01/10/2024
«Il basso fa effetto, dà il ritmo e la band segue. È incredibile, in pochi minuti si crea un clima.
Aggressività, frustrazione, rabbia e miseria. Un muro di suono costruisce uno schermo protettivo e inventa un mondo effimero. La folla piena dimentica l'ora tarda e si immerge in allegra attesa.
Poi appare lui, sbalorditivo. Il suo viso coperto di trucco da pancake, accentuando la sua faccia gonfia e malata da bambino. Non sa davvero dove sia il microfono, ma deve trovarlo per avere un supporto momentaneo e l'uomo attraversa il palco buio senza meta. Il buco nero davanti a lui lo inghiotte intero. Non vede più nulla, le sue mani che abbracciano il supporto metallico sono l'ultimo legame che lo collega alla realtà, impedendogli di sprofondare nel nulla psicoattivo totale.
Pierrot patetico, adolescente angosciato e crudele, si sorprende con il suono della propria voce. Fa qualche passo di lato, cade in ginocchio, si rialza.
La sarabanda infernale è iniziata; un giorno finirà con il dath del pallido
gladiatore.»
~ Sacha Reins, novembre 1973
(Nella foto Lou Reed)