centro sinistra che continua a votare per il riarmo e gli aiuti militari a sostegno della guerra in Ucraina. Se l’Italia e l’Europa si trovano in questa situazione, la colpa è di persone precise: bisogna avere il coraggio di fare nomi e cognomi, altrimenti ogni lotta diventa vana.
I soliti retorismi.
Ho sentito ripetere troppe volte che qui in Calabria e al Sud "siamo stati bravi perché abbiamo manifestato senza violenza", facendo ancora una volta il gioco dei potenti che equiparano la protesta per i diritti e la giustizia sociale ad atti vandalici. Si è parlato ancora di vetrine, ho sentito risuonare lo slogan "prima gli italiani", non ho visto sventolare nemmeno una bandiera palestinese, nessun riferimento allo stato di polizia in cui il nostro governo ci ha indirizzato, nessun riferimento ai vari DDL sicurezza che altro non sono che un modo per reprimere chi spaventa e chi fa traballare il potere di questi pseudo politici che ci governano, nessun riferimento alle politiche che hanno salvaguardato i ricchi e potenti a discapito del popolo, nessun riferimento alla mancata tassazione degli extra profitti o ai dazi USA o al fatto che compiamo petrolio dall’alleata America a 8 volte il prezzo che lo pagavamo dalla Russia che stiamo combattendo.
Ho partecipato a questa manifestazione solo perché c’erano i giovani altrimenti sarei rimasto a casa, e spero che questi possano con oggi cominciare un percorso di CONSAPEVOLEZZA che li porti a lottare a testa alta per i loro diritti, ma che li renda consci che ci sono anche doveri da rispettare. Quella di oggi fatico a considerarla una manifestazione di protesta, era qualcosa di ibrido tra una processione ed una sfilata allegorica, tante maschere, troppe. Cari ragazzi vi stanno ipotecando il futuro, essere un po incazzati non è reato che che ne dica il governo fascista…
Le foto che pubblico raccontano, mostrano solo loro, i ragazzi, i bambini, ho deliberatamente scelto di non dare visibilità a chi secondo me è consapevole della sua incoerenza…..