08/07/2026
Vi siete mai chiesti quante informazioni "nascoste" ci sono nelle nostre sequenze astrofotografiche mentre riprendiamo per ore un soggetto astronomico con il telescopio?
Al di là del contenuto estetico, le nostre fotografie contengono di solito anche centinaia o migliaia di stelle. A prima vista normali, immutabili, poco interessanti, ma l'apparenza inganna.
In questi giorni mi à venuta l'idea di sviluppare un programma che fa una cosa molto semplice: dalle sequenze di file fits già calibrate e allineate seleziona automaticamente le stelle e fa fotometria d'apertura di tutte queste sorgenti.
Il risultato mi ha stupito.
In un campo qualsiasi di 1.4X0.90 gradi, emergono decine di stelle variabili di ogni tipo. Molte di queste sono già catalogate, alcune sono addirittura variabili ancora non scoperte o comunque non incluse nei cataloghi.
Guardate questa immagine di esempio.
Sono tutte le stelle variabili trovate automaticamente in una mia sequenza ripresa due giorni fa, mentre monitoravo il transito di un pianeta extrasolare.
Scatti da 150 secondi con il mio Newton da 200mm e fotocamera ASI 2600MC (a colori). Calibrate con dark, flat e bias e allineate: proprio i passaggi che si fanno ormai automaticamente per ogni sessione di fotografia astronomica.
Invece di elaborare l'immagine sommata, ho deciso di misurare la luminosità di 1200 stelle per ogni scatto. Sono emerse almeno 11 variabili, con curve di luce spettacolari e interessanti. Variabili a eclisse, il transito del pianeta, persino una variabile cataclismica che in quel momento ha deciso di aumentare la sua luminosità di circa 3 volte in appena un'ora!
Molte di queste sono già conosciute, alcune potrebbero essere nuove. Ed ecco allora che le nostre sequenze di fotografia astronomica si possono trasformare in uno straordinario strumento di indagine e scoperta scientifica!