04/01/2024
Finalmente ho visto il film di Miyazaki!!!
Allora, non mi piace dare un giudizio affrettato su un lavoro che reputo forse il più intimo e personale che lui abbia mai sviluppato. Non mi piace giudicare al momento anche perchè è un film che è ricco di simbolismi , metafore e richiami non solo ai suoi vecchi lavori, ma anche al folklore di culture vicine (Giappone) e lontane (occidentali) che si amalgamano , si fondono sull'argomento madre che sovrasta l'intera impalcatura della storia: La Morte.
Argomento molto caro a Miyazaki non solo per la sua età ma anche perchè si sta misurando con la scomparsa di molti suoi cari collaboratori e amici , tra cui Isao Takahata (Una Tomba per le lucciole) con cui ha avuto un rapporto proficuo ma anche fortemente contrastante e turbolento. E sulla Morte ha creato un universo legato a varie fiabe occidentali come Biancaneve ed i sette nani (morte apparente) Alice nel Paese delle meraviglie , dove la scomparsa della protagonista che entra in un universo alternativo fuori dal tempo è strettamente collegata al folklore delle Fate o Fairies o Piccolo Popolo, dove i mortali che entrano nel mondo di queste creature vivono esperienze fuori dal tempo ordinario e notano la presenza di persone , vicini, parenti , amici morti da tempo. (ma anche l'attraversamento di luoghi chiusi come rocce, mura o caverne o cerchi delle fate o delle streghe, cosi come esseri mutaforma di bassa statura con sembianze animalesche, o strutture e vecchie dimore che nella loro fissità temporale, raccontano storie e paradossalmente , mutamenti in universi spazio temporali completamente differenti dal nostro. Ci troviamo nel paradiso? nel purgatorio o nell'Inferno Dantesco? oppure ci troviamo connessi a qualcosa d'altro ?). Durante la visione del film percepisci molto più di quanto gli occhi vedano e sono sicuro che sia un film che debba essere visto e rivisto per comprendere quei fili invisibili che legano la storia del protagonista alla nostra e a quella di Miyazaki. Tuttavia c'è dello scontento alla fine del film nato forse da un ritmo spezzato e veloce nella parte finale che , istintivamente ti fa storcere un pò il naso, rimanendone spiazzato per una tempistica che non è mai appartenuta a Miyazaki.
Dietro di me una bambina dice a sua madre: nooo... non mi è piaciuto!
Bene questo può stare ad indicare che il film non abbia raggiunto il cuore dei bambini come gli altri precedenti? Forse si o forse e dico forse , questo film non è per bambini. forse l'argomento e lo spessore non osservabile del film, quello che si nasconde al primo sguardo, quel significato che adombra tutta l'opera fino alla fine, ha un messaggio più complesso e sfaccettato che è difficile da cogliere, ma che ci ricorderemo e forse capiremo meglio quando il Maestro non ci sarà più (spero e mi auguro tra 100 anni e più) o forse quando anche noi saremo prossimi a varcare quella soglia.
Serve tempo e visioni più attente per comprendere tante altre sfumature di questo ultimo lavoro di Miyazaki che spero e mi auguro possiate fare con un apertura e un coinvolgimento maggiore rispetto alle altre produzioni, proprio per riuscire ad entrare in un ottica diversa , rispetto a quello che siamo stati abituati a vedere fino ad ora.
E ora qualche domanda non guasta mai:
Miyazaki ha parlato del suo lascito al figlio e ad altre generazioni in questo film ravvisando un cambio di rotta ma anche un accettazione di quello che è stato e quello che sarà?
Di quali personali paure ha parlato Miyazaki in questo film?
Che cosa rappresenta per voi la roccia?
Quali altre fiabe occidentali avete notato in questa produzione oltre a Biancaneve e ad Alice e perchè secondo voi le ha usate?
Cosa rappresenta il protagonista all'interno di questa storia?