Giuseppe Intrieri

Giuseppe Intrieri 📸🎥Professional Photographer|Filmmaker
🍀Professional Nature Guide
🥾Travel Enthusiast
📍London 📍Calabria

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica, continuando quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti ...
01/09/2026

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica, continuando quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti durante questi due mesi trascorsi a casa.

Oggi sono stato nel cuore di una Calabria autentica.

Continuo quel percorso che mi sono prefissato di portare avanti durante questi due mesi a casa: tornare nei luoghi che avevo lasciato indietro, riscoprire quelli in cui mancavo da troppo tempo e mettere finalmente piede in territori che, pur conoscendo sulla mappa e attraverso i racconti, non avevo ancora vissuto davvero.

La prima tappa è stata un ritorno.

Dopo oltre un decennio sono tornato all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, uno di quei luoghi dove la storia sembra essere rimasta sospesa tra le rovine e il paesaggio che la circonda. Un luogo antico, legato per secoli alla presenza monastica e alla storia di questo territorio, capace ancora oggi di trasmettere una sensazione particolare.

Camminare nuovamente tra quelle pietre dopo tanti anni è stato come ritrovare un pezzo di Calabria che avevo lasciato indietro.

Poi sono andato verso una destinazione per me completamente nuova.

Aiello Calabro.

Un borgo in cui, incredibilmente, non avevo mai messo piede e che mi ha lasciato senza parole.

La sua conformazione è qualcosa che bisogna vivere camminandoci dentro. Il castello domina dall’alto, arroccato sulla rupe, mentre le case sembrano scendere e protrarsi lungo il paesaggio, seguendo colline, speroni e sporgenze rocciose che accompagnano lentamente lo sguardo verso il Mar Tirreno.

Un susseguirsi di prospettive, vicoli, pietra e panorami.

E ancora una volta ho avuto la conferma di quanto sia incredibile la Catena Costiera.

Una parte della Calabria che conosco ancora troppo poco e che, nei prossimi anni, voglio assolutamente approfondire, esplorare e raccontare con più attenzione.

Ovviamente non sono andato lì solo per una passeggiata.

Con me c’era tutta l’attrezzatura fotografica e video.

E posso già dirvi che quello che ho visto merita di essere raccontato.

Più avanti vi farò vedere Aiello Calabro e questi luoghi attraverso le immagini che ho portato a casa.

Perché questa Calabria continua a sorprendermi.

Anche quando penso di conoscerla già. 🌿

Come vi raccontavo qualche giorno fa, due giorni prima di scattare queste fotografie ho fatto una cosa che non facevo da...
31/08/2026

Come vi raccontavo qualche giorno fa, due giorni prima di scattare queste fotografie ho fatto una cosa che non facevo da tanto tempo.

Ho preso il mio sacco a pelo e sono tornato sulle sponde del Lago Cecita per trascorrere la notte all’aperto, aspettare il passare delle ore nel silenzio e vivere ancora una volta quei momenti che per tanto tempo avevo lasciato indietro.

Questa era la notte.

La Luna era quasi piena e illuminava così tanto il paesaggio che di stelle se ne vedevano poche. Eppure, in quel momento, non aveva alcuna importanza.

Perché bastava essere lì.

Bastava sapere di essere sdraiato sulle sponde di un lago, nel cuore delle montagne della Calabria, avvolto dal silenzio e sotto l’immensa coltre dell’Universo.

Anche se quella notte le stelle erano poche, sapevo che erano tutte lì, sopra di me.

E forse è proprio questo ad aver reso tutto ancora più magico.

Dopo tanto tempo sono tornato a vivere una notte così. A dormire all’aperto, ad aspettare che le ore passassero lentamente, senza avere fretta, lasciandomi semplicemente accompagnare dalla natura.

E mentre guardavo quel cielo illuminato dalla Luna, ho pensato a quanto mi fossero mancati momenti come questo.

A volte non bisogna vedere tutto per sentirsi parte di qualcosa di immenso.

Basta semplicemente esserci. ✨

Una giornata intensa, di quelle che riescono a lasciarti addosso qualcosa anche quando sembrano ormai finite.Stasera, co...
30/08/2026

Una giornata intensa, di quelle che riescono a lasciarti addosso qualcosa anche quando sembrano ormai finite.

Stasera, continuando questo bellissimo viaggio attraverso luoghi, storie e incontri, sono stato nel centro storico di Grimaldi.

Camminare tra i vicoli di questi borghi calabresi è sempre un sentimento difficile da spiegare. Da una parte c’è una tristezza profonda, quasi inevitabile: la consapevolezza di vedere luoghi che un tempo vivevano di voci, di comunità, di bambini che giocavano nelle strade, di porte aperte e di allegria, e che oggi, troppo spesso, fanno i conti con lo spopolamento e il silenzio.

Dall’altra parte, però, c’è qualcosa di straordinario.

C’è il fascino di camminare letteralmente dentro la storia.

Nei dettagli architettonici, nei nomi delle strade e nei toponimi, nelle pietre, nelle storie e nelle curiosità raccontate da chi questi luoghi li conosce molto meglio di me. Ed è proprio ascoltando e osservando che si riesce ad apprezzare ancora di più la bellezza nascosta di questi paesi.

Forse è proprio questo il filo conduttore che continua a legarmi alla Calabria.

Una terra che ho criticato molto e che continuo a criticare. Ma, in fondo, se non mi interessasse nulla, se non provassi nulla per questa terra, perché dovrei criticarla?

Credo che spesso la critica, l’amarezza e perfino la rabbia nascano proprio dal contrario dell’indifferenza. Sono il risultato di un legame profondo. Forse anche di un amore complicato.

Ed è stato anche per questo che sono andato via.

Eppure niente, in tutti questi anni, è mai riuscito a sciogliere completamente quel cordone ombelicale. Niente ha sconfitto il fascino che provo quando trascorro giornate come quella di oggi, imparando qualcosa di nuovo sulla mia terra, scoprendo storie e segreti nascosti tra montagne, valli e borghi arroccati sulle rocce della nostra regione.

A concludere questa fantastica giornata, poi, c’è stato l’appuntamento con la presentazione del nuovo libro del professor Fabrizio Mollo , che ho avuto il piacere di conoscere anni fa durante la presentazione di un altro suo importante lavoro, la Guida geologica della Calabria antica.

Questa volta il viaggio è stato ancora più indietro nel tempo.

Un viaggio alla scoperta dei nostri antenati, dei calabresi prima dell’arrivo dei Greci. Di chi c’era prima. Degli altri.

Un libro che avrei voluto comprare a prescindere, prima della mia partenza per Londra il mese prossimo.

E forse non è un caso.

Il professor Mollo probabilmente non lo sa, così come non lo sanno tante altre persone, ma l’archeologia è sempre stata una mia grande passione. Non l’ho mai studiata realmente, non ne ho fatto il mio percorso professionale, ma sono convinto che, se avessi avuto un’altra vita da vivere, probabilmente avrei voluto fare l’archeologo.

Perché, per me, è un altro straordinario modo di guardare il mondo.

Di comprenderne la storia, il territorio, le persone che lo hanno abitato. Un po’ come faccio attraverso lo studio della storia naturale, della biodiversità e dei paesaggi: cercando di leggere ciò che abbiamo davanti e di capire tutto quello che, spesso, non riusciamo più a vedere.

La presentazione è stata eccellente, come sempre. In questi anni io e il professor Mollo siamo rimasti anche in contatto attraverso i social e credo che, da questo punto di vista, siamo tra quelle persone che hanno trovato in questi strumenti un modo corretto e bello per continuare a confrontarsi, condividere conoscenza e mantenere vivi certi legami.

Come gli ho detto questa sera, partecipare a eventi come questo, continuare a comprare libri, leggerli e studiarli, è anche il mio modo di rimanere legato alla Calabria.

Di continuare a studiarla.

Di approfondirla.

Ma soprattutto, di continuare a conoscerla.

Perché forse il senso più bello di tutto questo è proprio qui: possiamo vivere tutta una vita in un luogo, attraversarne le montagne, fotografarne i paesaggi, raccontarne la natura, percorrerne le strade e i borghi… eppure continuare a scoprire qualcosa di nuovo.

E forse è proprio per questo che certe terre non smettono mai davvero di appartenerti.

Perché, in fondo, credo che non si finisca mai di conoscere nulla. Tantomeno una terra che, nel bene e nel male, continua a raccontarti qualcosa di te stesso.

30/08/2026

Oggi sono stato in una zona della Calabria nuova per me.

Nuova non nel senso che non ne conoscessi l’esistenza, ma perché i miei scarponi non avevano ancora calpestato questi sentieri.

Grazie all’invito dell’amico Rosario Pedretti, ho partecipato all’escursione conclusiva della Savuto’s Fair, organizzata per Pino Miniaci, e abbiamo raggiunto la vetta di Monte Santa Lucerna.

È stata una di quelle giornate che mi ricordano quanto sia straordinario esplorare la Calabria.

Perché qui, come in tanti altri luoghi della nostra regione, si cammina letteralmente sulla storia.

Una storia naturale e una storia umana, profondamente intrecciate tra loro.

Ci sono toponimi che raccontano i primi insediamenti umani e l’evoluzione sociale che questi territori hanno attraversato nel corso dei secoli. Ci sono piante, boschi e rocce che raccontano invece una storia ancora più antica, quella naturale di queste montagne che, incredibilmente, si trovano a pochissima distanza dal Mar Tirreno.

E poi ci sono i panorami.

Quelli che ti costringono a fermarti, a guardare e a renderti conto, ancora una volta, di quanto sia complessa e meravigliosa questa terra.

Ma una giornata così bella non è fatta soltanto dai luoghi.

È fatta anche dalle persone.

Camminare insieme a tante persone interessate, appassionate e profondamente legate a questi territori, ascoltare i loro racconti e le loro conoscenze su luoghi che sentono come parte di sé, ha reso questa esperienza ancora più speciale.

Oggi i miei scarponi hanno percorso un territorio nuovo.

Ma soprattutto hanno aggiunto un altro piccolo pezzo alla conoscenza di quella terra che, per quanto io possa esplorarla, continua sempre ad avere qualcosa di nuovo da raccontarmi.

Un’esperienza incredibile e bellissima. 🌿

Associazione Laghitani nel Mondo
Comune di Grimaldi - CS
Comune di Malito

Una serata che porterò con me.Stasera ho avuto il piacere di partecipare alla serata conclusiva di Arena Casali, organiz...
29/08/2026

Una serata che porterò con me.

Stasera ho avuto il piacere di partecipare alla serata conclusiva di Arena Casali, organizzata dagli amici de I Cinefamelici, dedicata a un tema che sento particolarmente vicino: il rapporto tra natura e tecnologia.

Il mio talk, dedicato alla natura, alla fotografia e agli animali selvatici, è stato accolto con grande partecipazione e interesse, e per questo sono davvero felice e grato. Ancora di più perché ho avuto l’onore di essere presente anche con una piccola mostra fotografica: immagini che raccontano la straordinaria biodiversità faunistica della Calabria e di Londra, due luoghi diversi ma entrambi capaci di ricordarci quanto la natura sia ancora profondamente presente nelle nostre vite, se solo scegliamo di osservarla.

In un mondo che corre sempre più veloce, che spesso lascia sempre meno spazio all’approfondimento, ai contenuti di valore e alle occasioni di incontro dedicate alla cultura, serate come questa assumono per me un significato ancora più importante.

Fermarsi, ascoltare, parlare di natura, fotografia, tecnologia, cinema e provare a condividere idee e conoscenze con altre persone è qualcosa di cui abbiamo ancora tremendamente bisogno.

Grazie a I Cinefamelici per aver creato tutto questo e per avermi voluto coinvolgere in questa bellissima esperienza. È stato davvero un piacere farne parte.

Grazie al Parco Nazionale della Sila e Comune di Casali del Manco per sostenere queste iniziative

Grazie a Guide Ufficiali del Parco Nazionale della Sila per la presenza e il supporto

Arriveranno poi dei video estratti della serata

28/08/2026

Oggi sono tornato a esplorare la Sila Grande, insieme alla mia amica Maria Forest addict

Siamo partiti con un’idea semplice: seguire alcune strade e sentieri che avevamo notato sulle mappe, provando a capire se fosse possibile costruire un nuovo percorso ad anello.

Senza sapere esattamente cosa avremmo trovato.

E forse è proprio questo il bello dell’esplorare.

Abbiamo camminato tra boschi, radure e paesaggi che, passo dopo passo, ci hanno lasciato senza parole.

Non servono sempre mete straordinarie o luoghi lontani per emozionarsi.

A volte basta prendere una strada che non conosci, seguire una traccia sulla mappa e lasciarsi sorprendere da quello che il territorio decide di mostrarti.

E quanto è bello poter condividere queste esperienze con amici che hanno la nostra stessa sensibilità.

Persone con cui puoi fermarti davanti a un paesaggio, guardarti negli occhi e pensare semplicemente: “Wow”.

Il meravigliarsi insieme.

Scoprire lentamente i luoghi di casa nostra.

E ricordarsi che, anche dopo tanti anni, la Calabria ha ancora tantissimo da raccontarci.

Oggi abbiamo esplorato. Abbiamo camminato. Ci siamo meravigliati.

E forse abbiamo trovato anche un nuovo sentiero da percorrere. 🌿

Parco Nazionale della Sila

27/08/2026

Perché ho iniziato a fotografare il paesaggio?

La risposta, oggi, forse è molto più semplice di quanto possa sembrare.
Quando ho iniziato, circa 16 anni fa, non cercavo semplicemente una bella fotografia. Avevo bisogno di raccontare ciò che vedevo.

La fotografia di paesaggio è stata per me, fin dall'inizio, uno strumento per documentare il territorio, mostrarne la bellezza e, attraverso quella bellezza, creare attenzione e consapevolezza.

Era un modo per dire: “Guardate questo luogo. Guardate quanto è importante. Guardate cosa rischiamo di perdere.”
Con il tempo la fotografia è diventata molto altro: conoscenza, divulgazione, esplorazione, memoria e soprattutto un modo per entrare in relazione con i luoghi che attraverso.

Ed è proprio da questa missione che è iniziato tutto.

Questo è un estratto del talk che ho avuto il piacere di tenere a Torre Sant'Antonio, a Santa Caterina dello Ionio, in occasione della premiazione del concorso fotografico “Paesaggi Naturali”.

E questo è solo l'inizio del racconto.

Due giorni fa ho fatto una cosa che non facevo da tanto tempo.Ho preso un sacco a pelo e sono andato sulle sponde del La...
26/08/2026

Due giorni fa ho fatto una cosa che non facevo da tanto tempo.

Ho preso un sacco a pelo e sono andato sulle sponde del Lago Cecita, nel cuore della Sila, con un unico obiettivo: passare la notte sotto le stelle e aspettare l’alba.

La notte è trascorsa nel silenzio, con il cielo sopra di me e la Via Lattea a illuminare il buio.

Poi, lentamente, è arrivato il mattino.

E quello è forse il momento che amo di più: quando la notte lascia spazio alla luce e il paesaggio comincia lentamente a rivelarsi, accarezzato dalle prime tinte arancio e oro.

Sono rimasto lì a fotografare quei momenti, cercando di catturare non solo la luce, ma anche la sensazione di essere lì, completamente immerso nella natura.

A volte basta un sacco a pelo, un cielo stellato e un’alba per ricordarsi quanto poco serve per sentirsi davvero felici. 🌄

25/08/2026

Sabato 29 agosto sarò ospite de I I Cinefamelici, in occasione di Arena Casali, per una giornata speciale dedicata all’incontro tra natura e tecnologia.

Prima della proiezione di “The Wild Robot”, avrò il piacere di tenere un talk dedicato alla natura e agli animali, per parlare del nostro rapporto con il mondo naturale e dell’importanza di conoscerlo, rispettarlo e proteggerlo.

Sarà un’occasione per incontrarci, parlare di natura e condividere una serata in cui cinema, tecnologia e ambiente si incontrano.

Ci vediamo sabato 29!
Vi aspetto!

Iniziamo questo mese di produzione di nuovi contenuti per progetti futuri, rimanete connessi.
24/08/2026

Iniziamo questo mese di produzione di nuovi contenuti per progetti futuri, rimanete connessi.

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