28/04/2026
"Parola e immagine da sempre sono in dialogo reciprocamente generativo. L’immagine evoca l’assenza, la parola la rende viva e sostenibile. Il Novecento ne ha fatto un dramma. Conflitto creativo su ciò che si forma, si sedimenta e diventa artefice o materia di un immaginario. L’allestimento all’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado sollecita il rapporto tra testo iconografico e testo narrativo sul terreno del mito, lì dove “alto” e “basso” si contendono il regno del racconto e della memoria. Un racconto senza incipit, senza sviluppo e senza conclusione s’addipana linearmente sulle pareti della stanza, senza soluzione di continuità. Lo spettatore è su un’isola vuota. Perché ogni “c’era una volta” possa ricominciare nel punto di vista dello spettatore frontale che si specchia nella circolarità del proprio archetipo, celeste o marittimo, terrestre o divino che sia. Qui i testi emergono dall’immagine come voce di una sibilla dalla cavità sprofondata nell’indicibile. La cultura della sintassi distilla il caos selvaggio della natura. Nello scomposto giardino segreto, la voce della ratio raccoglie le spoglie di antiche metamorfosi rigenerative. Una feroce camera oscura, magma e deposito di fossili iconografici ritrovati che solo la mano, l’artigianalità piegata alle ragioni del processo artistico, rendono visibili come fantasmi: prima dell’immersione definitiva nell’archivio“.
Simone Azzoni, curatore
Belgrade Photo Month presenta CTONIO, fino al 14 maggio 2026
Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Kneza Miloša 56, Beograd, Serbia
si ringrazia: David Pujado, Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, StudioFaganel, Thomas Licek, André Principe, Leo Simoes, Ana Scepanovic, Snezana Krstic, Grenze - Arsenali Fotografici