22/06/2026
Ogni anno gli alcamesi guardano i fuochi dal Bastione.
Io da piccolo no. Li guardavo dall’altra parte.
Da casa di mia nonna. Da una prospettiva che per me era la più bella del mondo. Da lì i fuochi non erano soltanto uno spettacolo. Erano una tradizione.
Ricordo ancora mio nonno che, ad ogni botto, mi guardava e diceva:
“Li senti?”
E io li sentivo eccome. Li sentivo nel petto.
Poi gli anni sono passati.
Mio nonno non c’è più. E senza accorgercene abbiamo smesso anche di guardare i fuochi da lì. Eppure quest’anno qualcosa mi ha riportato a casa di mia nonna.Con una macchina fotografica in mano. Per raccontare una prospettiva diversa da quella che vedono tutti.
Le foto che state per vedere hanno anche un piccolo “errore”.
Uno di quelli che in fotografia spesso si cerca di evitare. Ho chiuso molto il diaframma e le luci si sono trasformate alterate simulando la forma delle lamelle che chiudono l’obiettivo, la trasformazione ricorda le stelle. Tecnicamente non dovrebbero esserci. Ma questa volta mi piace pensare che siano rimaste. Perché guardando questo cielo pieno di luci, fumo e scintille, mi viene da credere che forse alcune di quelle stelle rappresentino tutte quelle persone che oggi non sono più qui con noi.
Ma che da qualche parte stanno ancora guardando lo spettacolo.
Buona festa a tutti gli alcamesi. Fate di queste foto ciò che volete.🤍