Fototopia Albidona

Fototopia Albidona Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Fototopia Albidona, Albidona.

18/09/2025

La conferenza stampa tenuta sotto il sole cocente del 16 settembre davanti alla Cittadella regionale, proprio sulla soglia di un palazzo del potere inaccessibile al popolo (teoricamente) sovrano, ha consentito di ribadire le domande poste ai professionisti della politica da un grande movimento c

06/09/2025

Una sinistra e una destra liberale degne del loro nome e della loro storia cercherebbero di contrastare la dismisura economica che le sta fagocitando, la religione della crescita illimitata delle merci, dei flussi di materia ed energia, della produzione di servizi e giochetti finanziar

28/08/2025

I PALAZZI DEL POTERE
Controvento e le elezioni regionali del 5 ottobre
La nascita del Coordinamento regionale calabrese Controvento, sancita da un'assemblea pubblica del novembre 2023, è avvenuta sotto una buona stella: la stella polare dell'aggregazione tra diversi in difesa del bene comune, in un contesto in cui la sfera politica istituzionale, dominata dalle élite economiche e finanziarie, amministra la distruzione della vita in nome della crescita illimitata dei profitti di pochi. Un'economia forsennata, in rotta di collisione con I limiti biofisici del Pianeta, sta avvelenando l'ambiente, devastando ecosistemi e biodiversità, provocando guerre, genocidi e l'aumento costante di squilibri sociali e climatici. In questo tragico scenario gli sforzi e le capacità dei gruppi e dei singoli che hanno dato vita a Controvento già da tempo si stavano concentrando su un problema specifico ( una beffa nel dramma ), urgente e ineludibile per tutte le persone intenzionate ad affrontare la crisi ecologica planetaria rigenerando e riabitando i territori sulle ali di alti principi etici, ritessendo la trama di profondi legami sociali. Ma lasciamo la descrizione della paradossale questione presa di petto da Controvento ( e da tanti altri omologhi coordinamenti in tutto il territorio nazionale) ad alcuni organismi autorevoli, la cui composizione e collocazione istituzionale scongiura il rischio che possano essere condizionati dall' ecologismo radicale. Secondo la Soprintendenza Speciale per il PNRR ( nota del 18 marzo 2024, prot. n. 51551) è in atto una complessiva azione per la realizzazione di nuovi impianti da fonte rinnovabile ... tanto da prefigurare la sostituzione del patrimonio culturale e del paesaggio con impianti di taglia industriale per la produzione di energia elettrica oltre il fabbisogno ... previsto a livello nazionale. Il rapporto OCSE 2011 mette il dito su un'altra piaga dell'infetta faccenda rilevando nero su bianco che i costi legati al sistema di incentivi per le rinnovabili sono molto maggiori delle esternalità evitate con la mancata produzione da fonte fossile. Inoppugnabile, visto che finora le compagnie private del settore energetico si sono appropriate di una somma di denaro prelevato dalle bollette dei cittadini ben superiore ai 400 miliardi. Persino la bozza ministeriale della SEN ( Strategia energetica nazionale ), all'epoca del governo MontI, arrivò ad ammettere esplicitamente che spesso le associazioni di settore italiane svolgono azioni di lobby nei confronti dei soggetti comunitari, creando situazioni di promozione degli interessi di settore a scapito dell'interesse generale del Paese. La lobby dell' energia pulita, nella quale militano anche esponenti di spicco della lobby dell' energia sporca, condiziona la politica dei politici di mestiere, i mezzi di informazione e grandi associazioni ambientaliste come Legambiente, per cui ogni iniziativa congegnata da Controvento ha provato a far scricchiolare il pensiero unico sulla necessità di sacrificare all'avanzata delle rinnovabili storia , cultura, Costituzione Repubblicana, crinali, boschi, colline, campi agricoli e terreni non coltivati, buon senso, turismo, esigenze e vocazioni degli abitanti di ogni territorio. Gli attivisti di Controvento, numerosi ed eterogenei, dalle più svariate appartenenze ideologiche e culturali, hanno organizzato momenti di riflessione collettiva in centinaia di località, hanno stimolato un collegamento tra sindaci calabresi contrari alle rinnovabili stragiste ma favorevoli a impianti di piccola scala integrati nei vari luoghi e ricondotti alla previsione costituzionale del " servizio pubblico essenziale " ( esemplare il documento Siamo sindaci o burattini?, scaturito da questa collaborazione) , hanno provato a interagire in maniera rigorosa con i consiglieri regionali di governo e di opposizione, raccogliendo " fisicamente ", con banchetti per le strade e le piazze della Calabria, 15.000 firme in calce a un appello propositivo, indirizzato purtroppo a una classe abituata ad ammannire ai cittadini decisioni imposte dall'alto, a fare della politica - secondo un noto e sarcastico aforisma di Paul Valery -- l'arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguarda. A dire il vero qualche esponente di questo ceto rappresentativo solo di se stesso e dei gruppi economici dominanti ha offerto a Controvento una candidatura per le prossime elezioni regionali del 5 ottobre. Controvento, evidentemente, dopo tante manifestazioni , sit-in, ricorsi legali, interventi sui mezzi di informazione corredati da adesioni di prestigiosi intellettuali, appare anche una potenziale forza elettorale. Ma Controvento ha ringraziato per il gentile pensiero rifiutando la proposta: un coordinamento dalle tante anime, nel quale convivono il bisogno di legalità costituzionale e di giustizia, l'ecologismo e e forti istanze moralizzatrici, non può schierarsi in un partito, che , a volte nonostante le buone intenzioni dei singoli, si muove nel mondo separato, surreale, della rappresentanza istituzionale e tende a utilizzare la " spinta" dei movimenti sociali per perseguire disegni politici nella logica di scambio tra potere ed economia. Controvento è già un soggetto politico, capace di negoziare e rappresentarsi in proprio, alla stessa maniera del movimento No pfas in provincia di Vicenza, del movimento No tav e di quello No ponte. Chi continua, nell'ambito di tante vertenze, a fronteggiare la generale violenza economica " contro i territori " segnala la crisi di legittimazione del sistema politico-istituzionale. Controvento pensa che sia più utile fare politica nella società, contribuire ai processi di costruzione dell'immaginario e di una morale avversa all'attuale crescita economica, nemica della guarigione dell' ecosistema terrestre e della giustizia nei rapporti interumani. Come bene ha scritto Lea Melandri il macropotere non racchiude l'insieme del processo politico e tanto meno sociale ... È quindi attraverso modificazioni conflittuali dell'assetto dei micropoteri che si realizzano i mutamenti più radicali dei modi di vita e dei meccanismi di riproduzione sociale. La rinuncia alle soluzioni universali e alla prospettiva unitaria entro cui disporre il molteplice delle nostre azioni, è la rinuncia alla tentazione di dare un soggetto al movimento reticolare che opera per la creazione e di un' alternativa. La comunità di interessi contraria all'andazzo che ci sta portando all'estinzione biologica della specie umana sarà plurale, composita, coltivatrice dell'arte dell'incontro e curiosa verso la diversità, l' infinitamente altro. Una ventata di aria allegra, colorata; un antidoto al grigio- cemento dei palazzi del potere. Un contagio del grado di coscienza e della voglia di cambiamento di Controvento.
Foto di Ernesto Sestito

26/06/2025

Chi siamo? L'Associazione Gynestra è un’associazione transfemminista che opera nel sud Italia a Longobardi, un piccolo paesino della costa tirrenica in provincia di Cosenza. Ogni anno nel periodo di agosto svolgiamo il festival di Minestra, un festival femminista multidisciplinare e autofina...

07/03/2025

PAZZA IDEA
Si può produrre energia rinnovabile a sufficienza facendo a meno degli hub energetici privati, tormentone politico del momento, che distruggono i territori e le loro forme di vita.
La follia di una decarbonizzazione condotta col metodo della distruzione di ecosistemi e biodiversità e con l’incremento del consumo di suolo promana direttamente dalle fondamenta del sistema economico e sociale in cui siamo immersi, vale a dire dal culto dello sviluppo e dalla religione della crescita, inseparabili da uno sfruttamento forsennato di tutte le risorse energetiche a disposizione. È questo contesto frenetico e necrofilo a dare un senso a questa insensatezza, mossa in definitiva da un unico obiettivo: riprodurre all’infinito un modello la cui finitudine continua ad affermarsi tragicamente ( Miguel Amoros ). Siamo ormai soltanto svilite pedine di un gioco perverso alle cui regole si attiene il progetto di trasformazione di Gaza in Miami partorito da Trump che, date le premesse, non può destare stupore: la gestione della transizione energetica appaltata al mercato e alle grandi imprese, la riduzione forzata delle aree rurali e forestali calabresi in aree industriali consacrate alle FER, la conseguente deportazione di allevatori, agricoltori, apicoltori, escursionisti e titolari di agriturismi dai luoghi in cui vivevano e operavano risponde alla stessa logica che conferisce alle piscine, alle palme, agli albergazzi e agli altri emblemi del turismo da ricchi supremazia sul diritto alla vita e al radicamento territoriale di una popolazione. Il video diffuso recentemente da Trump è più illuminante che sconcertante: dimostra che la sacra economia, in nome della quale politici proni ai voleri dei potentati finanziari ci stanno governando, non tollera ostacoli agli affari ( siano pure gli abitanti di un’area geografica ) e coglie ogni occasione per alimentare la sua dismisura e le sue pulsioni liberticide e omicide. La sua essenza è la guerra per l’ accaparramento delle risorse, accoppiata alla ricerca di sempre nuove frontiere dell’ affarismo. Il tracotante Trump è un rivelatore assoluto della violenza a cui siamo sottoposti così come lo sono le truppe ausiliarie delle rinnovabili stragiste, che non si inseriscono armonicamente nel territorio e nel paesaggio ma lo infettano e lo degradano per il profitto di pochi e per garantire - citiamo ancora Miguel Amoros - l’ estensione illimitata di un’urbe fagocitante disconnessa organicamente e separata dall’ ambiente circostante, indifferente tanto alle modalità di approvvigionamento dell’ acqua e dell’energia che consuma quanto al destino della sua immondizia e dei suoi sprechi. Sono troppi i boschi calabresi trasformati negli ultimi anni in ammassi di cemento e ferraglia, monumenti di una marcia mortale che in tutto il mondo annichilisce scrigni di biodiversità capaci di assorbire gas climalteranti e acqua piovana mentre sradica comunità umane edificate su risorse e culture locali e rende con lo sfruttamento energetico le loro terre ancestrali tristi satelliti di agglomerati urbani altrettanto tristi. Presupposto e strumento di questo scempio è in Italia il martirio della Costituzione repubblicana, condotto dai vari Draghi e Pichetto Fratin a colpi di decreti eversivi e cuciti su misura di un’iniziativa economica privata resa libera di incamerare copiose sovvenzioni statali e di operare a danno dell’ambiente e contro la libertà, la sicurezza, la salute e la dignità dei cittadini. La sospensione della prassi democratica si fonda su un meccanismo di carta straccia ben descritto da Paolo Cacciari in un testo chiaro e ferrato che vale la pena citare in lungo e in largo: la giustificazione usata da questo come dai precedenti governi per scavalcare quanto il diritto ordinario prevede, anche nel caso degli impianti energetici [ … ], è la prospettazione di un interesse nazionale superiore, di una emergenza per la sicurezza pubblica, come un’epidemia o una guerra. [ … ] La “ superiore necessità “ sarebbe rappresentata dalla lotta al cambiamento climatico condotta con la decarbonizzazione della produzione di energia. Secondo questa impostazione si apre quindi un conflitto tra due esigenze ugualmente tutelate dalla Costituzione: il paesaggio, da una parte, e, dall’altra, la tutela dell’ ambiente, inteso in senso ampio, come la preservazione delle condizioni di vita sulla Terra. [ … ] Due esigenze che secondo alcune interpretazioni ( la più nota quella dell’ex ministro Enrico Giovannini) andrebbero quindi mediate e tra loro equilibrate: in pratica, un po’ meno di paesaggio è un po’ più di rinnovabili . [ … ] Sembra un discorso di buon senso ma non lo è, né in punta di diritto né praticamente. È evidente che ci troviamo di fronte a un errore giuridico basato su un presupposto sbagliato. I valori elencati nella prima parte della Costituzione ( cultura, ricerca, patrimonio storico e artistico, paesaggio e ora anche ambiente, ecosistemi, biodiversità e animali ) si sommano e si completano a vicenda, senza un ordine gerarchico di importanza e godono ognuno del medesimo status e rango. Sono intangibili e inalienabili. Non sono a disposizione di alcun interesse particolare. Tocca agli organi di governo della Repubblica trovare delle soluzioni che contemplino l’insieme dei diritti costituzionali; il sacrificio di alcuni sarebbe comunque arbitrario. Sembra invece che lo schema bellico del sacrificio [ … ] venga usato troppo spesso dai governi per aggirare gli ostacoli [ … ] . Occorre quindi sfatare l’idea che la tutela del paesaggio e la lotta al cambiamento climatico siano obiettivi impossibili da raggiungere contestualmente. Peraltro quest’idea balzana è confutata ogni anno dall’ISPRA nei suoi rapporti sul consumo di suolo, che considerano gli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili al 2030 raggiungibili impiegando le sole superfici già compromesse, la cui ragguardevole estensione in chilometri quadrati è paragonabile a quella dell’ Umbria. Ma occorre anche evitare che la crisi ecologica, complessa e profonda, venga ridotta al solo cambiamento climatico. Le quote di denaro dei cittadini destinate alla transizione energetica non si accompagnano a una riduzione né del prelievo smodato di risorse naturali né dell’immissione crescente nella biosfera di rifiuti, scorie, sostanze tossiche non biodegradabili e nocive alle specie viventi. Al contempo occorre associare le battaglie ecologiste a quel compito della Repubblica sancito dall’articolo 3 della Costituzione: la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che , limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La transizione ecologica, sembrano suggerire i costituenti premonitori, può solo essere un passaggio da una condizione sociale - impastoiata da ostacoli insormontabili per moltitudini afflitte da povertà e disuguaglianza - a un’altra completamente diversa, più equa, democratica e favorevole al pieno sviluppo della persona umana nel suo contesto ecologico e sociale. Per cui rivendicazioni ambientali e lotte sociali devono procedere insieme ben amalgamate; se non si toglie di mezzo il ricatto occupazionale, con un bel reddito di base universale e incondizionato, la sovranità del popolo sulle scelte da adottare a proposito di rigenerazione degli ecosistemi e conversione energetica sarà una chimera. La sanità pubblica e gli altri servizi dello stato sociale delineato dalla Costituzione smetteranno di subire una continua emorragia di risorse a favore delle lobby del cemento e dell’energia solo se il mondo del lavoro, dalla stessa sponda di quello ecologista, seppellirà con una pernacchia il prossimo sciacallo che si farà paladino delle persone normali minacciate dalla transizione ecologica voluta dai figli di papà di sinistra e dai poteri forti.

22/02/2025

NEGATO L’INTERVENTO ALL’ASSOCIAZIONE ITALIA NOSTRA SOVERATO – GUARDAVALLE DALL’UNCEM durante il convegno “Speranza montagna. Perché crediamo nel NOI Comuni insieme”, ieri 21 febbraio a Santa Caterina dello Ionio

Ai consiglieri regionali, ai rappresentanti e dirigenti dell’UNCEM, agli amministratori locali che hanno partecipato al convegno, ”Speranza montagna. Perché crediamo nel NOI Comuni insieme”, vorrei evidenziare le scorrettezze nei miei confronti e sottolineare qualcosa che loro hanno dimenticato:
1. Quando sulla locandina si invitano associazioni e cittadini e si scrive “DIBATTITO”, si intende che i cittadini e le associazioni hanno diritto alla parola. Altrimenti avremmo dovuto leggere: non sono previsti interventi dal pubblico.
2. Le associazioni sono portatrici di interessi collettivi, conoscono i territori molto molto meglio di voi tutti, a maggior ragione dei piemontesi. Le associazioni rappresentano le comunità e hanno diritto a esprimere le proprie preoccupazioni e rivolgere le domande laddove i vostri interventi sono stati lacunosi.
3. Il ruolo che ricoprite comporta grandi responsabilità davanti a tutta le comunità calabrese: quella che vi ha votato e quella che non vi ha votato. Pertanto, è legittimo porvi domande ed è doveroso per voi rispondere.
4. Non vi fa certamente onore l’aver esercitato il “potere” in un incontro pubblico impedendo di esprimere un pensiero a chi aveva pazientemente ascoltato per oltre due ore i vostri interventi autoreferenziali e autopromozionali. Questo atteggiamento è tipico di chi teme il confronto pubblico.
5. L’intervento di Oreste Montebello, in rappresentanza del Coordinamento “Controvento Calabria”, offriva spunti e proposte per colmare alcune lacune delle relazioni precedenti. Ma è stato ripetutamente sollecitato a chiudere. Così come è stata negata gratuitamente l’affermazione di Salvatore Marino sulla distruzione della montagna di Santa Caterina.
6. In una sala gremita in maggior parte di uomini, con un tavolo di relatori composto di soli uomini, non vi siete fatti scrupoli a togliere la parola all’unica donna che ha chiesto di intervenire.
7. Infine: non si comanda in casa d’altri e non si permette agli ospiti di impedire di parlare a chi rappresenta l’associazione Italia Nostra Soverato – Guardavalle che per tanti anni si è occupata di questo territorio comunale, lo ha osservato e studiato con cura e attenzione dedicando tempo, energie e risorse economiche, pubblicando il libro ”Santa Caterina dello Ionio, Ambiente, stratificazioni culturali, paesaggi rurali”, edito da Rubbettino.
8. Chi si dedica con passione al territorio per tutelarne le risorse ambientali, culturali e paesaggistiche, ha certamente molto da dire e conosce il territorio meglio di chi sta dietro una scrivania. Dal sindaco Severino mi sarei aspettata solo due parole: lasciamola parlare.

LE DOMANDE:
1. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e poi autorizzare L’ABBATTIMENTO DI MIGLIAIA DI ALBERI per innalzare mostri d’acciaio che, dopo aver consumato e cementificato suolo, disturbano col loro rumore ogni specie vivente sopravvissuta allo scempio?
2. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e alimentare con migliaia di alberi le centrali a biomasse?
3. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e considerare “AREE IDONEE” tutti gli spazi naturali e vitali che costituiscono i nostri paesaggi e la nostra biodiversità ma non sono classificate come “agricole” o non sono già vincolate?
4. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e autorizzare tagli di boschi senza poi avere il controllo di come le autorizzazioni vengono rispettate e usate?
5. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e, pur disponendo di cospicue risorse finanziarie – come è stato chiaramente esplicitato dai relatori – non citare una sola volta la parola “PIANTUMAZIONE”?
6. Cosa vuol dire parlare di “MONTAGNA” e CONSEGNARE LA NOSTRA TERRA ALLA SPECULAZIONE ENERGETICA trasformandola in Hub energetica d’Italia?

Ai consiglieri regionali, ai rappresentanti e dirigenti dell’UNCEM, chiediamo un aperto e leale confronto nelle sedi istituzionali.
Angela Maida
Italia Nostra “Paolo Orsi” Soverato - Guardavalle
Movimento Terra e Libertà Calabria

https://www.italiachecambia.org/2025/02/rinnovabili-controvento-calabria/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0WiihTUTqWt_DFUDOZj...
19/02/2025

https://www.italiachecambia.org/2025/02/rinnovabili-controvento-calabria/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR0WiihTUTqWt_DFUDOZjaprqbx6i0DadE6RhqA92V2ViX5GLy2cHkvB85M_aem_BjKr2QCfCmt_SaSLqKp6jA

Nella sola Calabria si contano quasi 200 pratiche in itinere per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Davanti al proliferare di investimenti privati e allo sfruttamento delle risorse naturali, cresce l’insofferenza nei territori. Ne abbiamo parato con Oreste ...

17/02/2025

UNA BELLA NOTIZIA
La manovra idroelettrica della Edison S.p.a. residente in Francia, la realizzazione del suo progetto di impianto per la produzione energetica a pompaggio dell'acqua marina, avrebbe conseguenze devastanti e irreversibili sull'ambiente e l'economia della Costa Viola: questa consapevolezza è ormai patrimonio dell'intera popolazione di Scilla, dopo l'importante, bellissima e molto partecipata assemblea pubblica dell'otto febbraio. Nel pomeriggio di quella giornata, ospitati dai locali dell'hotel Le Sirene, gli abitanti del comprensorio si sono confrontati con qualificati tecnici ( geologi, ingegneri e pianificatori ambientali, fisici e architetti, profondi conoscitori degli ecosistemi marini, esperti del settore energetico) che avevano studiato il progetto della Edison, un vero e proprio programma di distruzione del territorio tra la Marina di Favazzina e l'entroterra fino a Mella. La fiammata di vita pubblica vissuta a Scilla ( in un dibattito orizzontale, dunque senza vertici, dirigenti e limitazioni del diritto di parola) ha manifestato il bisogno di democrazia frustrato nel contesto generale della società attuale ed era stata preparata da tre giorni di volantinaggio ( sostenuto da chiacchierate per le strade, canzoni informative sul problema, passaparola tra la popolazione), messi in moto tra Scilla e Bagnara dal neonato Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola e dal Coordinamento regionale Controvento, che contrasta la speculazione energetica in una prospettiva riassunta dal motto " rinnovabili sì ma non così ". Non così, come affare privato garantito da denaro pubblico: in questo caso spese e guadagni faraonici sono il risvolto di un progetto che stride con la sottrazione di risorse ai bisogni prioritari per il territorio e che riteniamo, se fosse realizzato, potrebbe arrecare seri danni alla pesca, al turismo, all'agricoltura con la rovina dei già fragili ecosistemi marini e terrestri della zona. Ma la battaglia è appena cominciata e il miscuglio di passione e intelligenza messo in mostra dai cittadini in assemblea lascia ben sperare sugli sviluppi futuri. La popolazione poco reattiva su cui contava la Edison non esiste, e questa è una gran bella notizia.

11/02/2025

Dopo le piogge di questi giorni, sulle spiagge si sono riversati molti rifiuti. L'associazione Popolo Unito aps insieme al gruppo Sibarita di Italia Nostra aps - Sezione Crotone, a Schiavonea Beach ed a Plastic Free onlus con il patrocinio del Comune di Corigliano Rossano hanno deciso di rimuovere quanto più possibile prima della prossima mareggiata dalla bella spiaggia di Schiavonea.
L'iniziativa clean up è aperta a tutta la cittadinanza.

🗓️L'appuntamento è Sabato 15 Febbraio dalle ore 08:30 davanti "la madonnina", in viale Cristoforo Colombo, Schiavonea (Corigliano-Rossano) per un primo appuntamento di clean up!
✍🏻Iscrizione obbligatoria inquadra il QR code o vai al link -> https://www.plasticfreeonlus.it/eventi/10066/15-feb-corigliano-rossano
L'iscrizione è GRATUITA, ma OBBLIGATORIA per assicurarsi la copertura assicurativa.

Nell'occasione sarà donato ad uno dei partecipanti il buono "Partecipazione per un anno all'associazione Culturale Corigliano per la Fotografia BFI".
Ringraziamo l'associazione di Corigliano per la Fotografia ass.culturale per il contributo.

Cerca la locandina inquadra il QR code e unisciti a noi nella lotta contro l'inquinamento da plastica ed altri rifiuti.
Il mare è di tutti e noi vogliamo tenerlo pulito.

Porta la tua borraccia, i guanti, e invita amici e familiari a fare la differenza!
La bella spiaggia di Schiavonea è di tutti noi e la vogliamo ancora più BELLA e PULITA!
SIBARITA di Italia Nostra aps - Sezione Crotone;
Comitato territoriale NAPA di Popolo Unito aps
Schiavonea Beach
per la Fotografia ass.culturale

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