12/02/2020
COLORI AD EST
Una volta mi salì in mente la pazza idea di andare in cima Grappa palesemente non attrezzato. Erano le 3 di mattina di una notte di agosto, il tempo era stato clemente e un forte temporale aveva spazzato via ogni nuvola e ogni ombra di polveri o di inquinamento.
Il cielo era limpido come in un sogno ma un forte vento ghiacciato soffiava dalle dolomiti e con i suoi 5 gradi mi faceva digrignare i denti, essendo attrezzato solo che di t-shirt ogni scatto equivaleva ad una impresa. Non portavo nemmeno un cavalletto ma le stelle mi guidavano e mi davano forza, luce ed ispirazione.
Passarono i minuti scattando qualcosina qua e là e fu così che all'orizzonte scorsi le prime luci dell'alba, ancora troppo presto per riuscire a vedere il sole e troppo tardi avere un buio perfetto... Desolato e già in fase di ritorno mi colgono di sorpresa proprio quelle fioche luci all'orizzonte che creavano un contrasto sopraffino, enfatizzando i colori dell'alba come se si ribellasse in quel nero 0-0-0 che c'era tutt'attorno.
Come lasciarsi scappare uno scatto così?
E' vero, la fotografia è al 50% tecnica e al 50% dettata dal caso