Le Fabbriche Charamontane, “scrigno di tesori dell’altra città”, sono gli spazi espositivi gestiti dall’Associazione Amici della Pittura Siciliana dell’Ottocento. Gli spazi espositivi sono parte del complesso architettonico di stile chiaramontano, edificato nel XIV secolo da Federico Chiaramonte, è costituito dalle antiche fabbriche, da diverse cappelle inglobate tra le costruzioni adornate da mag
nifici portali, dalla chiesa e da un'aula capitolare il cui prospetto chiaramontano, le bifore ed il rosone sono l'elemento architettonico più pregevole. Le fabbriche sono state trasformate dall’Associazione, nel massimo rispetto artistico e religioso dei luoghi, in spazi espositivi. Anche il giardino antistante è stato arredato allo scopo di uniformare l’ambiente esterno ai luoghi interni ed è attrezzato per ospitare altre attività culturali. Alle attività espositive si accosta una zona lettura dove consultare la vasta biblioteca di testi e cataloghi dell’Associazione e dove acquistare pubblicazioni sull’arte. L’associazione ha prodotto dal duemila diverse mostre, tutte curate da storici dell’arte di chiara fama, le più importanti “Ottocento Siciliano” e “Poliorama Pittoresco” sulla pittura dell’Ottocento, “Passo di Corsa” sul futurismo e “Le Ferite dell’Essere” sulla pittura siciliana dal ‘900 al 1940. Nel 2009 in occasione del centennale del movimento futurista l'Associazione ha realizzato la mostra "futurismo" raccogliendo circa 60 opere dei maggiori futuristi italiani (siciliani inclusi). Particolare attenzione è rivolta all’arte contemporanea siciliana e alla fotografia. Dal 2010 l’impegno dell’Associazione è rivolto soprattutto all’arte dagli anni 60 a oggi con la produzione delle mostre “Astrazione Siciliana”, le personali di Michele Canzoneri e Rossella Leone, Alfonso Leto, Piero Vignozzi, Gabriele Garbolino Rù, Luc Gauthier, la straordinaria mostra di Piero Guccione. Ancora avanguardia negli anni ‘70 con la mostra “sulla parola” opere di Isgrò, Germanà ed altri, la mostra appena conclusa del milanese Giovani Spazzini.